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Fonts Ufanes vicino a Campanet: le sorgenti di Maiorca nel bosco

Fonts Ufanes, Mallorca
Mirkaah, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 (Ritaglio/ridimensionamento via mallorca.com)Le modifiche apportate a questa immagine sono soggette alla stessa licenza.

Nel cuore del bosco di lecci, il terreno inizia a frusciare. L’acqua sgorga tra le rocce calcaree, le radici e i tronchi, si raccoglie in canaletti e trasforma il terreno del bosco, prima silenzioso, in un ampio torrente. Le Fonts Ufanes vicino a Campanet sono una di quelle attrazioni di Maiorca il cui momento di massimo splendore dipende esclusivamente dal tempo.

Lo spettacolo inizia solo quando nel massiccio del Puig Tomir e nei dintorni è caduta abbastanza pioggia. Fino ad allora, in quel punto non c’è quasi nulla che faccia pensare alle forze che si nascondono sotto terra. Dopo piogge intense e prolungate, però, il quadro cambia a volte nel giro di pochi minuti: una sorgente carsica intermittente inizia a sgorgare in modo diffuso e in più punti contemporaneamente.

È proprio questa imprevedibilità a renderle così affascinanti. Le Fonts Ufanes non sono né una cascata artificiale né una sorgente che scorre sempre. Se le visiti quando sono a secco, ti sembrerà di fare una passeggiata all’ombra nel bosco della tenuta pubblica di Gabellí Petit. Se invece colpisci il momento giusto, sentirai l’acqua molto prima che sgorgi con più forza e vedrai come una soglia geologica possa trasformare un intero paesaggio.

L'escursione è perfetta per chi ama la natura, per le famiglie e per tutti quelli che vogliono scoprire il nord di Maiorca lontano dalla spiaggia e dal lungomare. Per il percorso vero e proprio non serve fare una lunga escursione in montagna. Ciò che conta davvero è valutare realisticamente le condizioni meteorologiche, indossare scarpe adatte al terreno umido ed essere disposti a non pretendere che la natura ti dia un appuntamento fisso.

Storia e significato

Dal 2001 le Fonts Ufanes sono protette come monumento naturale. L’area protetta si estende su 50,20 ettari e si trova nella parte nord-orientale della Serra de Tramuntana, vicino all’Ermita de Sant Miquel de Campanet. La tutela non riguarda solo le singole sorgenti, ma anche il territorio circostante, il bosco di lecci e il sistema sotterraneo da cui dipende lo spettacolo che si può ammirare in superficie.

Nel 2005 c’è stata una svolta importante: il governo delle Baleari, con il sostegno dell’Unione Europea, ha acquistato la tenuta di Gabellí Petit. In questo modo è stato garantito l’accesso pubblico alle sorgenti e, allo stesso tempo, la loro conservazione come area naturale protetta. Le Fonts Ufanes oggi non sono quindi né un belvedere privato né un’attrazione acquatica attrezzata, ma fanno parte di una tenuta pubblica in cui la visita e la tutela della natura vanno pensate insieme.

Un monumento naturale invece di un edificio

Alle Fonts Ufanes non è stato costruito nulla per trattenere o convogliare artificialmente l’acqua. La loro storia è geologica: l’acqua piovana filtra nel sottosuolo calcareo permeabile del massiccio del Puig Tomir e raggiunge una falda carsica. Strati rocciosi meno permeabili delimitano questo serbatoio sotterraneo. In caso di piogge intense e prolungate, il livello dell’acqua sale al punto che la falda superi la propria capacità. L’acqua si fa strada verso la superficie seguendo le linee di depressione del terreno e una zona di faglia.

Questo meccanismo spiega perché le sorgenti rimangono a lungo completamente silenziose per poi eruttare all’improvviso. In condizioni normali, la portata può passare da zero a 3 metri cubi al secondo nel giro di pochi minuti; in casi eccezionali si sono raggiunti valori fino a 100 metri cubi al secondo. In media annuale, le sorgenti erogano da 10 a 12 ettometri cubi d’acqua. Questi valori dimostrano chiaramente che qui non si formano solo qualche pozzanghera tra gli alberi, ma che a tratti diventa visibile una parte significativa del ciclo idrologico regionale.

L'acqua in viaggio verso la pianura

Dopo la fuoriuscita, l’acqua non scompare subito. Continua a scorrere lungo il Torrent de Teló, si unisce alle acque provenienti da altre sorgenti e raggiunge il Torrent de Sant Miquel. Da lì prosegue il suo percorso verso la pianura intorno a Sa Pobla e le zone umide nel nord di Maiorca. Questo monumento naturale può quindi essere visto anche come l’inizio visibile di un percorso più lungo che collega la Tramuntana, il paesaggio culturale e la zona umida.

Sul posto, questa grande storia idrologica si presenta in una forma sorprendentemente diretta. Non servono né mostre né modelli: quando le sorgenti sono attive, il serbatoio sotterraneo si trasforma in un torrente impetuoso proprio davanti agli occhi dei visitatori. Quando il terreno è asciutto, è il bosco a spiegarti tutto, facendoti capire quanto l’acqua possa scomparire completamente dalla vista tra un evento e l’altro.

Cosa c'è da vedere

All’inizio il sentiero attraversa il paesaggio della tenuta Gabellí Petit. La parte più spettacolare non si trova lungo una strada, ma all’interno di un bosco di lecci. Quando il tempo è umido, i colori diventano più intensi, il muschio ricopre le pietre e il terreno porta evidenti tracce della pioggia. Più ti avvicini alle sorgenti attive, più il rumore dell’acqua copre i normali suoni del bosco.

Il bosco di lecci

Il bosco non è solo uno sfondo, ma il palcoscenico dell’intero fenomeno. Le sorgenti non sgorgano da un’apertura praticata in un muro. L’acqua si fa strada verso l’alto tra pietre, radici e i tronchi dei lecci. Quando il flusso è forte, scorre su ampie porzioni di terreno, si divide davanti agli ostacoli e si ricongiunge subito dopo. Così il panorama cambia di passo in passo: qui l’acqua sta tranquilla in una depressione, là sfreccia attraverso un stretto canaletto, pochi metri più in là scorre ampia tra gli alberi.

È proprio nel bosco che si capisce bene la natura diffusa di questa sorgente. Chi cerca solo una classica vasca di sorgente, non coglie il vero carattere delle Fonts Ufanes. L’acqua segue diversi percorsi. La sua forza non si manifesta tanto in un’unica cascata alta, quanto nel fatto che un intero tratto del terreno del bosco inizia improvvisamente a scorrere.

Anche senza sorgenti attive, il contrasto rimane evidente. In quel caso le pietre sono asciutte, i canali di scolo passano inosservati e la passeggiata sembra un tranquillo giro nel bosco mediterraneo. Questa situazione non è un surrogato fallito, ma la metà necessaria del fenomeno naturale: è proprio la fase di siccità a farti capire quanto possa essere brusco il cambiamento dopo piogge abbondanti.

Ufana Grossa

L'Ufana Grossa è una delle due principali aree di affioramento. Il nome si riferisce alla zona di sorgente più estesa, ma anche qui non aspettarti un’apertura ben definita. Quando la falda acquifera trabocca, l’acqua sgorga lungo le zone più basse del terreno, si accumula rapidamente e acquista velocità tra le rocce calcaree irregolari.

La cosa più impressionante non è solo la quantità d’acqua, ma il fatto che nasca direttamente dal terreno del bosco. Non c’è nessun fiume visibile che scenda da più in alto. Anzi, sembra che la corrente nasca proprio tra le pietre. Quando il flusso è forte, il fruscio si sente già mentre ci si avvicina; nella zona della sorgente stessa, le fuoriuscite gorgoglianti si mescolano al rumore dell’acqua che scorre via.

In questo caso, la prospettiva dal basso è più rivelatrice rispetto alla ricerca di un punto panoramico in alto. Tra i tronchi degli alberi puoi vedere come le singole venature d’acqua si uniscono dal terreno. La distanza dai punti di fuoriuscita protegge al contempo il delicato sottosuolo e impedisce ai visitatori di perdere l’equilibrio sulle pietre bagnate.

Ufana Petita

L'Ufana Petita è la seconda sorgente principale all'interno del bosco di lecci. Insieme all'Ufana Grossa, segna i punti più importanti in cui si scarica la falda carsica piena. Quando la portata è bassa, l’acqua visibile si concentra maggiormente su questi punti principali. Se invece la portata aumenta ulteriormente, questa chiara divisione in due parti non basta quasi più a descrivere la situazione.

Poi si aprono altri sentieri tra le pietre. L’acqua sgorga anche al di fuori delle zone già conosciute, lambisce i tronchi degli alberi e si diffonde per il bosco. Ufana Grossa e Ufana Petita restano i punti di riferimento principali, ma la vera emozione sta proprio nell’osservare il collegamento tra loro e le tante piccole sorgenti.

Se non ti concentri solo sulla corrente più forte, riesci a cogliere i primi segni di ciò che sta per succedere: avvallamenti che si riempiono, rivoli inizialmente sottili e punti in cui il terreno rilascia visibilmente acqua. È proprio in questi dettagli che si capisce che la sorgente non è un interruttore con solo due stati. Può ingrossarsi, espandersi nella foresta e poi ritirarsi di nuovo quando la riserva sotterranea si svuota.

Torrent de Teló

Dopo la fuoriuscita, il corso d’acqua inizia a prendere forma. L’acqua si raccoglie nel Torrent de Teló e lascia la zona immediatamente circostante la sorgente. Questo tratto mostra il passaggio da una fuoriuscita diffusa a un corso d’acqua ben definito. Tra le pietre e la vegetazione, la corrente prende una direzione precisa, prima di unirsi in seguito ad altre sorgenti d’acqua.

Il torrente è quindi fondamentale per capire le Fonts Ufanes. Le sorgenti non sono un bacino isolato in cui l’acqua semplicemente sgorga e rimane lì. L’acqua che proviene dal carsismo prosegue il suo percorso e, attraverso il Torrent de Sant Miquel, raggiunge il paesaggio sottostante. Se segui il suo corso con lo sguardo, vedi in un certo senso la prima tappa di questo percorso dalle montagne alla pianura.

La visita

La passeggiata inizia in modo piuttosto banale e diventa più interessante solo quando le sorgenti sono davvero attive. Dall’ingresso della tenuta, il percorso attraversa spazi aperti per poi addentrarsi nel bosco di lecci. Per il percorso ad anello standard ci vogliono circa 40 minuti. Se vuoi osservare l’acqua con calma, scattare foto o aspettare nei vari punti di sgorgamento, ti conviene prevedere un po’ più di tempo.

Scegliere il giorno giusto

Un breve acquazzone su Campanet non basta. Ciò che conta davvero sono le piogge intense e prolungate nella zona del Puig Tomir e nei dintorni, perché è lì che si riempie la falda carsica sotterranea. Il fenomeno visibile può poi durare diversi giorni, ma può anche attenuarsi dopo poche ore. Quindi non c’è alcuna garanzia, nemmeno dopo che ha piovuto.

Dopo forti piogge, è bene controllare gli aggiornamenti dell’ente di gestione del territorio naturale e le notizie locali. Non conta solo se le sorgenti siano già in piena, ma anche se gli accessi o la viabilità siano soggetti a limitazioni a causa del terreno bagnato e dell’elevato afflusso di visitatori. Gli orari di apertura e le condizioni di accesso possono cambiare e vanno verificati prima di partire.

Quando l'acqua scorre

Non appena si viene a sapere che i fontani di Ufanes stanno zampillando, l’evento attira un sacco di gente dai dintorni. Soprattutto nei fine settimana dopo forti piogge può esserci molta affluenza; in queste situazioni sono già state messe in atto misure speciali per l’accesso, i parcheggi e il traffico. Se vuoi evitare il più possibile la folla, cerca di non scegliere un fine settimana molto pubblicizzato e arriva con largo anticipo entro gli orari di accesso previsti.

Nel bosco vale la pena procedere con calma, perché il primo corso d’acqua impetuoso non è per forza l’unico punto interessante. Piccoli sgorgi tra le pietre, il punto in cui l’Ufana Grossa e l’Ufana Petita si uniscono in correnti più ampie e l’inizio del Torrent de Teló raccontano insieme come si scarica la falda acquifera. Inoltre, il punto in cui il flusso è più forte non è per forza il posto più sicuro per scattare foto.

Se le sorgenti rimangono a secco

Una visita senza pioggia è più tranquilla e più facile da organizzare. Il sentiero che attraversa Gabellí Petit rimane accessibile, purché le condizioni attuali lo consentano, e il bosco di lecci mostra il panorama geologico in assenza d’acqua. Tuttavia, non aspettarti una cascata permanente, una vasca di sorgente o uno spettacolo artificiale. Senza una falda acquifera sufficientemente piena, non c’è zampillare.

Soprattutto per chi viene qui principalmente per vedere lo spettacolo naturale, questa aspettativa è importante. Le Fonts Ufanes non si possono prenotare né attivare con un semplice clic. La gita vale comunque la pena anche solo come passeggiata nel bosco; lo spettacolo famoso, però, dipende dalle forti piogge che l’hanno preceduto.

Come arrivare e dove parcheggiare

Da Palma, il percorso principale più veloce per arrivare a Campanet è quello che passa per la Ma-13. Dal centro di Palma sono 39 chilometri su strada; il viaggio fino a Campanet dura circa 38 minuti. Dall’aeroporto di Palma, la distanza fino a Campanet è di 42 km su strada; il viaggio dura circa 34 minuti e si percorre la Ma-30 e poi la Ma-13.

Queste indicazioni finiscono espressamente a Campanet, non nella zona della sorgente. Per l’ultimo tratto, dalla superstrada si entra nella rete stradale rurale all’altezza dell’Ermita de Sant Miquel e della tenuta Gabellí Petit. Come punto di riferimento prendi l’uscita 37 della Ma-13; da lì, segui i cartelli che indicano le Cuevas de Campanet. L’accesso alla tenuta si trova nei pressi dell’Ermita de Sant Miquel, da dove il percorso prosegue a piedi.

Parcheggiare dopo una forte pioggia

Una giornata normale e una giornata con le sorgenti che sgorgano a fiotti sono due cose difficilmente paragonabili dal punto di vista del traffico. Se si viene a sapere che le sorgenti sgorgano, in poco tempo arrivano tantissimi visitatori. I parcheggi nella zona dell’Ermita e lungo la strada di accesso possono quindi riempirsi in fretta. In caso di afflusso particolarmente elevato, le autorità a volte regolano l’accesso, la sosta e il flusso dei visitatori. Le indicazioni aggiornate sul posto hanno la precedenza sul percorso abituale.

Parcheggiare alla rinfusa sul ciglio della strada non è una buona soluzione alternativa nelle strette vie di accesso. Ostacola il traffico, può bloccare le vie di accesso per i soccorsi e gli interventi e grava sulle aree adiacenti. Se arrivi durante un fine settimana molto affollato, dovresti quindi aspettarti dei ritardi e, se necessario, accettare che l’accesso venga temporaneamente regolato.

L'ultimo tratto a piedi

Dai dintorni dell’Ermita, la visita prosegue con una passeggiata attraverso la tenuta. Dopo la pioggia, questo tratto non è solo umido, ma in alcuni punti è pieno di pozzanghere e il terreno è molle. Per questo l’auto non porta i visitatori proprio fino a Ufana Grossa o Ufana Petita. Proprio questo passaggio dai terreni coltivati al bosco di lecci fa parte dell’esperienza di questo posto.

Non c'è una fermata dell'autobus nelle immediate vicinanze delle Fonts Ufanes. Se vieni senza auto, ti conviene pianificare in anticipo il viaggio fino a Campanet e il tragitto successivo per raggiungere l'ingresso; il percorso dal paese al monumento naturale non va confuso con la breve passeggiata nella finca.

Nei dintorni

Campanet si trova al confine tra la zona più pianeggiante del nord di Maiorca e le pendici della Serra de Tramuntana. Il paese è un ottimo punto di partenza per non limitarti a una semplice sosta fotografica alle Fonts Ufanes. Prima o dopo la passeggiata nel bosco, vale la pena fare una pausa nel centro del paese, soprattutto se le condizioni meteorologiche variabili richiedono un po’ di flessibilità nel programma della giornata.

Campanet

Il paese si trova in posizione dominante rispetto al paesaggio agricolo circostante e crea un netto contrasto con la umida foresta di lecci di Gabellí Petit. Se arrivi da Palma o dalle località costiere del nord, puoi iniziare o concludere qui la tua gita. È particolarmente comodo se non sai ancora quanto siano abbondanti le sorgenti o se l’accesso sia regolato a causa dell’afflusso di gente.

Campanet non va visto solo come un punto di riferimento lungo la Ma-13. La sua posizione ai margini della Tramuntana spiega perché il paese sia così strettamente legato all’acqua proveniente dalla zona del Puig Tomir. Non è un caso che le Fonts Ufanes si trovino proprio qui: il sottosuolo, il dislivello e i torrenti che ne derivano convogliano l’acqua dalle montagne verso la pianura di Sa Pobla.

Eremo di Sant Miquel

L’Ermita de Sant Miquel è il punto di riferimento più importante nelle immediate vicinanze della tenuta. Si trova vicino all’ingresso ed è quindi un collegamento tra il paesaggio culturale di Campanet e l’area naturale protetta. Non serve fissare un appuntamento specifico per visitarla e capire il suo ruolo nel percorso; basta la sua posizione per capire dove inizia il sentiero.

Nei giorni di grande affluenza, però, gran parte del traffico si concentra proprio in questa zona. Se vuoi unire la visita all’Ermita con quella alla sorgente, non considerare le strade di accesso e le aree circostanti come un grande parcheggio a disposizione di tutti. I dintorni rimangono rurali e la loro capienza non cambia solo perché un evento naturale attira tante persone in poco tempo.

Grotte di Campanet

Le Cuevas de Campanet si prestano bene come tappa alternativa, indipendente dalle condizioni del tempo, da inserire nella stessa giornata di gita. La segnaletica per le grotte ti aiuta anche a orientarti nell’ultimo tratto di strada verso Gabellí Petit. Qui si contrappongono due aspetti della stessa zona calcarea: le formazioni sotterranee nelle grotte e la falda carsica che affiora in superficie presso le Fonts Ufanes.

Per organizzare la giornata, questa combinazione è particolarmente utile quando le sorgenti sono a secco o se un acquazzone ti costringe ad accorciare la permanenza nel bosco. Entrambe le mete dovrebbero comunque essere considerate come visite a sé stanti. Le Fonts Ufanes non fanno parte di un percorso speleologico e l’accesso al monumento naturale è soggetto a condizioni specifiche.

Il posto giusto per farlo

Campanet nella descrizione della località

Informazioni utili per la visita

Qui l’acqua non è solo il soggetto, ma anche la sfida pratica più importante. Dopo le piogge che danno vita a questo spettacolo naturale, ci si deve aspettare pozzanghere, fango, sassi bagnati e tratti di sentiero ammorbiditi. Per questo è meglio indossare scarpe robuste con suola antiscivolo piuttosto che scarpe da tempo libero lisce. Se il terreno è particolarmente bagnato, delle scarpe impermeabili possono rendere la passeggiata decisamente più piacevole.

Con i bambini

Il percorso ad anello è considerato facile ed è molto frequentato dalle famiglie. La sua lunghezza contenuta lo rende interessante anche per i bambini, soprattutto perché si può osservare l’acqua proprio tra gli alberi e le rocce. In presenza di sorgenti attive, però, bisogna prestare maggiore attenzione: le correnti possono essere forti, le pietre diventano scivolose e innocui canaletti asciutti si trasformano in corsi d’acqua.

I bambini non dovrebbero correre avanti vicino alle sorgenti e ai torrenti né arrampicarsi sulle pietre bagnate. Un buon punto di osservazione è su un terreno solido, a una certa distanza dalla corrente. In questo modo l’esperienza rimane suggestiva, senza dover calpestare la zona della sorgente, che è delicata e scivolosa, solo per scattare una foto.

Rispetta il monumento naturale

Lo status di tutela vale per l'intera area, non solo per i punti in cui l'acqua è visibile. Per questo bisogna rimanere sui sentieri segnalati, portare via i rifiuti e lasciare sassi, piante e legno morto al loro posto. Entrare nelle zone di fuoriuscita può danneggiare il terreno ed è anche rischioso in caso di forte deflusso.

Anche il rumore va evitato. Il mormorio delle sorgenti si diffonde lontano nel bosco ed è una parte fondamentale dell’esperienza. Se ti allontani di qualche passo da un gruppo numeroso di visitatori, riesci a percepire meglio quanti singoli suoni dell’acqua si uniscono tra l’Ufana Grossa, l’Ufana Petita e le sorgenti più piccole.

Cosa non c'è da aspettarsi

Sul posto non c'è nessuna fontana con spettacolo, nessun programma fisso di esibizioni e nessuna cascata visibile in ogni momento. Le sorgenti potrebbero essere a secco, anche se in altre zone di Maiorca ha piovuto. A determinare la situazione sono la quantità di precipitazioni accumulate nel bacino idrografico del Puig Tomir e il livello della falda carsica.

Inoltre, la visita non è un’escursione in montagna impegnativa. Il percorso standard è breve, ma dopo la pioggia le condizioni del terreno possono essere più difficili di quanto la lunghezza del percorso lasci intendere. Chi viene con le giuste aspettative scoprirà proprio in questo il carattere delle Fonts Ufanes: un bosco facilmente raggiungibile che, per un breve momento, ti mostra quali forze agiscono sotto la superficie delle montagne calcaree.

Consigli da chi vive sul posto

  • Non limitarti a controllare solo Campanet

    Un breve acquazzone in zona non basta. Ciò che conta davvero sono le piogge intense e prolungate nel bacino idrografico del Puig Tomir. Dopo episodi di pioggia abbondante, vale quindi la pena dare un’occhiata alle notizie locali aggiornate per sapere se le sorgenti stanno effettivamente sgorgando.

  • Segui il rumore

    Nelle sorgenti attive, la zona più potente spesso si fa sentire acusticamente. Vale la pena fermarsi un attimo nel bosco di lecci: così puoi notare meglio le diverse fuoriuscite e il punto in cui l’acqua si riversa nel torrente.

  • Scegli delle scarpe impermeabili

    Proprio nei giorni migliori per ammirare questo spettacolo della natura ci sono pozzanghere, fango e rocce calcaree scivolose. Delle scarpe con una buona aderenza, possibilmente impermeabili, sono più pratiche delle scarpe leggere da strada.

  • Evita il fine settimana

    Non appena i fontani di Ufanes tornano a zampillare dopo una forte pioggia, ci si aspetta un gran numero di visitatori, soprattutto nei fine settimana. Se hai un po’ di flessibilità, scegli una data meno pubblicizzata e controlla prima la situazione attuale degli accessi.

  • Fai attenzione alle piccole perdite

    Non sono solo l’Ufana Grossa e l’Ufana Petita a essere interessanti. Quando la portata è forte, l’acqua sgorga anche tra i sassi e i tronchi dei lecci. Sono proprio queste piccole fuoriuscite a spiegare il carattere diffuso del fenomeno.

23°C Campanet
Cosa sono i Fonts Ufanes e perché vale la pena andarci?
Le Fonts Ufanes sono sorgenti carsiche intermittenti situate nella tenuta pubblica di Gabellí Petit, vicino a Campanet. Dopo piogge intense e prolungate, una falda acquifera sotterranea nella zona del Puig Tomir si riempie. Quando la sua capacità viene superata, l’acqua sgorga improvvisamente in diversi punti dal terreno del bosco. Vale la pena visitarlo perché qui non vedrai una cascata artificiale, ma un fenomeno geologico naturale: tra pietre, radici e lecci, in poco tempo si forma un impeto d’acqua. Dal 2001 l’area è protetta come monumento naturale.
Quando i font portano l'acqua a Ufane?
Le sorgenti non sgorgano secondo un calendario fisso. Ci vogliono precipitazioni intense e prolungate nel bacino idrografico del Puig Tomir e nei dintorni. L’acqua piovana si infiltra nella roccia calcarea permeabile e si raccoglie in una falda carsica, delimitata da strati meno permeabili. Solo quando questo serbatoio sotterraneo trabocca, l’acqua raggiunge la superficie. Il fenomeno può rimanere visibile per diversi giorni, ma in altre condizioni può anche esaurirsi dopo poche ore. Un singolo acquazzone a Campanet non è quindi una garanzia che le sorgenti siano attive.
Vale la pena andarci anche quando i fontani di Ufanes sono a secco?
Anche senza acqua che scorre, Gabellí Petit offre una tranquilla passeggiata in un bosco di lecci maiorchini. I canaletti asciutti, le rocce calcaree e la conformazione del terreno ti fanno capire dove si raccoglie l’acqua quando c’è una sorgiva. Il famoso spettacolo, però, manca completamente: non c’è né una cascata che scorre sempre né uno spettacolo artificiale. Se vuoi vedere soprattutto le sorgenti gorgoglianti, dopo una pioggia abbondante controlla le notizie locali aggiornate. Se cerchi una passeggiata nel bosco, puoi vivere lo stato di siccità come l’altro lato dello stesso fenomeno naturale.
Quanto dura la visita alle Fonts Ufanes?
Per il solito percorso ad anello attraverso la tenuta e il bosco di lecci ci vogliono circa 40 minuti. Questo tempo basta per la passeggiata di base, ma non necessariamente per un’osservazione approfondita delle sorgenti attive. Quando l’Ufana Grossa e l’Ufana Petita scorrono abbondanti, vale la pena fermarsi in diversi punti per dare un’occhiata anche alle sorgenti più piccole e alle prime acque del Torrent de Teló. Anche scattare foto, i tratti di sentiero bagnati e l’afflusso di visitatori possono allungare la durata della visita. La visita, però, non è un’escursione in montagna lunga o tecnicamente difficile.
Quali sono gli orari di apertura e bisogna pagare per entrare?
Gli orari di apertura e le condizioni di ingresso attuali non sono riportati in queste informazioni per i visitatori. Dato che le regole di accesso possono cambiare e, dopo forti piogge, a volte vengono adottate misure speciali per il traffico e la gestione dei visitatori, ti consiglio di controllare le informazioni ufficiali proprio prima di partire. Questo vale soprattutto nei fine settimana, non appena i media locali segnalano la presenza di sorgenti attive. A prescindere da ciò, questo fenomeno naturale non si può pianificare: anche durante i normali orari di accesso, il bosco potrebbe essere asciutto se la falda carsica non è abbastanza piena o si è già svuotata di nuovo.
Come si arriva alle Fonts Ufanes da Palma e dall'aeroporto?
Dal centro di Palma, il percorso prosegue sulla Ma-13 fino a Campanet. La distanza fino a Campanet è di 39 chilometri su strada e il viaggio dura circa 38 minuti. Dall’aeroporto di Palma si prende la Ma-30 e poi la Ma-13; fino a Campanet sono 42 km su strada e ci vogliono circa 34 minuti. Entrambe le indicazioni si riferiscono espressamente a Campanet, non alla zona di partenza. Per l’ultimo tratto, prendi come punto di riferimento l’uscita 37 della Ma-13. Da lì segui la strada di campagna in direzione di Cuevas de Campanet e Ermita de Sant Miquel. Dall’ingresso della tenuta si prosegue a piedi.
Quando c'è meno gente alle Fonts Ufanes?
L’afflusso maggiore si registra di solito quando le sorgenti sono attive dopo forti piogge e la notizia viene diffusa dai media locali. Soprattutto nei fine settimana, l’accesso può essere molto trafficato; le autorità hanno già messo in atto misure speciali per il traffico e l’accesso in previsione di picchi di visitatori. Se sei flessibile, evita le date del fine settimana più pubblicizzate e arriva in anticipo entro gli orari di accesso attualmente in vigore. Non è possibile pianificare tutto al 100%, perché il flusso d’acqua può diminuire rapidamente. Una visita tranquilla è più facile da organizzare quando il terreno è asciutto, ma in quel caso non potrai vedere il vero spettacolo della sorgente.
I parchi Ufanes sono adatti per una gita con i bambini?
Il percorso è descritto come facile ed è in linea di massima adatto alle famiglie. La sua durata contenuta e l’acqua che sgorga direttamente tra alberi e rocce lo rendono particolarmente suggestivo per i bambini. Dopo la pioggia, però, le condizioni cambiano: i sentieri possono essere fangosi, le rocce calcaree diventano scivolose e i canaletti improvvisamente trasportano acqua impetuosa. Per questo motivo, i bambini dovrebbero essere seguiti da vicino nei pressi di Ufana Grossa, Ufana Petita e dei torrenti che defluiscono da lì. È meglio osservare da un terreno stabile; arrampicarsi sulle pietre bagnate o entrare nella corrente non è una buona idea.
Quali scarpe e quali vestiti è meglio indossare per la visita?
Scarpe robuste con suola antiscivolo sono l’attrezzatura più importante. I Fonts Ufanes si rivelano proprio dopo quelle piogge che causano pozzanghere, fango e terreno fradicio. Scarpe da trekking impermeabili o robuste scarpe da tempo libero sono quindi più comode delle scarpe da strada lisce. L’abbigliamento dovrebbe essere adatto alle condizioni meteorologiche del momento, sia per la pioggia che per la temperatura, perché la passeggiata si snoda attraverso la tenuta e il bosco. Anche se il percorso è breve, non bisogna sottovalutare il terreno. Chi è preparato solo per sentieri asciutti, proprio in una giornata in cui le sorgenti sono abbondanti, si ritroverà presto con i piedi bagnati.
Cosa si può associare ai font Ufanes nelle vicinanze?
La prima meta che ti viene in mente è proprio Campanet, il cui centro è perfetto per una pausa prima o dopo la passeggiata nel bosco. Proprio all’ingresso, l’Ermita de Sant Miquel funge da importante punto di riferimento. Nella stessa zona si trovano anche le Cuevas de Campanet; la segnaletica che le indica ti aiuta a raggiungere la tenuta. Dal punto di vista tematico, grotte e sorgenti si abbinano bene, perché entrambe mostrano in modi diversi il sottosuolo calcareo della regione. La combinazione è utile anche se le Fonts Ufanes sono a secco o se il tempo accorcia la tua permanenza nel bosco. Entrambe le mete, però, meritano una visita a sé stante.