Faro di Cala Figueira – Il faro ai margini della baia di Palma

Il Faro de Cala Figueira sorge proprio dove la baia di Palma, sul suo lato occidentale, si apre sul Mediterraneo. Una spirale nera si avvolge intorno alla torre bianca, e dietro di essa si vede quasi solo l’orizzonte. Il faro vicino a Sol de Mallorca non è la classica meta turistica con mostra e centro visitatori, ma un segnale marittimo ancora in funzione in un paesaggio costiero selvaggio.
È proprio questa sobrietà a rendere la visita così affascinante. Non si vedono solo la torre, la lanterna e gli ex edifici residenziali e di servizio, ma anche le tracce di un’epoca in cui combustibile e provviste venivano trasportati via mare. I resti del piccolo pontile e della vecchia via di rifornimento lo raccontano in modo più vivido di qualsiasi vetrina.
Questo promontorio è perfetto per chi vuole unire escursioni lungo la costa, tecnologia marittima e fotografia. Il percorso richiede però più preparazione rispetto a una breve sosta presso un faro lungo la strada: il terreno è irregolare in alcuni tratti, mancano zone d’ombra e servizi di ristoro, e il bordo della costa richiede attenzione.
Non bisogna confondere questo Faro de Cala Figueira con il villaggio di pescatori di Cala Figuera vicino a Santanyí o con l'omonima baia a Cap de Formentor. Qui si parla esclusivamente del faro a Cap de Cala Figuera, vicino a Sol de Mallorca, nel sud-ovest dell'isola.
Storia e significato
All’alba del 1° aprile 1953, la “Ciudad de Palma” si incagliò a Punta de Mulá. Non ci furono vittime nell’incidente, ma l’episodio dimostra perché un segnale marittimo affidabile in questa zona di Maiorca fosse così importante. Il promontorio segna il confine occidentale della baia di Palma; qui le navi si trovano di fronte a una costa esposta, che in caso di forte vento da sud-ovest ha messo a dura prova persino il funzionamento del faro.
Il progetto di Emili Pou
L'impianto è stato progettato da Emili Pou. Il 31 luglio 1860 è entrato in funzione, inizialmente come faro di sesto ordine con luce bianca fissa. In realtà, il faro era dotato di un sistema ottico di quinto ordine. Come fonte di luce si usavano lampade con livello di combustibile costante – una tecnica che richiedeva comunque manutenzione continua, rifornimenti e la presenza dei guardiani del faro.
All’inizio i rifornimenti arrivavano via mare. Per questo hanno creato un piccolo attracco sulla roccia e un sentiero per trasportare combustibile e generi alimentari dal mare fino agli edifici. I resti di entrambe le strutture sono ancora visibili oggi. Rappresentano un capitolo della storia spesso trascurato, ma particolarmente significativo: il Faro non era solo una torre, ma un luogo di lavoro e di vita isolato, con una propria linea di rifornimento.
Dal falò al segnale luminoso
Nel 1919 il segnale del faro cambiò. Dei deflettori rotanti davanti all’ottica producevano ora due oscuramenti in un ciclo di dieci secondi. L’acetilene necessario veniva prodotto in un generatore di gas, sistemato in una dependance. Quando questo sistema smise di funzionare nel 1950, il personale tornò a usare lampade Maris e Aladdin alimentate a petrolio, che venivano utilizzate a turno.
La grande ristrutturazione tecnica avvenne nel 1962. La vecchia lanterna fu sostituita con un modello adatto alla navigazione marittima e aerea, la torre fu rialzata e il fuoco fu elettrificato. Allo stesso tempo fu installata una nuova ottica di quarto ordine. Da questa modernizzazione, il segnale identificativo utilizzato ancora oggi consiste in una serie di quattro lampi bianchi nell’arco di venti secondi. All’epoca, la luce era generata da lampade elettriche da 1.500 watt.
Il radiofaro e El Toro
A volte i compiti della stazione andavano oltre il promontorio stesso. Dopo che nel 1926 era stato installato un radiofaro automatico sulla piccola isola di El Toro, i guardiani del faro di Cala Figuera si occupavano anche di quel segnale nautico. Per farlo, venivano prelevati al molo vicino al faro e portati sull’isola.
Nel settembre 1970, presso il faro, entrò in funzione un radiofaro; nello stesso anno furono ampliati gli alloggi. Il radiofaro è stato poi sostituito da una stazione GPS differenziale. Il Faro de Cala Figueira non è quindi un relitto abbandonato. Rimane un segnale di navigazione attivo, anche se l’automazione e la tecnologia satellitare hanno preso il posto del mondo di vita e di lavoro di un tempo dei guardiani.
Cosa c'è da vedere
Già da lontano si capisce perché la torre abbia un punto di riferimento così caratteristico. Una spirale nera avvolge il fusto bianco a forma di cono, rendendolo chiaramente riconoscibile anche senza luce. Questa decorazione risale al periodo della grande ristrutturazione e distingue nettamente il Faro dai tanti fari costieri bianchi più semplici di Maiorca.
La torre con la spirale nera
La torre è alta 24 metri. La sua lanterna raggiunge un’altezza del fuoco di 45 metri sul livello del mare. Sul posto riesci a farti un’idea chiara di entrambi: l’edificio in sé non sembra enorme, ma acquista presenza grazie alla sua posizione sul promontorio e all’orizzonte libero. Sopra il fusto conico si trova la lanterna, che nel 1962 ha sostituito il modello precedente.
Alla luce del giorno, la spirale è il dettaglio che salta all’occhio. A seconda di dove ti trovi, sembra una larga fascia nera, una linea obliqua o un motivo quasi grafico che si staglia contro il cielo e il mare. Per i fotografi vale quindi la pena non limitarsi a fotografare la torre solo di fronte. Basta un piccolo cambiamento di prospettiva per far sì che la fascia si snodi in modo diverso attorno al fusto.
Il faro attivo
Quando cala il buio, è il segnale luminoso a occuparsi dell’identificazione. Il faro emette quattro lampi bianchi con un ciclo di venti secondi. Il segnale non è visibile in tutte le direzioni, ma opera in un settore ben preciso sopra il mare.
Tra le dotazioni tecniche c'è anche un segnale acustico antinebbia. Emette due segnali, ciascuno della durata di due secondi, con un intervallo di dieci secondi. A questo si aggiunge la stazione GPS differenziale, che ha sostituito il vecchio radiofaro. Dietro questa romantica sagoma si nasconde quindi una moderna infrastruttura di navigazione: la torre non è solo uno scenario, ma fa parte del sistema attivo di sicurezza del traffico marittimo.
Edifici residenziali e commerciali
Ai piedi della torre si trovano gli edifici annessi alla stazione. La loro storia spiega perché il complesso non si limiti al faro vero e proprio: qui vivevano e lavoravano i guardiani, qui venivano conservati il combustibile e le attrezzature tecniche. Nel 1970 gli alloggi furono ampliati, in un periodo in cui l’impianto era già stato elettrificato, ma il personale continuava a svolgere mansioni in loco.
Il forte vento da sud-ovest dimostra quanto sia esposto il complesso edilizio. A causa della scarsa altezza della scogliera, in caso di mare mosso le onde potevano arrivare fino alle strutture del faro. La posizione in riva al mare non è quindi solo suggestiva dal punto di vista paesaggistico, ma ha anche influenzato la manutenzione, la cura degli edifici e la vita quotidiana della stazione.
Investitori e canale di distribuzione
È facile non notare i resti del piccolo pontile sotto il faro. Da lì, il sentiero di rifornimento appositamente costruito saliva lungo la scogliera. Era proprio attraverso quel sentiero che venivano portati alla stazione viveri e combustibile, quando le consegne avvenivano ancora via barca. Se osservi la zona costiera, capirai che si trattava di una soluzione pratica per ovviare all’isolamento del luogo.
Queste tracce sono tra i dettagli più interessanti del Faro de Cala Figueira. Legano direttamente l’edificio al mare che doveva proteggere. Allo stesso tempo, ci ricordano che un tempo la gestione di un faro comportava tante operazioni invisibili: scaricare la merce, trasportarla in alto, rifornire le lampade e mantenere l’ottica in perfetto stato di funzionamento.
Promontorio e vista sul mare
Dal promontorio roccioso si apre la vista sul Mediterraneo e sulla parte esterna della baia di Palma. Puoi osservare sia le barche che passano che gli uccelli marini che sorvolano la costa. Le rocce frastagliate conferiscono profondità al panorama e ti fanno capire perché proprio questo promontorio sia stato scelto per un faro.
L'effetto migliore non si ottiene per forza proprio davanti all'edificio. I punti di osservazione un po' più lontani ti permettono di ammirare la sagoma completa, con la torre, gli edifici annessi e la linea costiera. Ai margini delle scogliere è meglio stare attenti: il terreno è accidentato e, per scattare una foto, non dovresti allontanarti dal sentiero sicuro.
La visita
Il Faro de Cala Figueira si svela poco a poco. All’inizio il sentiero attraversa il paesaggio costiero, poi la spirale bianca e nera spunta sopra il terreno, e solo avvicinandoti al promontorio gli edifici, le rocce e il mare aperto si rivelano come un unico complesso. Chi si aspetta solo una breve sosta per scattare qualche foto, quindi, sottovaluta la camminata e il fascino delle tracce storiche.
Come arrivare lungo il sentiero costiero
L'ultimo tratto si percorre a piedi. Il sentiero può essere irregolare e sassoso; i bivi non sono sempre chiari. È quindi meglio seguire i percorsi segnalati, anche per evitare di finire su terreni privati. La visita vera e propria inizia già prima del Faro: l’avvicinamento attraverso il promontorio roccioso è parte integrante dell’esperienza.
Non ha senso stabilire una durata fissa del soggiorno. Se vuoi vedere solo la sagoma esterna e la vista sul mare, basta un po’ di tempo. Per il percorso di rifornimento, i resti del pontile, diversi punti da cui scattare foto e una pausa a guardare le barche che passano, dovresti prevedere molto più tempo. A questo si aggiunge il tragitto a piedi dal parcheggio dell’auto.
La luce al mattino e alla sera
Per le foto, la luce del mattino e della sera offre le condizioni più interessanti. Nell’ora d’oro, la spirale nera risalta in modo particolarmente nitido sulla torre illuminata da luci calde, mentre le rocce appaiono più definite. L’alba e il tramonto sono quindi molto apprezzati dai fotografi.
Dopo il tramonto puoi notare il segnale di riconoscimento: quattro lampi bianchi nel giro di venti secondi. Bisogna però tenere conto del ritorno e del terreno irregolare. In questo caso, avere un percorso ben definito in anticipo è ancora più importante che durante il giorno.
Non è la classica visita al museo
Sul posto non ci sono né un centro visitatori, né una mostra, né infrastrutture turistiche. Il Faro è un faro costiero automatizzato e senza personale. L'attenzione è tutta sull'aspetto esterno, sul paesaggio e sulla storia della sua attività – non su una visita degli interni.
Ti consiglio di controllare le condizioni di accesso attuali prima di partire, perché non ci sono orari di visita affidabili. Inoltre, non ci sono informazioni aggiornate sui prezzi d’ingresso. In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il funzionamento del faro e l’accesso alla costa circostante: un faro in funzione non è automaticamente un museo aperto al pubblico.
Come arrivare e dove parcheggiare
Il tragitto in auto finisce a Sol de Mallorca; il faro vero e proprio si trova più in là, sulla punta del promontorio, e l’ultimo tratto va percorso a piedi. Tieni conto di questa separazione quando pianifichi il percorso e i tempi. Se calcoli solo il tempo di percorrenza fino al paese, non hai ancora superato l’ostacolo per arrivare al faro vero e proprio.
Da Palma
Dal centro di Palma, Sol de Mallorca dista 18 chilometri in auto. Il tragitto dura circa 25 minuti e si percorre la MA-1 in direzione sud-ovest. Questa indicazione vale espressamente fino a Sol de Mallorca, non fino a poco prima del Faro. Da lì segui la strada locale e il sentiero a piedi in direzione di Cap de Cala Figuera.
Soprattutto per il ritorno, è bene tenere a mente il punto di partenza del sentiero. I sentieri nella zona costiera possono sembrare un po’ confusi, e non tutte le tracce visibili sono percorsi adatti o pubblici. I segnali e i sentieri già tracciati hanno la precedenza sulle presunte scorciatoie.
Dall'aeroporto di Palma
Dall’aeroporto di Palma, la distanza su strada fino a Sol de Mallorca è di 28 chilometri. Il viaggio dura circa 26 minuti e si percorre inizialmente sulla Ma-20, poi sulla Ma-1. Anche in questo caso, i chilometri e il tempo di percorrenza si riferiscono alla località. Tieni conto di un po’ di tempo in più per trovare parcheggio, prepararti e raggiungere il faro.
Il percorso sulla rete stradale principale è quindi piuttosto semplice; l'ultima tappa lungo la costa è invece più impegnativa. Non aspettare di arrivare al Faro per tirare fuori le scarpe robuste dalla valigia: indossale già prima di partire.
Parcheggio e ultimo tratto del percorso
Non fare i conti con un parcheggio proprio vicino alla torre. Le auto vanno lasciate nella zona dell’accesso dal lato terra, poi si prosegue a piedi. Dato che la situazione dei parcheggi e le eventuali restrizioni di accesso possono cambiare, ti consiglio di controllare il percorso prima di partire. Non è consentito bloccare né gli accessi né le proprietà private con i veicoli.
Nelle immediate vicinanze del Faro non c'è nessuna fermata dell'autobus. Per questo, se viaggi solo in autobus, non arriverai fino all'inizio del tratto costiero e dovrai organizzarti meglio. Per una visita immediata, l’auto abbinata al percorso a piedi è l’opzione più pratica; in alternativa, devi mettere in conto un tragitto a piedi più lungo.
Nei dintorni
Sol de Mallorca sembra essere un tranquillo contrappunto alle località turistiche più famose del sud-ovest. Il paese si trova sul lato occidentale della baia di Palma e fa parte del comune di Calvià. Dall’area abitata partono sentieri che conducono a una costa caratterizzata da calette, scogli e pini. Il Faro, situato sull’estremità del promontorio, segna il punto finale di questo percorso marittimo.
Sol de Mallorca e Portals Vells
Un’idea ovvia è quella di abbinare la visita al faro a Portals Vells. Lì ci sono diverse piccole calette, mentre le Ses Coves de Mare de Déu ricordano le storiche cave di arenaria. Nel Medioevo, il materiale estratto dalle grotte veniva utilizzato, tra l’altro, per la costruzione di edifici importanti a Palma. In seguito, alle grotte si è legata la leggenda di alcuni marinai italiani che, in cerca di riparo durante una tempesta, promisero di erigere un altare alla Madonna.
Per organizzare la giornata, ti consiglio di seguire un ordine ben preciso: prima il Faro e il sentiero costiero all’aperto, finché non fa ancora troppo caldo, poi una delle baie più riparate. In questo modo, l’escursione e il bagno rimangono separati, e puoi portare con te acqua e crema solare proprio per il tratto senza punti di ristoro lungo il promontorio.
Cala Portals Vells e Cala Vinyes
Le spiagge di Cala Portals Vells si trovano in un paesaggio costiero più frastagliato rispetto al faro. Sono un’ottima aggiunta al panorama, senza che il faro stesso debba essere trasformato in una meta balneare. L’area intorno al promontorio rimane soprattutto un luogo dedicato al panorama, alla storia costiera e alle escursioni.
Più a nord, Cala Vinyes offre una baia sabbiosa ben riparata. Se viaggi con i bambini, puoi organizzare separatamente il percorso a piedi un po’ impegnativo fino al faro e la successiva sosta in spiaggia. La zona rocciosa intorno al Faro non ha né le strutture né l’atmosfera di una spiaggia per famiglie.
Son Ferrer, El Toro e Santa Ponsa
Son Ferrer si trova sul lato interno, vicino al promontorio, e funge da punto di riferimento nella rete stradale. A ovest si trovano El Toro e Santa Ponsa. El Toro è legato storicamente al faro anche per la sua posizione di fronte alla piccola isola che porta lo stesso nome: un tempo i guardiani di Cala Figuera si occupavano del faro automatico installato lì nel 1926.
Santa Ponsa è poi il posto giusto per una sosta o una passeggiata in paese. Non dovresti però pianificare un giro approfondito della zona sud-occidentale in modo troppo serrato. Il fascino del Faro de Cala Figueira sta proprio nel non dover comprimere il percorso a piedi e il panorama tra tante brevi soste per scattare foto.
Il posto giusto per farlo
Sol de Mallorca nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Tra l’auto parcheggiata e il faro non c’è molto che possa compensare un’escursione mal organizzata. Il sentiero costiero non è certo una passeggiata, al promontorio mancano i servizi turistici e il cielo aperto offre ben poca protezione dal sole. Qui è meglio avere uno zainetto che sperare di poter comprare qualcosa lungo il percorso.
Scarpe, acqua e crema solare
È meglio indossare scarpe robuste con suola antiscivolo, visto che il terreno è irregolare e roccioso. Puoi portare con te dei sandali per quando andrai in spiaggia più tardi, ma non dovrebbero essere l’unica opzione per il tragitto verso il faro. Metti in valigia anche acqua, un cappellino e la crema solare, perché proprio vicino al faro non ci sono punti di ristoro.
Quando c’è vento forte, l’esperienza della visita cambia notevolmente. Il promontorio è esposto e, storicamente, le tempeste da sud-ovest hanno persino spinto le onde fino agli impianti. In caso di maltempo, quindi, è necessario mantenere una distanza particolarmente ampia dai bordi delle scogliere e dalle zone di frangente. Non bisogna allontanarsi dai sentieri segnalati, indipendentemente dai soggetti da fotografare.
In viaggio con i bambini
Per i bambini, il Faro è interessante soprattutto se sanno già camminare con sicurezza su terreni sassosi e seguono con attenzione le indicazioni lungo la riva. La spirale bianca e nera, il segnale luminoso e la storia del vecchio approdo offrono ottimi spunti di discussione. Non è però una gita semplice da fare con il passeggino, visto che non ci sono parchi giochi né servizi igienici.
Gli adulti dovrebbero accompagnare i bambini lungo il bordo della scogliera e tenere conto del ritorno. Se lo fai con la famiglia, è meglio abbinare il Faro a una baia riparata nei dintorni, invece di scegliere proprio il promontorio roccioso come posto per fare il bagno.
Cosa non aspettarti sul posto
Il Faro de Cala Figueira non è un museo con un percorso visitivo prestabilito. È un faro attivo e automatizzato. Il bello di visitarlo sta nella struttura esterna, nella posizione ai margini della baia di Palma e nelle tracce conservate delle attività di rifornimento di un tempo.
Allo stesso modo, non bisogna confondere il promontorio con il villaggio di pescatori di Cala Figuera, vicino a Santanyí. Se nel navigatore inserisci solo il nome della baia, potresti ritrovarti dall’altra parte di Maiorca. Come destinazione devi selezionare il Faro vicino a Sol de Mallorca o il Cap de Cala Figuera, a sud-ovest.
Consigli da chi vive qui
Guardare la spirale da lontano
La torre fa più effetto da una certa distanza: solo così riesci a vedere insieme la spirale nera, gli edifici annessi e la costa rocciosa. Da diversi punti di osservazione sicuri, il tracciato della fascia nera cambia in modo evidente.
Dai un'occhiata al vecchio molo
Non limitarti a fotografare la torre: sotto la stazione si intravedono i resti del piccolo pontile e dell’antico sentiero di rifornimento. Un tempo, proprio attraverso questo percorso venivano trasportati dal mare provviste e combustibile.
Alzarsi presto per godersi un po’ di tranquillità
La luce del mattino e quella della sera mettono in risalto la torre e le rocce in modo particolarmente netto. Chi preferisce incontrare meno gente lungo il percorso, sceglie piuttosto la mattina presto piuttosto che la più gettonata “ora d’oro” prima del tramonto.
Riconoscere quattro lampi
Una volta calato il buio, puoi riconoscere il segnale del falò acceso: quattro lampi bianchi nel giro di venti secondi. Per il ritorno, su un percorso non illuminato e accidentato, è importante avere una torcia e aver chiarito in anticipo il percorso da seguire.
Prima Faro, poi la baia
Ti consiglio di percorrere il sentiero costiero prima che il caldo diventi troppo intenso e di programmare la visita in spiaggia per dopo. Portals Vells o Cala Vinyes sono mete più adatte per la seconda parte della giornata rispetto alla zona rocciosa proprio vicino al faro.