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Convento delle Figlie della Misericordia a Pina

Convento delle Figlie della Misericordia

Nel cuore di Pina, il Convento delle Figlie della Misericordia racconta una storia che va ben oltre il piccolo paesino nell’entroterra dell’isola. Qui, due fratelli di Pina fondarono una comunità femminile francescana, la cui opera si diffuse in seguito anche al di fuori di Maiorca. Il convento non è quindi solo un edificio religioso, ma il punto di partenza di un movimento sociale e spirituale.

Già l’aspetto esterno suscita curiosità: il complesso storico del monastero e l’edificio costruito in seguito si trovano su lati opposti di una strada, in posizione sopraelevata rispetto alla carreggiata e collegati da uno stretto passaggio. Se passi dietro la chiesa parrocchiale di Pina e scopri questo ponte pedonale, capisci subito che il complesso si è sviluppato in diverse fasi.

All’interno, lo sguardo si concentra soprattutto sulla cappella, sul piccolo atrio, sull’atrio d’ingresso decorato con dipinti e su un cortile rettangolare con una scultura di San Francesco. Non è un monastero monumentale come quelli delle grandi città. Ma proprio questo complesso di dimensioni contenute mostra chiaramente quanto la storia dell’ordine, la vita del paese e l’architettura a Pina siano strettamente intrecciate tra loro.

La visita è particolarmente consigliata a chi vuole scoprire la cultura religiosa di Maiorca al di là dei monasteri più famosi. Anche chi è appassionato di architettura troverà dettagli degni di nota: la facciata della cappella con portale ad arco ogivale, lo stemma francescano, un rosone, un soffitto a cassettoni in legno e decorazioni figurative nel presbiterio. Dato che non ci sono orari di visita generali affidabili, ti consiglio di verificare in anticipo se è possibile visitare l’interno.

Storia e significato

All’origine non c’è un potente ordine proveniente dall’esterno, ma un’iniziativa nata proprio a Pina. Nel 1856, i fratelli Gabriel Marià Ribas de Pina e Josepa Maria Ribas fondarono la comunità delle Filles de la Misericòrdia. Josepa Maria è citata nelle fonti ecclesiastiche anche con il suo nome di convento, Sor Concepció de Sant Josep Ribas. A Pina si ricorda ancora oggi questa fondazione: ogni anno, il 14 settembre, la comunità francescana si riunisce per festeggiare l’anniversario.

La fondazione a Pina

Il nome “Figlie della Misericordia” era programmatico. La comunità femminile cattolica si ispirava alla Regola di San Francesco e si dedicava soprattutto all’istruzione, all’assistenza e alla cura delle persone. Fu così che in un piccolo paese al centro dell’isola ebbe inizio la storia di un ordine religioso, il cui influsso si estese in seguito ben oltre i confini di Maiorca.

Pina è rimasta ben più di un semplice luogo storico. Il convento è considerato la casa madre della comunità, e anche la parrocchia custodisce il ricordo dei due fondatori; secondo quanto riferito dalla diocesi, le loro tombe si trovano nella chiesa parrocchiale del paese. Alle celebrazioni commemorative annuali si riuniscono le suore, i rappresentanti delle istituzioni da loro gestite e la comunità locale. Dopo la Messa, la giornata di festa è stata celebrata anche nel cortile principale del convento – un segno che questo complesso rimane un luogo di memoria vivo.

Dalla prima sede alla sede centrale

Il primo convento si trovava all’interno di quell’isolato di cui fa parte anche la chiesa. Già pochi anni dopo la fondazione, l’edificio ha assunto un ruolo centrale per le nuove leve della comunità: dal 1862 fino agli anni ’80 ha fatto da noviziato. Qui le future suore venivano introdotte alla vita spirituale e ai compiti della congregazione.

Con la crescita della comunità, la parte più vecchia non era più sufficiente. Nel 1891 è stato costruito un nuovo edificio dall’altra parte della strada. Invece di collegare le due parti semplicemente attraverso lo spazio stradale pubblico, si è deciso di far costruire un passaggio sopraelevato. Questo piccolo ponte pedonale è oggi la testimonianza più evidente dell’ampliamento e rende immediatamente comprensibile la storia dell’edificio dall’esterno.

La cappella e il riconoscimento dell'ordine

Un’altra importante fase di costruzione è seguita all’inizio del XX secolo. Nel 1921 la comunità ottenne il riconoscimento papale da Benedetto XV. Poco dopo fu completata la cappella del monastero. La sua inaugurazione avvenne nel 1924; il progetto fu realizzato dall’architetto Francesc Ferrer Moragues.

La cappella ha dato alla casa madre uno spazio di culto tutto suo, ben evidenziato dal punto di vista architettonico. Allo stesso tempo, le sue decorazioni riprendevano i temi centrali della comunità: lo stemma francescano sulla facciata, le raffigurazioni di San Francesco e della Sacra Famiglia all’interno. Così l’identità dell’ordine non era visibile solo nelle regole e nelle attività, ma anche nell’edificio stesso.

Cosa c'è da vedere

La prima impressione non la hai davanti a un grande portale, ma dall’insieme di diversi edifici. Dietro la chiesa parrocchiale, l’insediamento storico prosegue lungo la strada; di fronte si trova l’ala più recente del monastero. In mezzo, si erge il piccolo ponte di collegamento. È funzionale, ma allo stesso tempo sembra un segno di punteggiatura in pietra tra il periodo della fondazione e il successivo ampliamento.

I due edifici del monastero

Il complesso è composto da due edifici separati. La parte più antica del convento fa parte del blocco edilizio della chiesa, mentre l’edificio del 1891 si trova dall’altra parte della strada. Questa disposizione spiega perché, visto dall’esterno, il Convento delle Figlie della Misericordia non sembri un complesso rigorosamente simmetrico, progettato in un unico blocco. È un luogo che si è sviluppato nel tempo e che ha dovuto adattarsi alla struttura del paese.

Per osservarlo dall’esterno, quindi, vale la pena spostarsi un po’. Proprio davanti a uno degli edifici si nota soprattutto la facciata; da una certa distanza, invece, si capisce come la strada, l’edificio storico, l’ampliamento e il ponte interagiscano tra loro. È proprio questa transizione a distinguere il monastero da molti altri edifici religiosi di Maiorca.

Il ponte di collegamento

Il ponte pedonale è stato costruito per collegare la parte più antica del convento con il nuovo edificio del 1891. Attraversa la strada e permetteva alle suore di spostarsi da un edificio all’altro senza dover uscire dal complesso del convento a livello della strada. La struttura non è un semplice elemento decorativo, ma la risposta concreta a un problema molto pratico.

Dal retro della chiesa si vede particolarmente bene che la comunità non ha abbandonato la sua sede originaria, ma l’ha ampliata con un secondo edificio. Il passaggio tiene letteralmente insieme entrambe le fasi.

L'ingresso e l'atrio

Un portico con architrave dritto conduce a un piccolo atrio da cui si diramano tre porte. Sulla sinistra c’è l’atrio d’ingresso. La sua decorazione pittorica è uno degli elementi interni più notevoli del monastero. Lì puoi vedere, tra le altre cose, un ritratto del fondatore Gabriel Marià Ribas. Il quadro crea un legame tra l’edificio e la persona che ha dato un impulso decisivo alla fondazione della comunità a Pina.

Il cortile rettangolare

A destra del atrio si apre un cortile rettangolare. L'opera d'arte più importante è un gruppo scultoreo che raffigura San Francesco mentre benedice frate Leone. Il soggetto rimanda direttamente all'orientamento francescano delle Filles de la Misericòrdia.

I resoconti ecclesiastici descrivono inoltre il cortile principale del monastero come luogo di incontri comunitari: dopo una celebrazione per l’anniversario della Congregazione, i membri dell’ordine e gli ospiti si sono riuniti lì per concludere insieme la giornata.

La facciata della cappella

La cappella, inaugurata nel 1924, si riconosce dalla sua facciata indipendente. Il portale è a arco ogivale. Nel timpano c’è lo stemma francescano, sopra il quale si apre un rosone. Tre finestre più piccole scandiscono ulteriormente la facciata, la cui parte superiore è coronata da una piccola cella campanaria.

Questi elementi conferiscono alla chiesa un aspetto decisamente sacro, senza però stravolgere le proporzioni del paese. Merita particolare attenzione lo stemma: già prima di entrare, ti fa capire quale tradizione spirituale segua la comunità. Il rosone e le finestre, poi, inondano di luce l’interno a navata unica.

La navata

All’interno, la cappella presenta un’unica navata a pianta rettangolare. Lo spazio è coperto da un soffitto a cassettoni in legno. Nella zona del presbiterio e della galleria sporgono travi allungate; un arco che sembra quasi un palcoscenico contribuisce alla suddivisione spaziale.

Il legno del soffitto crea un caldo contrasto con le superfici in muratura e guida lo sguardo in senso longitudinale verso il presbiterio. Poiché non ci sono navate laterali a distrarre l’attenzione, l’organizzazione dello spazio è facile da seguire: l’ingresso, la navata centrale e il presbiterio si susseguono in modo chiaro.

Il Presbiterio

Un arco a tutto sesto che attraversa la navata segna l’ingresso al presbiterio. Sullo sfondo c’è una nicchia con il tabernacolo. Un rilievo raffigura la Sacra Famiglia e San Francesco; l’autore indicato è lo scultore Oliver. Insieme allo stemma sulla facciata e alla scultura nel cortile, si crea così un programma iconografico francescano coerente.

La visita

La visita non dovrebbe iniziare cercando un unico ingresso principale, ma osservando l’insieme del complesso. Dalla chiesa parrocchiale il percorso conduce sul retro, dove si capiscono meglio i due edifici del convento e il passaggio sopraelevato sulla strada. Solo dopo vale la pena osservare più da vicino la facciata della cappella e i suoi singoli elementi.

Aspetto esterno e storia della costruzione

Anche se non è possibile entrare all’interno, il convento rimane comunque un luogo storico ben riconoscibile. La posizione dell’edificio più antico nel complesso della chiesa, l’edificio di fronte risalente al 1891 e il ponte raccontano insieme l’espansione della congregazione. Chi guarda la facciata solo frontalmente, si perde proprio questa particolarità fondamentale.

Durante la visita esterna, vale la pena dare un’occhiata anche alla facciata della cappella. Portale a sesto acuto, stemma francescano, rosone, finestrette e campanile si possono ammirare senza dover fare un lungo giro. Il Convent de les Filles de la Misericòrdia è quindi perfetto come tappa culturale durante una passeggiata a Pina, ma non come grande complesso accessibile a tutti.

Una possibile visita all'interno

Se la cappella e le stanze del convento sono accessibili, la visita prosegue alla scoperta della struttura interna dell’edificio. Dal piccolo atrio i percorsi conducono all’atrio d’ingresso decorato con dipinti, al cortile rettangolare e verso la cappella. Il ritratto del fondatore, la scultura di San Francesco e il rilievo nel presbiterio formano insieme un racconto chiaro sulle origini e la spiritualità della comunità.

Questo luogo richiede un comportamento tranquillo e rispettoso. Si tratta della sede fondatrice di una congregazione religiosa e non di un vasto complesso museale. Nei locali in cui si svolgono funzioni religiose o incontri, è bene entrare con la dovuta discrezione. È consigliabile scattare foto solo se espressamente consentito sul posto.

Orari e accesso

Il tempo necessario dipende soprattutto dal fatto che si possa visitare solo l’esterno o anche l’interno. Per le facciate, il ponte e l’inserimento nel centro del paese basta un breve giro. Un accesso libero all’atrio, al cortile e alla cappella arricchisce notevolmente la visita, perché è lì che si trovano gli elementi artistici e architettonici più importanti.

Non ci sono orari di apertura generali vincolanti né informazioni precise sui biglietti d’ingresso. Se vai a Pina apposta per visitare gli interni, ti consiglio quindi di verificare l’accessibilità prima di partire. Senza una conferma preventiva, è meglio organizzare la visita in modo che anche la vista dall’esterno e una passeggiata per Pina rendano la gita interessante.

Come arrivare e dove parcheggiare

Da Palma e dall’aeroporto, il percorso inizia sulla Ma-15 in direzione dell’interno dell’isola. La deviazione sulla Ma-3130 porta a Pina. I percorsi e i tempi di percorrenza indicati valgono fino al paese; l’ultimo tratto si snoda attraverso le stradine del paese fino alla zona della chiesa parrocchiale, dietro la quale si estende il complesso monastico.

Dall'aeroporto di Palma

Dall’aeroporto di Palma, il tragitto in auto fino a Pina è di 28 chilometri. Il viaggio dura circa 26 minuti e si percorre la Ma-15 e poi la Ma-3130. Una volta arrivati in paese, la chiesa parrocchiale è un ottimo punto di riferimento: la parte più antica del convento fa parte del suo complesso, mentre l’edificio più recente si trova dietro, dall’altra parte della strada.

Il ponte che attraversa la strada è, nell’ultimo tratto, un punto di riferimento più evidente rispetto alla facciata rappresentativa del monastero. Chi cerca solo un grande edificio a sé stante rischia di fraintendere facilmente il complesso. Per orientarti definitivamente, vale quindi la pena fare un giro dietro la chiesa.

Da Palma

Dal centro di Palma, Pina dista 30 chilometri in auto. Il viaggio dura circa 34 minuti. Anche questo percorso segue la Ma-15 per poi immettersi sulla Ma-3130. Le indicazioni relative alla distanza e al tempo di percorrenza si riferiscono fino a Pina; una volta in paese, per raggiungere la destinazione dovrai orientarti in base alla zona intorno alla chiesa parrocchiale.

Il modo migliore per visitare il monastero è a piedi nel centro del paese, perché per ammirare l'edificio storico, l'ampliamento e il ponte coperto servono comunque diversi punti di osservazione.

In autobus

Le fermate in paese sono Pina 1 e Pina 2. Da lì, l’ultimo tratto si percorre a piedi attraverso il centro del paese in direzione della chiesa parrocchiale. Ti consiglio di controllare il collegamento esatto prima di partire, consultando l’orario aggiornato, perché il percorso e la frequenza delle corse possono variare. Una volta sul posto, la chiesa è il punto di riferimento più semplice per raggiungere il retro dell’edificio e il monastero.

Le linee di autobus per Convento delle Figlie della Misericordia in sintesi

LineaPercorsoCorse al giornoPrima corsaUltima corsa
432Sineu - Algaida7106:3722:00

Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.

Come arrivare in autobus

  • Pina 2 (4018) · 0,3 km In linea d'aria

    • 432Sineu - Algaida · Tutti i giorni
  • Pina 1 (4017) · 0,3 km In linea d'aria

    • 432Sineu - Algaida · Tutti i giorni

Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.

Nei dintorni

Pina non è uno di quei posti che devi lasciare subito dopo aver dato un’occhiata alla facciata del monastero. Questo piccolo paesino fa parte del comune di Algaida e si trova nel Pla de Mallorca, l’ampia zona centrale dell’isola tra la Serra de Tramuntana e le catene montuose orientali. I dintorni sono caratterizzati da terreni agricoli con mandorli, carrubi e fichi.

La chiesa parrocchiale di Pina

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Cosma e San Damiano ed è il punto di riferimento principale del convento. L'edificio attuale risale al XIX secolo e è stato realizzato integrando una struttura più antica. Gabriel Marià Ribas, cofondatore delle Filles de la Misericòrdia, è stato uno dei principali promotori della costruzione della chiesa.

Colpiscono le due torri quadrate con le statue in pietra dei due santi. All’interno, la chiesa ha una sola navata, cappelle laterali, un transetto e un’abside quadrata. È particolarmente importante per la storia del monastero, perché lì si conserva la memoria dei fondatori. Il monastero e la chiesa parrocchiale andrebbero quindi considerati come due realtà distinte, ma storicamente strettamente legate.

La Font de Pina

All’ingresso del paese si trova la Font de Pina, una struttura di origini ben diverse. La sorgente risale a un qanat arabo, cioè un sistema di conduzione sotterranea dell’acqua. Il complesso pavimentato comprende una piccola cappella sopra l’uscita dell’acqua e quelli che un tempo erano i lavatoi pubblici.

L’idea di abbinare la visita al monastero è interessante perché mette in luce due capitoli molto diversi della storia locale: da una parte la tecnologia idraulica di ispirazione islamica, dall’altra la fondazione di un ordine religioso cristiano nel XIX secolo. Entrambi i luoghi si trovano all’interno del piccolo villaggio e puoi visitarli entrambi senza dover fare un lungo tragitto.

Croce di strada e mulino a vento

Accanto ai giardini della sorgente si trova la croce di Pina. Risale al XIX secolo e segna l’ingresso storico del paese sulla strada per Sineu. Insieme alla sorgente, alla chiesa e al convento, forma una breve serie di punti caratteristici che ti permettono di seguire lo sviluppo del paese.

Nel centro del paese si è conservato anche il mulino a vento di Pina, in Carrer de Sant Plàcid. Altri mulini si trovano fuori dal centro abitato. Ricordano il carattere agricolo del Pla de Mallorca e creano un piacevole contrasto con l’architettura religiosa che circonda la chiesa e il convento.

Consigli da chi vive sul posto

  • Come osservare il ponte nel modo giusto

    Non fermarti solo davanti alla cappella: dietro la chiesa parrocchiale, il passaggio sopra la strada è particolarmente evidente. Da qui puoi ammirare in un solo sguardo sia la parte più antica del complesso monastico che l’edificio del 1891.

  • Stemma sopra il portale

    Sul portale ad arco ogivale della cappella vale la pena dare un’occhiata al timpano. Lì c’è lo stemma francescano: la chiave discreta dell’identità dell’ordine, che si ritrova anche nelle raffigurazioni di San Francesco nel cortile e nel presbiterio.

  • Nell'atrio, a sinistra

    Se l'interno è accessibile, la porta a sinistra del piccolo anticamera conduce all'atrio decorato con dipinti. Lì è appeso anche il ritratto del cofondatore Gabriel Marià Ribas de Pina.

  • Collegati con la Font de Pina

    La Font de Pina arricchisce la visita al monastero con un capitolo più antico della storia del luogo. Il qanat arabo, la fonte protetta e gli antichi lavatoi pubblici si trovano nel villaggio e si possono facilmente includere nello stesso itinerario.

Il posto giusto per farlo

Pina nella descrizione della località
27°C Pina
Cos’è il Convento delle Figlie della Misericordia?
Il Convent de les Filles de la Misericòrdia è la casa madre di una comunità femminile cattolica francescana a Pina. La congregazione è nata nel 1856 su iniziativa dei fratelli Gabriel Marià Ribas de Pina e Josepa Maria Ribas, che in vita di convento prese il nome di Sor Concepció de Sant Josep. Il complesso comprende una parte più antica del convento vicino alla chiesa, un edificio successivo dall’altra parte della strada e una cappella propria. La sua importanza non sta tanto nelle dimensioni monumentali, quanto nel suo ruolo di punto di partenza per una comunità che si dedicava all’istruzione e all’assistenza.
Perché vale la pena visitare il monastero di Pina?
La visita unisce la storia dell’ordine a un’evoluzione architettonica particolarmente evidente. Due edifici del monastero sorgono sui lati opposti di una strada e sono collegati tra loro da un passaggio sopraelevato. A questi si aggiungono la cappella inaugurata nel 1924, lo stemma francescano sul portale, il rosone, un soffitto a cassettoni in legno e diverse raffigurazioni di San Francesco. Questo complesso è particolarmente adatto a chi vuole scoprire l’architettura religiosa e la storia del centro dell’isola, lontano dai grandi monasteri di Maiorca.
Chi ha fondato le Filles de la Misericòrdia a Pina?
La comunità è stata fondata nel 1856 dai fratelli Gabriel Marià Ribas de Pina e Josepa Maria Ribas. Nelle fonti ecclesiastiche, la cofondatrice compare anche con il suo nome di convento: Sor Concepció de Sant Josep Ribas. La congregazione seguiva la tradizione francescana e si dedicava soprattutto all’istruzione e all’assistenza sociale. Pina è rimasta il suo centro storico di fondazione. L’anniversario si celebra il 14 settembre e la parrocchia locale custodisce la memoria dei fondatori e le loro tombe nella chiesa parrocchiale.
Perché c'è un ponte che attraversa la strada tra gli edifici?
Il primo convento si trovava nell'isolato di cui fa parte anche la chiesa. Quando la comunità ebbe bisogno di più spazio, nel 1891 fu costruito un edificio aggiuntivo dall'altra parte della strada. Il ponte sopraelevato collegava il nuovo edificio alla parte più antica del convento e permetteva di passare direttamente da un edificio all’altro. Oggi questa struttura è l’elemento esterno più caratteristico del complesso. Soprattutto dal retro della chiesa parrocchiale si nota come il ponte unisca due diverse fasi di costruzione in un unico complesso coerente.
Cosa c'è da vedere nella cappella del monastero?
La cappella è stata progettata da Francesc Ferrer Moragues e inaugurata nel 1924. La facciata presenta un portale ad arco ogivale, lo stemma francescano nel timpano, un rosone, tre finestre più piccole e una cella campanaria. All’interno si estende un’unica navata rettangolare, coperta da un soffitto a cassettoni in legno. Un arco a tutto sesto conduce al presbiterio, dove, in una nicchia, si trova il tabernacolo; un rilievo dello scultore Oliver raffigura la Sacra Famiglia e San Francesco.
Quali altri spazi interni e opere d'arte fanno parte del monastero?
Dietro il portale c’è un piccolo atrio da cui partono tre porte. A sinistra c’è un ingresso con decorazioni pittoriche e un ritratto del fondatore Gabriel Marià Ribas. A destra si apre un cortile rettangolare. Lì c’è un gruppo scultoreo in cui San Francesco benedice frate Leone. Questi spazi rendono chiaro l’orientamento spirituale della casa: il ritratto del fondatore, la scultura nel cortile, lo stemma francescano e il rilievo nella cappella si riferiscono direttamente alla storia e alla spiritualità della comunità.
Quali sono gli orari di apertura e bisogna pagare per entrare?
Non ci sono informazioni affidabili sugli orari di apertura generali e sui prezzi d’ingresso per il Convent de les Filles de la Misericòrdia. Dato che l’accesso agli edifici a uso religioso può variare e dipende dalle funzioni religiose o da eventi interni, ti consiglio di verificare gli orari aggiornati prima di partire, se vuoi visitarne l’interno. Le caratteristiche esterne del complesso – in particolare i due edifici, il ponte coperto e la facciata della cappella – possono comunque essere incluse in un giro turistico di Pina. Se invece vuoi organizzare una visita all’interno, ti consigliamo di chiedere conferma in anticipo.
Come si arriva dall'aeroporto di Palma al monastero di Pina?
Dall’aeroporto di Palma, il percorso si snoda prima sulla Ma-15 e poi sulla Ma-3130 fino a Pina. La distanza su strada fino al paese è di 28 chilometri; il viaggio dura circa 26 minuti. Queste indicazioni valgono fino a Pina, non fino a una piazzola specifica proprio accanto al monastero. Nel paese, la chiesa parrocchiale funge da punto di riferimento. Il monastero si trova nelle sue vicinanze, o meglio alle sue spalle, e l’edificio più antico e quello più recente sono collegati tra loro dal ponte ben visibile che attraversa la strada.
Come si arriva da Palma? Si può venire in autobus?
Dal centro di Palma, Pina dista 30 chilometri in auto. Il viaggio dura circa 34 minuti e si percorre lungo la Ma-15 e la Ma-3130. Le indicazioni fornite valgono fino al paese; l’ultimo tratto attraversa il centro abitato fino alla chiesa parrocchiale e al complesso monastico che si trova alle sue spalle. Se usi i mezzi pubblici, cerca le fermate Pina 1 e Pina 2. Dato che gli orari e i collegamenti possono cambiare, ti consiglio di controllare l’orario dell’autobus prima di partire. Dalle fermate devi proseguire a piedi attraverso il piccolo centro del paese.
Quanto tempo dovresti mettere in conto per la visita?
Il tempo necessario dipende in gran parte dal fatto che siano accessibili solo gli esterni o anche gli interni. Per i due edifici, il ponte sulla strada e la facciata della cappella, puoi fare un giro breve e compatto. Se l’atrio, il cortile interno e la cappella sono aperti, puoi vedere anche il ritratto del fondatore, la scultura di San Francesco, il soffitto a cassettoni e il presbiterio. È consigliabile non pianificare la visita in modo isolato, ma includere nel giro del paese anche la chiesa parrocchiale vicina e la Font de Pina.
Il Convent de les Filles de la Misericòrdia è adatto per una visita con i bambini?
Se vuoi fare un breve giro alla scoperta del posto, il ponte che collega i due edifici da una parte all’altra della strada è particolarmente suggestivo; puoi anche cercare insieme la rosetta, lo stemma e la cella campanaria. Ricorda che si tratta di un luogo di culto. All’interno è importante comportarsi con calma e rispetto durante le funzioni religiose o gli eventi. Lungo la strada tra gli edifici, i bambini più piccoli dovrebbero essere tenuti ben vicini.
Cosa puoi fare a Pina oltre a visitare il monastero?
Proprio lì accanto c’è la chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, importante anche per la storia della famiglia fondatrice. All’ingresso del paese si trova la Font de Pina, un complesso idrico che risale a un qanat arabo, con una sorgente protetta e degli antichi lavatoi pubblici. Accanto c’è la croce lungo la strada risalente al XIX secolo. Nel centro del paese si conserva inoltre il mulino a vento di Pina, in Carrer de Sant Plàcid. Così la visita al monastero può trasformarsi in un giro che unisce la storia religiosa, agricola e idraulica del posto.