Avenc de Son Pou: cupola carsica vicino a Son Coll

Un cerchio luminoso in alto sopra il fondo della grotta, sotto il quale si estende un ampio spazio scandito da stalattiti: l’Avenc de Son Pou, vicino a Son Coll, è uno di quei luoghi di Maiorca il cui fascino si rivela solo una volta entrati. L’apertura naturale si trova nel soffitto della grotta carsica. La luce del sole filtra attraverso di essa nella grande sala, facendo sembrare lo spazio più una cattedrale sotterranea che una stretta fessura nella roccia.
Il percorso per arrivarci fa parte dell’esperienza. L’Avenc de Son Pou si trova tra la valle di Orient e la zona di Santa Maria del Camí e di solito ci si arriva a piedi. Se ti aspetti una classica grotta turistica, qui non sei nel posto giusto: si tratta di un sito naturale delicato in un’area escursionistica, il cui accesso è stato temporaneamente chiuso e sottoposto a autorizzazione.
La grotta è particolarmente interessante per gli escursionisti esperti, gli appassionati di scienze naturali e i visitatori che vogliono scoprire il paesaggio sotterraneo di Maiorca al di fuori delle grandi grotte turistiche. La vera attrazione non è una serie di sale allestite artificialmente, ma un’unica camera principale dalle proporzioni insolite: dal basso si vede il cielo attraverso l’apertura naturale, mentre lo storico tunnel si addentra nella roccia all’altezza del fondo della grotta.
Prima di ogni escursione dovresti verificare lo stato attuale dell’accesso. Le vecchie descrizioni dei percorsi e i resoconti precedenti non sono una fonte affidabile: la grotta è stata chiusa a causa di danni e di un forte aumento del numero di visitatori, e le indicazioni più recenti indicano che è necessaria un’autorizzazione ufficiale. Anche se l’accesso è chiuso, l’escursione rimane comunque una passeggiata nella zona di Coanegra e Orient – ma non devi mai cercare di entrare con la forza nella grotta né tentare di farlo attraverso l’apertura naturale del pozzo.
Storia e significato
Il pozzo naturale
Molto prima che un essere umano potesse raggiungere comodamente a piedi il fondo della grotta, l’Avenc de Son Pou era una cavità carsica a pareti verticali. Il suo collegamento naturale con la superficie è l’apertura nel soffitto della grotta, crollato o aperto. Il termine maiorchino «avenc» indica un pozzo o una cavità verticale e descrive proprio la caratteristica che distingue questo luogo da una normale grotta accessibile lateralmente.
Si racconta che nel XIX secolo ci sia stata una delle prime discese attraverso l’apertura superiore. Queste imprese avevano ben poco in comune con una visita in grotta di oggi: l’accesso naturale porta direttamente in profondità e richiede attrezzatura speleologica, esperienza e tecniche di sicurezza. Solo un successivo intervento sulla roccia ha reso possibile raggiungere il fondo della camera senza dover scendere in verticale.
Il tunnel e l'estrazione del guano
Verso la fine del XIX secolo, all’altezza del fondo della grotta è stato scavato un tunnel orizzontale. Il suo scopo non era turistico: il cunicolo artificiale serviva a raccogliere il guano di uccello accumulato nella grotta e a trasportarlo fuori dalla cavità. Quello che oggi viene percepito come un imponente passaggio d’ingresso è quindi nato dall’interesse economico per un fertilizzante naturale.
Il tunnel ha cambiato radicalmente l’esperienza dei visitatori. Invece di calarsi dall’alto nel pozzo, da quel momento in poi si poteva attraversare la montagna ed entrare nella grande sala quasi a livello del suolo. È proprio questo passaggio a spiegare in parte l’effetto che suscita l’Avenc de Son Pou: il corridoio limita inizialmente la vista alla roccia e all’oscurità, prima che alla fine si apra improvvisamente l’alta sala della grotta, illuminata dalla luce del giorno. Una massiccia grata all’ingresso del tunnel serve oggi a controllare e impedire l’accesso.
Il tesoro di Son Pou
Questa grotta insolita è entrata anche a far parte della tradizione orale di Maiorca. In una rondalla raccolta da Josep Capó, nell’Avenc de Son Pou si nasconde un palazzo incantato con grandi sale, colonne di marmo colorato, acqua che scorre e un tesoro sorvegliato. Si dice che lì vivano sette fate; quando c’è un temporale, festeggiano all’interno con musica e balli, mentre una di loro rimane sempre a guardia del tesoro.
Il racconto non offre una descrizione storica della grotta, ma conserva una visione antica del luogo. Una cavità imponente, accessibile solo attraverso un’apertura nella montagna, doveva sembrare un mondo a sé stante. Le formazioni di stalattiti e stalagmiti potevano trasformarsi nelle colonne di un palazzo, mentre la luce che filtrava dal soffitto diventava il segno di una presenza nascosta. Così, la Rondalla unisce le caratteristiche reali dell’Avenc all’idea tipica di Maiorca secondo cui le forme paesaggistiche più suggestive siano dimore di esseri soprannaturali.
Da meta escursionistica a caso di protezione
Con la crescente popolarità, l’afflusso di visitatori è aumentato notevolmente. Si è parlato di gruppi di escursionisti con fino a 300 partecipanti, di rifiuti abbandonati e di pareti delle grotte imbrattate. Nel 2018, il governo delle Baleari ha quindi annunciato la chiusura totale temporanea, oltre a un’indagine sulle condizioni del sito e sulle misure di protezione necessarie. I proprietari della tenuta e il comune di Santa Maria del Camí hanno partecipato a questa decisione.
Oggi questo sviluppo è parte integrante del significato del luogo. L’Avenc de Son Pou non è un luogo di avventura dove puoi fare quello che vuoi, ma uno spazio naturale delicato situato su un terreno privato. Le restrizioni di accesso servono a proteggere le formazioni calcaree e le pareti della grotta. Chi vuole visitare il posto deve accettare le norme di sicurezza, i confini della proprietà e l’eventuale necessità di un’autorizzazione ufficiale come parte della pianificazione dell’escursione.
Cosa c'è da vedere
La cupola della grotta
La prima impressione all’interno è data da un unico grande spazio. Il pavimento si trova ben al di sotto dell’apertura naturale, mentre le pareti si innalzano tutt’intorno, attirando lo sguardo verso l’alto. Dato che mancano punti di riferimento familiari per confrontare le dimensioni, all’inizio è difficile rendersi conto di quanto sia grande lo spazio. Solo quando vedi una persona dall’altra parte della stanza ti rendi conto di quanto sia davvero ampia la sala.
Questa struttura, che ricorda quasi una cattedrale, distingue l’Avenc de Son Pou dalle grotte che si presentano come una successione di stretti corridoi e piccole camere. Qui lo sguardo non si ferma sulla sporgenza rocciosa più vicina, ma vaga dal pavimento, passando per le formazioni di stalattiti e le pareti irregolari, fino all’apertura del soffitto. La grotta sembra quindi meno un corridoio sotterraneo e più un grande spazio interno ricavato dalla roccia.
L'apertura naturale del soffitto
Il dettaglio caratteristico si trova proprio sopra le teste dei visitatori. Attraverso l’apertura circolare nel soffitto della grotta, la luce del giorno penetra fino alla sala principale. Il bagliore cambia a seconda del tempo e della posizione del sole; ne disegna i contorni e crea un legame visibile tra il pavimento della grotta e il mondo esterno. A differenza delle grotte completamente buie, così non c’è una separazione totale dal paesaggio sopra la roccia.
L’apertura è allo stesso tempo l’accesso naturale al pozzo e un punto particolarmente pericoloso. Dall’alto non c’è nessun sentiero che porti alla camera. Scendere da questo lato è un’impresa speleologica tecnica e verticale, da affidare esclusivamente a esperti adeguatamente equipaggiati. Per una visita normale è previsto solo il tunnel artificiale – e anche questo può essere percorso solo se l’accesso è espressamente consentito e aperto.
Le forme delle stalattiti
Sulle pareti e sul pavimento ci sono stalattiti e stalagmiti che conferiscono alla grande sala un’ulteriore struttura. Non formano uno scenario illuminato come in un museo; per vederle devi fare affidamento sulla luce naturale e su una torcia che ti porti dietro. Proprio nelle zone perimetrali più buie si nota che la luce proveniente dall’apertura nel soffitto arriva sì in fondo alla sala, ma non illumina ogni angolo in modo uniforme.
Le stalattiti non sono solo decorazione. Si formano molto lentamente dall’acqua di infiltrazione ricca di minerali e sono sensibili al contatto, allo sporco e ai danni meccanici. Le pareti imbrattate e i segni lasciati dai visitatori precedenti erano quindi ben più di un semplice problema estetico. In una grotta del genere, gli interventi rimangono visibili a lungo e possono danneggiare in modo permanente le superfici naturali.
Il tunnel di accesso artificiale
Il tunnel storico attraversa lateralmente la roccia e si immette nella parte inferiore della camera. È più rettilineo e più basso rispetto alla sala della grotta adiacente, motivo per cui il passaggio risulta particolarmente suggestivo. Ti servirà già una lampada frontale o una torcia per percorrere il corridoio; non dovresti fare affidamento solo sulla luce naturale presente nella cupola.
All’ingresso esterno c’è una grata che può chiudere il tunnel. Non è un invito a aggirarla, scavalcarla o aprirla con la forza, ma è il confine visibile tra il sentiero escursionistico e l’accesso controllato alla grotta. Chi, dopo un’escursione piuttosto lunga, si trova davanti a un cancello chiuso, non deve pensare che ci sia un altro ingresso consentito. Il lato aperto del pozzo non è un’alternativa.
Luce e scala
L’effetto più forte nasce dall’interazione tra l’oscurità e la luce del giorno. Nel tunnel, il mondo esterno viene inizialmente oscurato; nella camera, invece, appare come una porzione luminosa in alto. Lo sguardo si dirige così quasi automaticamente verso il soffitto. Allo stesso tempo, la luce laterale fa risaltare alcune superfici rocciose più di altre e fa apparire i contorni dello spazio in modo diverso a seconda di dove ti trovi. I grandi gruppi documentati del passato mostrano quanto velocemente si possa superare la capienza di un luogo del genere.
La visita
Un'escursione invece di una sosta
L'Avenc de Son Pou non è una meta dove scendi dall'auto proprio davanti all'ingresso. I percorsi tradizionali partono o da Orient oppure dal Camí de Coanegra, provenendo da Santa Maria del Camí. Per l’andata e il ritorno ci vogliono circa quattro o cinque ore, a seconda del punto di partenza e del percorso scelto. Il tempo indicato si riferisce all’intera escursione e non solo alla permanenza nella grotta.
Dal lato di Orient, il sentiero parte nei pressi della strada tra Bunyola e Orient. Segue, tra l’altro, la direzione di Santa Maria e attraversa un terreno sassoso e, in alcuni tratti, piuttosto accidentato. Il percorso proveniente da Santa Maria passa per il Camí de Coanegra ed è più lungo. Le regole di accesso e di parcheggio sono cambiate in quella zona, quindi non dovresti prendere per buone, senza prima verificare, le descrizioni vecchie che promettono di poter arrivare quasi fino a destinazione in auto.
Accesso solo previa verifica aggiornata
Non ci sono orari di apertura fissi né un prezzo d’ingresso fisso. Prima di partire, quindi, è meglio controllare se il tunnel è attualmente accessibile, se serve un permesso e quali regole valgono nel Paese in questione. Le fonti più datate si contraddicono nettamente: alcune descrivono un accesso libero o possibile solo in determinati giorni, mentre notizie più recenti parlano di chiusura e dell’obbligo di un permesso.
Per la pianificazione questo significa che: l’escursione non deve basarsi sul presupposto che la grata sia aperta alla fine. Se l’accesso è chiuso, la visita alla grotta finisce lì. Né superare la barriera né avvicinarsi all’apertura naturale dall’alto rappresentano una soluzione alternativa accettabile. Chi viene qui solo per vedere l’interno dovrebbe informarsi con particolare attenzione in anticipo sulla situazione.
Organizzazione del tempo e luce naturale
Per il percorso è bene prevedere abbastanza luce diurna. Le quattro-cinque ore indicate tengono conto solo in parte delle pause, dell’orientamento e delle variazioni delle condizioni del sentiero; una pianificazione troppo serrata aumenta il rischio di dover affrontare il ritorno al crepuscolo. In inverno, i corsi d’acqua e il vicino Salt des Freu possono rappresentare un’ulteriore attrazione.
Non si può dire seriamente che esista un orario ideale per evitare la folla quando l’accesso è regolamentato. La cosa fondamentale è innanzitutto avere un permesso di accesso valido. Per l’escursione in sé, partire presto e avere un po’ di tempo in più è più sensato che sperare in una fascia oraria specifica.
Soggiorno all'interno
Se l'accesso è ufficialmente consentito, il tunnel porta direttamente alla sala principale. Per orientarti, tieni la torcia a portata di mano già prima di entrare nel cunicolo. All’interno della cupola, vale la pena non dirigersi subito al centro, ma percepire consapevolmente il passaggio dallo stretto tunnel all’ampio spazio. Da diversi punti, la posizione della luminosa apertura nel soffitto cambia rispetto alle formazioni di stalattiti e stalagmiti.
La visita dovrebbe essere tranquilla e non lasciare tracce. Non toccare le stalattiti, non segnare le pareti e portare via tutti i rifiuti. Soprattutto per i gruppi, è meglio che i partecipanti siano pochi. La necessità di tutela che ha portato alla chiusura è derivata proprio dall’insieme di tanti interventi apparentemente piccoli e da un afflusso di visitatori per cui la grotta non è predisposta.
Come arrivare e dove parcheggiare
Dall'aeroporto di Palma a Son Coll
Dall’aeroporto di Palma, prendi la Ma-30, poi la Ma-13 e la Ma-13A. Son Coll dista 27 chilometri su strada e il viaggio dura circa 50 minuti. Queste indicazioni si fermano espressamente a Son Coll e non all’ingresso dell’Avenc de Son Pou. Da lì, la grotta non è una meta classica raggiungibile direttamente in auto; l’ultimo tratto va pianificato seguendo un percorso escursionistico autorizzato.
La posizione tra l’Orienttal e Santa Maria del Camí a volte porta i servizi di navigazione a proporre percorsi diversi. Ma non conta solo la linea più breve sulla mappa: bisogna considerare anche le strade percorribili, le chiusure in corso e l’accesso attraverso terreni privati.
Dal centro di Palma a Son Coll
Dal centro di Palma, il percorso si snoda lungo la Ma-13 e la Ma-13A. Fino a Son Coll si percorrono 25 chilometri su strada; il viaggio dura circa 56 minuti. Anche questo tempo vale solo fino a Son Coll. Per l’escursione che segue bisogna prevedere diverse ore in più, a seconda del punto di partenza consentito che scegli.
Il tempo di percorrenza relativamente lungo, nonostante il numero moderato di chilometri, non va sottovalutato quando pianifichi la giornata. Dopo il viaggio in auto non ti aspetta una breve visita, ma un’escursione con tratti sassosi. Il viaggio di ritorno, il tempo di percorrenza a piedi e la luce del giorno sufficiente vanno quindi considerati tutti insieme nel tuo programma.
Parcheggio all'ingresso del sentiero escursionistico
Le vecchie guide della zona di Orient indicano come punto di partenza una curva sulla strada tra Bunyola e Orient, vicino a Son Perot. Altre descrizioni segnalano che l’accesso e la sosta sul Camí de Coanegra sono stati limitati e che bisogna parcheggiare più lontano. Un'indicazione storica sul parcheggio non garantisce quindi che oggi si tratti di un posto auto legale o sicuro.
Puoi parcheggiare solo dove non ci siano cartelli di divieto né si ostacolino gli accessi alle proprietà, i cancelli o il traffico. Le strade particolarmente strette nella zona dell’Orient non sono adatte a parcheggi improvvisati sul ciglio della strada. Se stai preparando un percorso, dovresti controllare con la stessa attenzione sia il punto di partenza consentito che l’accesso alla grotta.
Trasporti pubblici
Non risulta esserci una fermata dell’autobus nelle immediate vicinanze dell’Avenc de Son Pou. Per questo motivo, non puoi pianificare la gita come se fosse un’attrazione all’interno del paese, raggiungibile con un breve tragitto a piedi da una fermata. Anche i veicoli più grandi sono un problema sulle strade strette; una gita scolastica documentata ha già descritto il viaggio in autobus attraverso Orient come difficile e da non ripetere.
Se non hai la macchina, devi quindi pianificare tutta la logistica dell’escursione partendo da un posto più lontano. In questo caso, devi tenere conto del tempo di percorrenza in più, delle possibilità di ritorno e delle ore di luce limitate. Inoltre, prendere un taxi fino al punto di partenza non risolve automaticamente il problema di come tornare indietro.
Nei dintorni
Son Coll
Son Coll è il punto di riferimento usato nelle indicazioni stradali per raggiungere la grotta. I percorsi stradali misurati dall’aeroporto e da Palma finiscono qui; l’Avenc stesso rimane una meta escursionistica nel territorio circostante. Questa distinzione è importante perché un indirizzo con il nome del luogo può facilmente dare l’impressione che l’ingresso della grotta si trovi proprio su una strada percorribile.
Questa zona segna una transizione tra l'interno dell'isola, più accessibile, e i paesaggi più movimentati ai margini della Serra de Tramuntana. Se vieni qui, non pianificare la giornata come una serie di brevi visite. Già solo raggiungere la grotta richiede tempo e rende il paesaggio la vera cornice dell'escursione.
L'Oriente e la valle
Orient è il punto di riferimento tradizionale per una delle varianti più famose dell’escursione. Questo piccolo paesino di montagna si trova lungo la stradina che parte da Bunyola e viene spesso collegato al sentiero che porta al Salt des Freu e poi verso Santa Maria. Da questa parte, il percorso si snoda su sentieri sassosi, attraverso passaggi delimitati da muri e passando per cancelli o valichi.
La valle offre un paesaggio incantevole, soprattutto al di fuori dei periodi di siccità. Tuttavia, Orient non dovrebbe essere considerato solo come un parcheggio per la grotta. Le strade strette e i pochi posti dove parcheggiare richiedono rispetto per i residenti, l’agricoltura e il traffico di transito.
Camí de Coanegra e Santa Maria del Camí
Da Santa Maria del Camí c’è una variante più lunga che parte dal Camí de Coanegra. Il sentiero segue la valle in direzione nord e collega la grotta con l’altro lato del paesaggio. Per chi preferisce un percorso di avvicinamento più lungo, questo itinerario è un’alternativa al percorso da Orient – a patto che i sentieri e i passaggi attraverso le proprietà private siano attualmente accessibili.
Santa Maria del Camí è anche un ottimo punto di partenza o di arrivo per una giornata di escursioni. La grotta, però, non va confusa con la visita al paese: tra il paese, la fine della strada di accesso e l’Avenc c’è un bel po’ di strada da percorrere a piedi. Se inizi il percorso da qui, devi aspettarti un’escursione di mezza giornata piuttosto che una semplice passeggiata.
Salt des Freu
Il Salt des Freu si inserisce nel percorso partendo dal versante Orient. La sua cascata è particolarmente suggestiva dopo piogge abbondanti o in inverno; nei periodi di siccità, invece, l’acqua che scorre può essere molto meno abbondante o addirittura assente. Non bisogna quindi confondere questa deviazione con un percorso in cui la presenza d’acqua è garantita tutto l’anno.
Come combinazione, il Salt des Freu è particolarmente adatto soprattutto perché si trova nella stessa zona escursionistica e arricchisce il paesaggio carsico della grotta con uno specchio d’acqua visibile. Bisogna però mettere in conto un po’ di tempo in più per il percorso e il fatto che il terreno potrebbe essere bagnato. Unire queste due mete trasforma definitivamente l’impresa in un’escursione piuttosto lunga.
Il posto giusto per farlo
Son Coll nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Scarpe e condizioni del percorso
Un buon paio di scarponcini da trekking è più importante di un abbigliamento specifico per la speleologia. I percorsi descritti si snodano su pietre instabili, tratti rocciosi e sezioni in cui, se non stai attento, c’è il rischio di scivolare. Anche porte, gradini stretti o passaggi sopraelevati possono far parte del percorso. Le scarpe leggere da città non vanno bene né per l’avvicinamento né per il pavimento della grotta, che potrebbe essere umido. Per questo, quando controlli le previsioni del tempo, non pensare solo alla pioggia durante l’escursione, ma anche alle precipitazioni precedenti.
Luce e orientamento
Una lampada frontale o una torcia affidabile va messa in valigia anche se la luce del giorno entra dall'apertura nel soffitto. Il tunnel d'accesso e le zone ai margini della camera rimangono più buie rispetto al centro della cupola.
I cartelli indicano, a seconda della direzione, “Orient” o “Santa Maria”, ma deviazioni e modifiche agli accessi alle proprietà possono rendere obsolete le vecchie indicazioni. Non devi allontanarti dal percorso segnalato o autorizzato: la zona è piena di grotte.
Bambini e gruppi
Il fatto che in passato alcune classi scolastiche abbiano visitato la grotta non significa che ogni escursione in famiglia sia automaticamente adatta. I bambini devono avere la resistenza necessaria per camminare per diverse ore, muovere passi sicuri su terreni sassosi e poter contare su un accompagnatore affidabile nei punti più difficili e nei passaggi più impervi. L’apertura naturale del pozzo rappresenta un serio pericolo e non è un punto panoramico a cui avvicinarsi.
I gruppi numerosi sono particolarmente problematici. I danni documentati e i rifiuti lasciati dalle visite precedenti sono stati uno dei motivi principali per cui sono state adottate le misure di tutela. I gruppi piccoli e ben guidati riescono a fare meno rumore, a mantenere il sentiero libero più facilmente e a evitare meglio le aree sensibili all’interno. L’autorizzazione ufficiale deve includere tutti i partecipanti.
Pasti e comportamento
Lungo il percorso vero e proprio non dovresti aspettarti di trovare rifornimenti affidabili. L’acqua e il cibo necessario vanno portati con te dal punto di partenza; gli imballaggi e i resti organici vanno riportati fuori dall’area nello zaino. Soprattutto in una grotta, anche i rifiuti apparentemente compostabili sono considerati corpi estranei.
Lascia a casa le aspettative sull’illuminazione elettrica o su un allestimento turistico. L’Avenc de Son Pou non è una struttura turistica attrezzata. La sua particolarità sta proprio nello spazio naturale, nel tunnel storico di lavoro e nella luce che filtra dal soffitto aperto. Chi rispetta queste premesse capisce anche perché una grata chiusa o un permesso obbligatorio non vanno visti come una fastidiosa formalità, ma come una misura di protezione.
Consigli da chi vive qui
Una luce in fondo al tunnel
L'apertura nel soffitto illumina l'ampia sala, ma non tutto il percorso. È meglio avere una lampada frontale a portata di mano già prima di entrare nel tunnel storico; soprattutto le zone ai margini della cupola della grotta rimangono al buio.
Pensa anche a Salt des Freu
Il Salt des Freu si trova lungo il percorso dell’Orient. La cascata è interessante soprattutto dopo piogge abbondanti o in inverno; nei periodi di siccità, invece, il flusso d’acqua potrebbe mancarti.
Scala di riferimento sul bordo della grotta
È difficile valutare le dimensioni della cupola della grotta senza un punto di riferimento. Quando l’accesso è ufficialmente consentito, basta dare un’occhiata alle persone sul bordo opposto per rendersi conto chiaramente di quanto sia ampia la sala.
Prendi sul serio la griglia
Non devi aggirare un tunnel chiuso. L'apertura naturale non è un accesso alternativo per gli escursionisti, ma un pozzo profondo. Prima di partire, quindi, assicurati di verificare se serve un permesso e se l'accesso è consentito.
Non pianificarlo come una sosta breve
I percorsi più conosciuti prevedono escursioni di diverse ore. A seconda del punto di partenza, per l’andata e il ritorno ci vogliono circa quattro o cinque ore; a queste vanno aggiunti il tempo di percorrenza in auto, le pause e un’eventuale combinazione con il Salt des Freu.