Coves de Gènova: la grotta carsica nascosta di Palma
Nel cuore di un quartiere residenziale alla periferia di Palma, una scalinata ti porta in un mondo completamente diverso. Le Coves de Gènova non si trovano su una spettacolare costa rocciosa e non si annunciano nemmeno con un atrio monumentale. Il loro fascino nasce proprio da questo contrasto: in alto le strade e le case di Gènova, sotto gallerie umide di calcare, stalattiti e sale naturali.
La grotta è più piccola e intima rispetto alle famose grotte turistiche della parte orientale di Maiorca. Invece di enormi sale e grandi eventi organizzati, ti aspetta un percorso sotterraneo compatto, dove puoi ammirare le formazioni da vicino. Le stalattiti pendono dai soffitti, le stalagmiti crescono verso di loro e in alcuni punti si sono unite formando delle colonne. I depositi minerali colorano la roccia con tonalità chiare, ocra e più scure.
Le Coves de Gènova si inseriscono particolarmente bene in una giornata che prevede comunque una visita a Palma e alla periferia occidentale della città. La visita alle grotte in sé non richiede nemmeno mezza giornata, ma ti fa capire chiaramente come l’acqua modifichi il calcare nel corso di lunghissimi periodi di tempo. Le famiglie con bambini che camminano con sicurezza, chi è appassionato di geologia e i viaggiatori che cercano un’alternativa più intima alle grandi attrazioni speleologiche troveranno qui una meta che vale davvero la pena. Non aspettarti una sala da concerto sotterranea, ma una grotta naturale accessibile verticalmente, a tratti stretta. Aria umida, scale e brevi passaggi fanno parte dell’esperienza tanto quanto le stalattiti illuminate. È proprio questa vicinanza alla roccia a dare alle Coves de Gènova il loro carattere unico.
Storia e significato
Nel 1906, un lavoro di routine portò a una scoperta straordinaria. In quella zona si doveva realizzare un serbatoio o un pozzo per l’acqua. Durante gli scavi, però, non si è semplicemente trovato il punto d’acqua sperato, ma un accesso a delle cavità naturali nel calcare. All’epoca la zona era ancora a vocazione agricola; l’odierno quartiere residenziale che circonda la grotta è sorto solo in seguito, nel contesto di un successivo sviluppo urbano.
La scoperta casuale del 1906
La storia della loro scoperta spiega perché le Coves de Gènova sembrino così insignificanti dall’esterno. L’ingresso non è un imponente portale roccioso naturale, visibile da lontano da secoli. È stato invece scoperto dall’alto durante i lavori. Da un progetto pratico per l’approvvigionamento idrico è così emerso l’accesso a un sistema di grotte che esisteva già da tantissimo tempo.
Questo episodio è più di un semplice aneddoto, perché ci ricorda che gran parte del paesaggio sotterraneo di Maiorca è quasi impossibile da riconoscere in superficie. L’acqua piovana penetra attraverso le fessure e i pori del calcare, scioglie i minerali e li deposita altrove. La grotta in sé non è stata creata nell’anno della sua scoperta; il 1906 indica semplicemente il momento in cui gli esseri umani vi hanno avuto accesso.
Una grotta formatasi nel corso di milioni di anni
Secondo quanto riferisce l’attuale gestore, le origini geologiche della grotta risalgono a più di quattro milioni di anni fa. L’acqua ha modellato gallerie naturali, camere e depositi nella roccia calcarea. Goccia dopo goccia si sono formate quelle strutture che oggi puoi ammirare durante il percorso: dalle sottili formazioni sul soffitto fino alle colonne più massicce e alle superfici che sembrano coralli.
Questo lungo periodo di tempo è fondamentale per capire il contesto. La grotta non è né una struttura sotterranea né una galleria storica. Scale, sentieri e illuminazione servono solo a rendere accessibile una grotta carsica naturale. Il vero e proprio oggetto da ammirare è la roccia stessa, con tutte le tracce dell’acqua che l’ha scavata, ricoperta e trasformata più e più volte.
Dai campi coltivati al quartiere
Oggi la grotta si trova nel quartiere residenziale di Gènova, che fa parte di Palma. In questo si distingue nettamente da molte altre mete naturalistiche dell’isola: il passaggio dalla città al mondo sotterraneo avviene quasi senza alcun preambolo paesaggistico. È solo all’ingresso che ti rendi conto che sotto il pendio edificato si nasconde uno spazio naturale ramificato.
La sua importanza non sta tanto nelle dimensioni monumentali, quanto piuttosto nell’accessibilità e nella successione fitta di diverse formazioni calcaree. La storia della grotta unisce tre livelli temporali: milioni di anni di evoluzione geologica, la scoperta casuale all’inizio del XX secolo e l’uso odierno come meta turistica alla portata di tutti.
Cosa c'è da vedere
Già durante la discesa, l’impressione che ti dà lo spazio cambia. La luce del giorno rimane alle spalle, l’aria diventa più umida e le superfici rocciose illuminate emergono dall’oscurità. Il percorso turistico scende fino a 36 metri sotto la superficie. Non conduce però a un’unica grande sala, ma a una serie di ambienti naturali con passaggi più stretti, cavità più alte e superfici calcaree ricoperte da vegetazione più o meno fitta.
Le gallerie sotterranee
Il sistema di grotte è formato da gallerie e passaggi naturali, la cui estensione nota è stimata in circa un chilometro. Il percorso segue l’andamento verticale della grotta: le scale scendono, i cambi di direzione offrono nuove prospettive e le formazioni sembrano spesso più vicine rispetto alle grandi grotte turistiche.
Questo spazio ristretto non è un difetto, ma una parte essenziale dell’esperienza. In una grande sala, le piccole strutture tendono a confondersi in lontananza. Qui puoi osservare da vicino le superfici, i bordi di gocciolamento e le sfumature minerali dei colori. Allo stesso tempo, il percorso richiede attenzione, perché gradini, passaggi stretti e zone umide fanno parte della topografia naturale del luogo.
Stalattiti, stalagmiti e colonne
Le forme più note si spiegano già dalla loro direzione di crescita. Le stalattiti pendono dal soffitto e si formano dove l’acqua ricca di minerali fuoriesce ripetutamente. Le stalagmiti crescono dal pavimento verso l’alto, perché le gocce lasciano minerali nello stesso punto. Quando nel corso del tempo le due forme si incontrano, si forma una colonna continua.
Nelle Coves de Gènova, queste classiche formazioni di stalattiti e stalagmiti si affiancano a depositi più massicci e a forme a cupola. L’illuminazione mette in risalto i contorni e le ombre, così che anche le piccole sporgenze sembrano avere un effetto tridimensionale. Particolarmente suggestivi sono i punti in cui si sovrappongono diverse generazioni di depositi: superfici lisce accanto a croste ruvide, punte sottili accanto a colonne tozze.
Formazioni coralloidi
Una particolarità della grotta è la concentrazione di speleotemi coralloidi. Questi depositi calcarei irregolari e nodosi, per il loro aspetto, vengono spesso paragonati al popcorn o al cavolfiore. A differenza delle stalattiti lunghe e dalla forma regolare, ricoprono il fondo in gruppi fitti e fanno sembrare alcune superfici rocciose quasi organiche.
Proprio queste formazioni più piccole rischiano di passare inosservate se lo sguardo si concentra solo sulle grandi stalattiti in alto. Vale quindi la pena fare un giro senza fretta. Sulle pareti laterali e nelle parti più basse si vede quanto possa essere vario il modo in cui il calcare si cristallizza. La grotta non è solo un insieme di singole formazioni spettacolari, ma un affiancamento ravvicinato di texture molto diverse tra loro.
Colori minerali e acqua
Le formazioni non sono di un bianco uniforme. I componenti minerali creano sfumature che vanno dai toni chiari e caldi fino a un ocra intenso e a zone più scure. L’illuminazione artificiale mette in risalto queste differenze e allo stesso tempo modella le superfici irregolari. A seconda dell’angolo di osservazione, alcune colonne sembrano compatte, altre quasi traforate o stratificate.
L'umidità costante caratterizza il clima della grotta. Diversi resoconti sottolineano un afflusso naturale e continuo di acqua, grazie al quale l'interno rimane umido tutto l'anno. Piccole pozze d’acqua e parti di roccia bagnate possono riflettere la luce e le forme. L’acqua non è solo uno sfondo: è la materia che ha modellato la grotta e che continua a influenzarne i depositi calcarei.
Stanze e soffitti alti
Tra i passaggi più stretti si aprono delle sale naturali con soffitti più alti. Lì cambia anche l’acustica; i rumori hanno più spazio e possono tornare indietro sotto forma di un breve eco. In questi tratti, le colonne massicce e le zone a cupola risaltano di più rispetto ai corridoi di collegamento più stretti.
Le dimensioni rimangono comunque contenute. Se ti aspetti una cattedrale sotterranea o uno spettacolo teatrale, le Coves de Gènova non fanno per te. Il loro punto di forza sta nell’alternanza tra intimità e apertura: prima un passaggio stretto, poi una camera; prima una crosta frastagliata, poi una colonna imponente. Così, in un breve tratto, si può ammirare una grande varietà di forme.
La visita
Il passaggio dall’aria esterna di Maiorca al clima costantemente fresco e umido della grotta si avverte subito. All’interno, secondo quanto indicato dal gestore, la temperatura si aggira intorno ai 18 gradi tutto l’anno. Questo rende la grotta piacevole anche nelle giornate calde, ma una permanenza prolungata in abiti estivi leggeri può farti sentire molto più freddo del previsto.
Programma della visita guidata
La visita è strutturata come un percorso compatto. Le attuali offerte per i visitatori prevedono una guida audio digitale o una visita autonoma; dato che il formato specifico può variare, ti conviene controllare in anticipo se nel giorno che ti interessa è disponibile un’audioguida o un’altra forma di introduzione. Il gestore suddivide l’esperienza in un’area di benvenuto e diverse zone consecutive.
Il percorso scende lungo delle scale e poi attraversa delle gallerie illuminate. Vale la pena non limitarsi a seguire solo le colonne più appariscenti. I depositi coralloidi ai lati, le piccole formazioni di stalattiti e le sfumature cromatiche dei minerali si rivelano solo se procedi con calma. Per l’audio guida digitale, ti consiglio di portare le tue cuffie.
Durata e ritmo della visita
Per il tour vero e proprio della grotta, le indicazioni attuali parlano di circa 25-35 minuti. Se ti fermi spesso, osservi le formazioni più da vicino o scatti foto, ti conviene prevedere un po’ più di tempo. A questo si aggiungono l’ingresso, la discesa e, se serve, l’impostazione dell’audio guida sul tuo cellulare.
La breve durata rende la grotta facile da inserire in un itinerario, ma non va confusa con un’esperienza superficiale. In uno spazio limitato si susseguono una grande varietà di forme diverse. Dare un’occhiata tranquilla ai dettagli è più gratificante che limitarsi a spuntare velocemente le singole zone. Dato che i percorsi non hanno l’ampiezza delle grandi sale delle grotte, il percorso si può fare senza dover camminare a lungo.
Affluenza e programma della giornata
Non ci sono dati certi sulle fasce orarie di punta. Le gallerie, essendo piuttosto strette, sembrano naturalmente più tranquille quando ci sono meno persone in giro contemporaneamente. Se sei flessibile nella scelta della fascia oraria, puoi chiedere direttamente al gestore un orario di visita meno affollato. Prenotare in anticipo è particolarmente utile se vuoi abbinare la visita alle grotte ad altre attività a Palma.
Ti consiglio di controllare gli orari di apertura aggiornati proprio prima di andare, perché possono cambiare a seconda della stagione o per motivi operativi. L’ingresso è a pagamento; nelle informazioni di visita qui riportate non è indicato un prezzo aggiornato e attendibile. Anche per questo motivo ti consigliamo di verificare direttamente con il gestore, invece di affidarti a informazioni obsolete fornite dai portali di viaggio.
Fotografia e percezione
L'illuminazione mette in risalto le singole formazioni con colori vivaci e ricchi di contrasto. Quando scatti foto, però, è meglio andarci piano: le zone scure, i punti luminosi e i riflessi causati dall'umidità mettono i cellulari a dura prova, molto più di un soggetto all'aperto. Una mano ferma è spesso più importante di un po' di luce in più.
Vale almeno altrettanto la pena lasciare che il telefono scenda ogni tanto. In quel momento, il gocciolio dell’acqua, i suoni attutiti e la vicinanza delle pareti rocciose risaltano di più. Le Coves de Gènova si svelano non tanto attraverso un unico grande soggetto fotografico, quanto piuttosto attraverso una serie di piccole osservazioni.
Come arrivare e dove parcheggiare
La grotta si trova a Gènova, ai margini occidentali di Palma. Nonostante sia un luogo naturale, non ci si arriva tramite una strada di montagna isolata, ma attraversando un quartiere urbano. Le ultime strade sono più strette e tortuose rispetto alle grandi arterie di accesso; per questo è meglio seguire le indicazioni per la grotta nell’ultimo tratto, invece di impostare come destinazione solo il nome del paese, Gènova.
Dall'aeroporto di Palma
Dall'aeroporto di Palma a Genova ci sono 20 chilometri in auto. Il tragitto dura circa 21 minuti e si percorre lungo la MA-20. Queste indicazioni valgono fino a Genova, non esattamente fino all'ingresso della grotta. Per proseguire attraverso il quartiere e orientarti una volta arrivato a destinazione, ti conviene quindi prevedere un po' di tempo in più.
Il percorso è particolarmente comodo per chi vuole abbinare la visita alle grotte a un soggiorno a Palma o nel sud-ovest. Dato che il giro vero e proprio è breve, puoi inserirlo anche nel programma del giorno di arrivo o di partenza – ma solo se hai abbastanza tempo a disposizione per il traffico, l’ingresso e il proseguimento del viaggio.
Dal centro di Palma
Dal centro di Palma a Gènova la distanza su strada è di 7 chilometri. Percorrendo la Ma-1, il tragitto dura circa 18 minuti. Anche in questo caso, la distanza e il tempo di percorrenza si riferiscono a Gènova. All’interno del quartiere c’è ancora l’ultimo tratto da percorrere per arrivare all’ingresso delle Coves de Gènova.
La vicinanza alla capitale è uno dei grandi vantaggi pratici della grotta. Non serve fare un lungo viaggio in auto sull’isola e la visita può essere abbinata a una mattinata o a un pomeriggio a Palma. Nei momenti di traffico intenso in città, però, è meglio prevedere un po’ di tempo in più, perché il tempo di percorrenza non include la ricerca di un parcheggio né il tragitto dall’auto all’ingresso.
Parcheggio all'ingresso
Il gestore mette a disposizione un parcheggio gratuito proprio all’ingresso. È una cosa utile, visto che le strade di Genova sono a volte strette e la grotta non si trova in una zona turistica molto estesa. Se hai prenotato una fascia oraria fissa, ti consiglio comunque di arrivare un po’ prima, così non dovrai perdere tempo a orientarti sul posto a scapito della visita guidata.
Come arrivare in autobus
Nei dintorni ci sono le fermate Gènova e camí dels Reis – carrer de la Coma. Da lì, l’ultimo tratto ti porta attraverso il quartiere fino alla grotta. L’operatore indica una fermata a pochi passi dalla destinazione e un collegamento diretto da Palma. Dato che gli orari e i percorsi delle linee possono cambiare, ti consiglio di controllare il collegamento giusto il giorno della visita.
Come arrivare in autobus
141-camí dels Reis - carrer de la Coma · 0,1 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
147-camí dels Reis - carrer de la Coma · 0,1 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
140-Gènova · 0,2 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
148-Gènova · 0,3 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
146-Cementeri de Gènova · 0,4 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
149-camí dels Reis - camí des Tramvia · 0,5 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
139-camí dels Reis - camí des TramVia · 0,5 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
142-Cementeri de Gènova · 0,5 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
1050-Poliesportiu Rudy Fernàndez · 0,7 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
1049-Poliesportiu Rudy Fernàndez · 0,7 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
164-Francesc Vidal i Sureda - camí des TramVia · 0,7 km In linea d'aria
- 46la Bonanova - Gènova - Sindicat (dreta) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
170-Francesc Vidal i Sureda - camí des TramVia · 0,7 km In linea d'aria
- 47Gènova - la Bonanova - Sindicat (esquerra) · 08:00–08:00 · Tutti i giorni
Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.
Nei dintorni
Sopra la Palma urbana, Gènova ha un ritmo decisamente diverso rispetto al centro storico o al lungomare. Il quartiere si trova sul pendio ed è noto soprattutto come zona residenziale e gastronomica. Proprio per questo l’ingresso della grotta ti sorprende: non si trova in un paesaggio carsico isolato, ma tra i percorsi quotidiani di un quartiere che si è sviluppato nel tempo.
Genova
Per visitare la grotta, vale la pena non considerare Genova solo come una meta di passaggio. Il quartiere è famoso per i suoi ristoranti maiorchini ed è quindi perfetto per unire la visita a un pasto. A differenza dei grandi complessi turistici con grotte, qui il passaggio tra attrazione turistica e quartiere è immediato. Pochi minuti dopo aver percorso il percorso sotterraneo, ti ritrovi di nuovo tra case e strade.
La posizione in pendenza caratterizza il quartiere. Gènova fa parte di Palma, ma sembra meno urbana rispetto al centro, più affollato. Se arrivi in autobus o parcheggi un po’ più lontano, lungo la strada per la grotta puoi goderti anche un breve scorcio di questa periferia occidentale.
Palma e il centro storico
Visto che il tragitto in auto è breve, prima o dopo la visita alla grotta vale la pena fare una sosta a Palma. La cattedrale, il centro storico e la zona del porto creano un netto contrasto con la grotta naturale: da una parte piazze aperte, facciate e vita cittadina, dall’altra stretti passaggi di pietra calcarea e luce soffusa.
Questa combinazione è particolarmente indicata se non vuoi dedicare un'intera giornata alle Coves de Gènova. Il giro in sé è breve, mentre Palma offre tante possibilità per il resto della giornata. Tieni presente il tempo di percorrenza tra il centro e Gènova e calcola un po' di tempo in più per il traffico cittadino.
Castello di Bellver
Anche il Castell de Bellver si inserisce bene, dal punto di vista geografico, in una giornata trascorsa nella zona occidentale di Palma. Il Castell e la grotta raccontano però storie completamente diverse: il Castell è un monumento creato dall’uomo, mentre le Coves de Gènova sono il risultato di processi geologici. Non serve altro che una breve classificazione per questa combinazione; entrambe le mete meritano di essere visitate con i propri tempi.
Se vuoi visitarli entrambi in un solo giorno, ti consiglio di considerare la grotta come una tappa più concentrata e meno soggetta alle condizioni meteorologiche, e di prevedere abbastanza tempo per goderti la luce del giorno nelle aree esterne del castello. In questo modo non ti ritroverai a correre da un’attrazione all’altra, ma potrai goderti un passaggio graduale tra il sottosuolo, la città e il belvedere.
La periferia sud-occidentale di Palma
La posizione vicino alla Ma-1 rende inoltre la grotta un possibile punto di partenza o di arrivo per le escursioni nel sud-ovest di Maiorca. Questa tappa ha senso soprattutto se Gènova si trova comunque lungo il percorso. Se stai organizzando un tour speleologico ad hoc attraverso l’isola, tieni presente che il percorso è relativamente breve e che il suo principale vantaggio pratico è proprio la vicinanza a Palma.
Il posto giusto per farlo
Gènova nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Le Coves de Gènova sono una grotta naturale, non una sala espositiva pianeggiante. Il percorso scende tramite scale fino a molto sotto la superficie, l’aria è umida e alcuni passaggi sono stretti. Avere aspettative realistiche riguardo a queste condizioni rende la visita più piacevole di qualsiasi programma, per quanto preciso possa essere.
Scarpe e abbigliamento
Le scarpe chiuse con suola antiscivolo sono la scelta migliore. L'umidità fa parte del clima delle grotte, quindi i gradini e il pavimento possono risultare più scivolosi rispetto ai sentieri asciutti all'aperto. I sandali con poco sostegno o le suole lisce sono meno adatti per la discesa.
Con una temperatura interna di circa 18 gradi, anche d’estate è utile indossare un leggero strato in più. La differenza rispetto all’aria calda esterna può essere notevole. D’inverno, invece, all’interno della grotta la temperatura potrebbe risultare più mite rispetto all’ambiente esterno, ma l’umidità rimane alta. Per questo è meglio indossare abiti pratici piuttosto che delicati.
Visita con i bambini
Per i bambini la discesa può essere una piccola avventura: scale, formazioni rocciose illuminate e la ricerca di stalattiti e stalagmiti rendono tangibili i processi geologici. L’unica cosa è che sappiano scendere i gradini in sicurezza, camminare con calma nei punti più stretti e seguire attentamente le istruzioni.
La durata del percorso, abbastanza breve, è perfetta per le famiglie. Comunque, non è consigliabile portare il passeggino, perché il percorso segnalato scende lungo delle scale. I bambini piccoli devono essere tenuti ben stretti, soprattutto sui gradini bagnati e nei punti in cui le formazioni rocciose potrebbero distrarre lo sguardo dal sentiero.
Cuffie e cellulare
Le offerte attuali prevedono un accompagnamento audio digitale e il gestore annuncia una soluzione multilingue per il cellulare. Se vuoi usarla, porta con te un dispositivo carico e le tue cuffie. Prima di partire, ti consiglio di controllare se il sistema è già disponibile o lo sarà ancora il giorno della visita.
Il cellulare, nella grotta, non serve solo per scattare foto. Durante una visita guidata con audioguida, può aiutarti a seguire il percorso e farti notare dettagli che, senza una spiegazione, rischieresti di trascurare. Una batteria carica è quindi più utile di qualsiasi accessorio fotografico extra.
Cosa non c'è da aspettarsi
Le Coves de Gènova non sono paragonabili alle enormi grotte turistiche della parte orientale di Maiorca. Non ci sono concerti in programma, né gite in barca, né percorsi attraverso sale grandi come cattedrali. Il percorso è più breve, più stretto e incentrato maggiormente sull’osservazione diretta delle formazioni calcaree.
È proprio questo il loro punto di forza. Se cerchi una grotta carsica compatta e vicina alla città, qui potrai farti un’idea chiara del sottosuolo di Maiorca. Se invece ti aspetti una gita di un’intera giornata con uno spettacolo grandioso, tieni presente fin da subito che le dimensioni sono piuttosto ridotte. Le Coves de Gènova ti ricompensano se presti attenzione alle texture, all’acqua, ai colori e alle piccole formazioni geologiche – non se vai alla ricerca della sala più grande della grotta.
Consigli da chi vive sul posto
Fai attenzione alle pareti laterali
Non limitarti a guardare le lunghe stalattiti sul soffitto: sulle pareti laterali ci sono fitti depositi coralloidi, le cui forme nodose ricordano i popcorn o il cavolfiore e che si tendono a trascurare facilmente.
Portati le tue cuffie
Il gestore offre un audio-guida digitale e multilingue da ascoltare sul cellulare. Un dispositivo carico e le tue cuffie ti evitano di dover improvvisare; ti consiglio di controllare la disponibilità prima di andare.
Portati dietro un capo leggero
Secondo quanto dichiarato dai gestori, all’interno la temperatura rimane tutto l’anno intorno ai 18 gradi ed è decisamente più umido che fuori. Soprattutto nelle giornate calde, la differenza si fa sentire parecchio, quindi è meglio portarsi un capo leggero in più.
Abbinalo a Bellver
Il breve giro della grotta si può abbinare facilmente alla visita al vicino Castell de Bellver. Così, alle gallerie calcaree naturali seguono un castello costruito dall’uomo e spazi all’aperto illuminati dalla luce del giorno.
Dai un po' di tempo a Gènova
Genova è famosa per i suoi ristoranti. Invece di tornare subito in centro dopo la visita alle grotte, vale la pena fermarsi a mangiare qualcosa sul posto: un abbinamento perfetto, visto che la visita in sé è piuttosto breve.