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Mirador des Pontàs: la porta rocciosa di Maiorca vicino a Cala Santanyí

Belvedere di Pontàs, Mallorca
Olaf Tausch, Wikimedia Commons, CC BY 3.0 (Ritaglio/ridimensionamento via mallorca.com)

A prima vista sembra quasi un’illusione ottica: al largo della costa si erge un imponente masso roccioso, attraverso il cui centro si intravede il mare. Il Mirador del Pontàs offre la vista migliore su questo arco naturale di roccia tra Cala Santanyí e Cala Llombards. Il belvedere non si trova su un grande lungomare, ma ai margini di un paesaggio costiero selvaggio, dove la roccia, l’acqua e l’orizzonte sono i protagonisti assoluti.

Il nome Es Pontàs significa più o meno “il grande ponte”. In effetti, l’arco circondato dall’acqua ricorda un imponente pilastro di un ponte, anche se qui non l’ha mai costruito nessuno. Questa formazione naturale è larga circa 70 metri ed è diventata un simbolo paesaggistico di Maiorca. Dal Mirador riesci a coglierne la forma molto meglio che dalla spiaggia: l’arco si staglia libero sul mare, mentre l’apertura, a seconda della luce, sembra quasi un secondo orizzonte incorniciato.

La visita è particolarmente consigliata a chi vuole scoprire, senza troppa fatica, un angolo caratteristico della costa sud-orientale. Anche i fotografi troveranno qui un soggetto che cambia continuamente al variare della luce. Non serve fare una lunga escursione. Dalla spiaggia di Cala Santanyí, un breve tratto conduce al belvedere, anche se il terreno roccioso e a tratti ripido richiede più attenzione di quanto la breve distanza possa far pensare.

Es Pontàs è sia un monumento naturale che il teatro di una straordinaria storia dell’arrampicata. Se sei fortunato, puoi intravedere sulla roccia un arrampicatore in deep water solo sospeso sopra l’acqua aperta. Per la maggior parte dei visitatori, però, rimane uno spettacolo da ammirare da una distanza di sicurezza: il Mirador è il posto da cui guardare, non l’accesso all’arco roccioso.

Storia e significato

Es Pontàs, un'opera sulla costa

La storia di Es Pontàs non inizia con un costruttore, ma con il lento lavoro del mare e degli agenti atmosferici. La roccia faceva parte della linea costiera prima che i processi naturali la scavassero e formassero l’arco che vediamo oggi. Da una massa rocciosa erosa dall’acqua è così emersa la sagoma di un ponte – da qui il nome maiorchino. Il Mirador, a sua volta, deve la sua importanza proprio a questo contrasto: qui non è il belvedere in sé a essere al centro dell’attenzione, ma la formazione naturale là fuori, in mare.

La porta rocciosa si trova proprio al largo della costa, tra Cala Santanyí e Cala Llombards. Questa posizione spiega perché sia visibile da diverse direzioni, ma il Mirador del Pontàs è considerato il punto di osservazione migliore. Da qui, l’arco e le scogliere costiere non si sovrappongono troppo; l’apertura rimane ben visibile e la forma caratteristica della roccia risalta. Quello che su una mappa sembra solo un puntino al largo della costa, sul posto acquista tutta la sua profondità spaziale.

Es Pontàs è oggi uno dei soggetti paesaggistici più riconoscibili di Maiorca. Il suo fascino non sta solo nelle dimensioni, ma anche nella forma pulita, quasi grafica: un imponente arco di pietra, con l’acqua sotto e il mare aperto alle sue spalle. Questa semplice composizione l’ha reso un soggetto molto fotografato e un punto di riferimento naturale del comune di Santanyí.

Es Pontàs nell'arte

L’arco roccioso ha trovato spazio anche nella percezione artistica di Maiorca. Il pittore argentino Francisco Bernareggi, che aveva un legame stretto con l’isola, ha incluso Es Pontàs tra i suoi soggetti dedicati a Maiorca. Non c’è da stupirsi: questa formazione cambia molto aspetto a seconda della luce. Il sole forte mette in risalto la massa di roccia chiara e le sue zone d’ombra, mentre una luce più soffusa rende i contorni più morbidi e l’arco più plastico.

Questa prospettiva artistica ti aiuta anche durante la visita di oggi. Vale la pena non limitarti a cercare il famoso panorama d’insieme, ma prestare attenzione al rapporto tra l’apertura, lo specchio d’acqua e l’orizzonte. Basta un piccolo cambiamento di prospettiva per far scorrere le linee l’una rispetto all’altra. Il Mirador è quindi meno un luogo per uno sguardo fugace e di controllo e più un palcoscenico naturale dove lo sguardo rallenta.

Es Pontàs e lo Psicobloc

Una seconda forma di fama, completamente diversa, è iniziata con l’arrampicata. Es Pontàs viene utilizzato per il deep water soloing, che a Maiorca viene chiamato per lo più “psicobloc”: arrampicata senza corda sopra acque profonde. In totale, su questa roccia sono note nove vie di questo tipo. L’arco roccioso non è diventato solo un soggetto fotografico, ma un punto di riferimento internazionale per una delle discipline più spettacolari dell’arrampicata.

Particolarmente famosa è la via chiamata anch’essa Es Pontàs. Lo scalatore americano Chris Sharma l’ha scalata per la prima volta nell’estate del 2006; è stata classificata 9a+. Fino al 2021 era stata ripetuta solo tre volte ed era considerata la via di deep water solo più difficile del mondo. Il film “King Lines” ha fatto conoscere a un pubblico più ampio i tentativi e la scalata finalmente riuscita. Visto dal Mirador, la roccia acquista così una seconda dimensione: le sue parti strapiombanti non sono solo strutture nella roccia, ma fanno parte di una via in cui i migliori scalatori hanno cercato i propri limiti.

Cosa c'è da vedere

L'arco roccioso di Es Pontàs

Al centro dello sguardo c’è l’arco roccioso isolato. La sua struttura, larga circa 70 metri, da lontano sembra compatta e monumentale, ma la grande apertura alleggerisce la roccia. Il mare si estende visibilmente sotto l’arco. A seconda del movimento dell’acqua e della luce, l’apertura appare scura come un portale o chiara come un pezzo di orizzonte incorniciato.

Il termine “ponte” descrive la sagoma in modo sorprendentemente preciso. Due massicci blocchi rocciosi sostengono un arco naturale, la cui parte superiore non è collegata alla terraferma. È proprio questa distanza dalla costa a rendere Es Pontàs davvero unico. Non si tratta di una grotta che si intravede da un belvedere in una parete rocciosa, ma di una formazione a sé stante in mezzo al mare.

Se guardi un po’ più a lungo, ti accorgi che il famoso profilo è solo una parte del soggetto. Sulla roccia, le superfici lisce – semplificate dalla distanza – si alternano a spigoli irregolari e cavità più scure. La linea di galleggiamento segna il confine inferiore, mentre nell’apertura dell’arco il colore del mare prosegue. Quando il mare è calmo, la formazione sembra quasi immobile; quando invece è mosso, si vede che la costa continua a modellarla.

L'apertura nella roccia

Il vero centro dell’immagine non è la roccia, ma lo spazio vuoto al suo interno. Attraverso l’apertura, l’acqua e l’orizzonte sembrano incorniciati da una cornice naturale. È proprio questo effetto che spiega perché il Mirador sia diventato un punto di riferimento per i fotografi. Una foto di Es Pontàs vive proprio dell’equilibrio tra l’esterno massiccio e la vista luminosa che si intravede.

La forma cambia a seconda della posizione. Bastano pochi passi di lato per far sembrare un pilastro più largo o per spostare l’orizzonte visibile all’interno dell’arco. Una visita ben fatta non consiste quindi nel fermarsi solo al primo posto libero che trovi. Lungo l’area sicura, vale la pena confrontare diverse prospettive senza avvicinarti ai bordi non protetti.

Dovresti prestare particolare attenzione alla zona più in basso. È lì che la roccia e il mare si incontrano direttamente. Da lontano si capisce subito perché questo posto sia famoso tra gli scalatori: le pareti si innalzano direttamente dall’acqua, non c’è nessun ponte o passerella che le colleghi alla roccia. L’arco è separato dalla terraferma e rimane una formazione costiera selvaggia.

La costa tra Cala Santanyí e Cala Llombards

Es Pontàs non si trova isolato in uno specchio d’acqua neutro. Il Mirador offre anche una vista su un tratto della costa rocciosa tra Cala Santanyí e Cala Llombards. Le calette stesse si trovano al di fuori del soggetto principale vero e proprio, ma ne definiscono il contesto geografico: l’arco roccioso segna il tratto di costa tra due famose calette balneari.

Le rocce circostanti danno profondità alla vista. In primo piano c’è il bordo irregolare del belvedere, dietro il mare e infine Es Pontàs. Questa disposizione a livelli è importante, perché fa sembrare la formazione più spaziosa rispetto a molte foto ravvicinate. Chi si concentra solo sull’arco, si perde una parte fondamentale del luogo: la costa frastagliata da cui è nato.

Anche la luce cambia l’aspetto della costa. Quando il sole è basso, la roccia assume una tonalità più calda, mentre le ombre separano più nettamente l’apertura dai contorni della roccia. Il tramonto è quindi spesso consigliato come momento particolarmente suggestivo per la visita. Questo però non vuol dire che valga la pena andarci solo in quel momento. Quando la luce è più intensa, i colori dell’acqua e le superfici rocciose risaltano meglio, mentre la sera è caratterizzata soprattutto da sagome e contrasti.

Le vie di arrampicata

Senza un po’ di esperienza, le nove vie di deep water solo non si riconoscono come percorsi segnalati. Comunque, vale la pena dare un’occhiata più da vicino alle zone a strapiombo che si affacciano sull’acqua. È proprio lì che si svolge l’arrampicata che ha reso famoso Es Pontàs a livello internazionale. Lo spazio di caduta è il mare; corde o vie di accesso fisse non fanno parte del panorama tipico.

Se ci sono scalatori sulla parete, è meglio osservare la situazione solo da lontano. Il psicobloc non è una semplice nuotata improvvisata, ma uno sport impegnativo per chi ha l’esperienza giusta, conosce bene il posto e sa valutare bene le condizioni. La famosa via di Chris Sharma è tra le migliori al mondo nel mondo dell’arrampicata e non è affatto un’indicazione del fatto che l’arco sia facilmente accessibile ai visitatori.

Il belvedere del Pontàs

Il belvedere in sé è semplice. Non cerca di competere con il paesaggio con una grande struttura o un’area visitativa allestita ad hoc. Il suo valore sta proprio nella sua posizione di fronte alla porta di roccia. Una panchina di legno, menzionata in alcune fonti, ti permette di goderti il panorama più a lungo; ma a fare la differenza è comunque il panorama aperto sulla costa.

Se ti aspetti una piattaforma con tutti i servizi turistici, fraintenderai il carattere del Mirador. Il posto funziona più che altro come una breve deviazione lungo la costa: arrivi, scegli un punto di osservazione adatto e sicuro, guardi l’arco da diverse angolazioni e torni indietro per la stessa strada. È proprio questa semplicità a renderlo così affascinante. Non ci sono mostre, né spazi interni, né percorsi all’interno di un edificio: è il paesaggio stesso a essere l’opera d’arte.

La visita

Il breve percorso da Cala Santanyí

Dalla spiaggia di Cala Santanyí puoi raggiungere il belvedere con una breve passeggiata di circa dieci minuti. Non confondere la breve durata del percorso con un sentiero completamente attrezzato. Ci sono tratti ripidi, rocce che sporgono dal terreno e punti senza ringhiera. Per questo è meglio indossare scarpe chiuse e con una buona aderenza piuttosto che infradito.

Il sentiero è segnalato, ma richiede concentrazione, soprattutto quando c’è vento, su terreni irregolari e vicino a spigoli a strapiombo. L’obiettivo non è quello di spingersi il più lontano possibile sulle rocce. La vista caratteristica dell’arco si gode già dal punto panoramico. Per chi soffre di vertigini o ha difficoltà a camminare in sicurezza, l’accesso può risultare impegnativo.

Tempo trascorso al belvedere

Se vuoi fare solo una breve deviazione, bastano i due tratti di percorso, ciascuno di circa dieci minuti, più il tempo che passerai al Mirador. Quanto durerà la sosta dipende soprattutto da quanto ti interessa il panorama. Se vuoi solo dare un’occhiata e scattare una foto ricordo, ti basterà poco tempo. I fotografi e gli amanti della costa, invece, possono trascorrervi molto più tempo, aspettando che la luce cambi e provando diverse inquadrature.

Non c’è un percorso di visita classico con un punto di partenza fisso, un itinerario prestabilito e un’uscita. Allo stesso modo, non ci sono spazi interni o aree espositive allestite. La visita è libera e incentrata sul paesaggio. Questo la rende perfetta da abbinare a un soggiorno a Cala Santanyí, ma richiede più autonomia rispetto a un belvedere protetto.

Luci e folla

Il tramonto è considerato particolarmente suggestivo, perché una luce calda e soffusa si riversa sulla costa e sulle rocce. In quel momento, Es Pontàs si staglia ancora di più come una sagoma, mentre l’apertura risalta come una chioma luminosa. Questo momento della giornata attira naturalmente anche chi è alla ricerca dello stesso soggetto fotografico. Per goderti un’atmosfera più tranquilla, ti consiglio quindi di non arrivare solo per il tanto pubblicizzato momento serale.

In altri momenti della giornata il posto appare più sobrio, ma non per questo meno interessante. Una luce più intensa ti aiuta a distinguere meglio la struttura della roccia, la linea di galleggiamento e la distanza dalla costa. In caso di vento forte, devi stare particolarmente attento, perché alcuni tratti del percorso non sono protetti da ringhiere. Il tempo e la tua sicurezza vengono prima della foto perfetta.

Gli orari di apertura e le norme di accesso non sono riportati in modo affidabile. Dato che le condizioni di accesso sul posto possono cambiare, ti consiglio di controllare le informazioni aggiornate prima di andare. A prescindere da questo, ti consiglio di pianificare la visita quando c’è ancora luce sufficiente, così da poter vedere bene il percorso di ritorno, che è un po’ accidentato.

Come arrivare e dove parcheggiare

Dall'aeroporto di Palma a Cala Santanyí

Dall’aeroporto di Palma, il percorso segue la MA-19 fino a Cala Santanyí. Il tragitto su strada è di 49 chilometri e ci vogliono circa 44 minuti. Queste indicazioni valgono espressamente fino a Cala Santanyí, non fino al Mirador. Dal centro del paese e dalla spiaggia, l’ultimo tratto va fatto a piedi; dalla spiaggia, la passeggiata dura circa dieci minuti.

La Ma-19 copre la maggior parte del tragitto verso sud o sud-est dell’isola. È solo nella zona di Santanyí che si prosegue sulla rete stradale locale fino alla costa. Per impostare la destinazione, è meglio inserire «Cala Santanyí» come punto di partenza, piuttosto che pensare di poter arrivare direttamente al «Felsentor». Er Pontàs si trova proprio in riva al mare, e anche il Mirador è una meta per chi va a piedi.

Da Palma a Cala Santanyí

Dal centro di Palma, percorrendo la MA-19, ci sono in totale 55 chilometri di strada fino a Cala Santanyí. Il viaggio dura circa 54 minuti. Anche in questo caso, il percorso indicato termina nella località costiera. Da lì, c’è un breve tratto su terreno irregolare per raggiungere il belvedere.

Se vuoi abbinare la visita a una giornata in spiaggia, puoi dirigerti verso Cala Santanyí e fare una deviazione a piedi per vedere il Mirador. Alcune fonti descrivono un accesso dalla zona del parcheggio o della spiaggia. Da ciò non è possibile dedurre un numero garantito di posti liberi, quindi nei periodi di maggiore affluenza è consigliabile prevedere un po’ di tempo in più per trovare parcheggio.

In autobus fino a Cala Santanyí

La fermata più vicina dei mezzi pubblici è quella di Cala Santanyí. Altre fermate registrate nei dintorni si trovano a Son Moja e a Cala Llombards. Il collegamento più adatto dipende dal punto di partenza e dall’orario di servizio attuale. Una volta arrivati a Cala Santanyí, devi proseguire a piedi verso il belvedere; l’autobus non arriva fino all’arco roccioso.

Dato che l'ultimo tratto è roccioso e in alcuni punti ripido, è meglio non pianificare il ritorno con tempi troppo stretti, per non dover percorrere il sentiero di fretta. Soprattutto se ti fermi a goderti il tramonto, tieni presente che il ritorno si fa su un terreno irregolare. Ti consiglio quindi di controllare in anticipo gli orari e le condizioni di accesso attuali sul posto.

Le linee di autobus per Belvedere di Pontàs in sintesi

LineaPercorsoCorse al giornoPrima corsaUltima corsa
516Cala Figuera - Campos3406:4922:10
517Santanyí - Colònia de Sant Jordi - Campos1608:3023:18

Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.

Come arrivare in autobus

  • Cala Santanyí (57028) · 0,6 km In linea d'aria

    • 516Cala Figuera - Campos · Tutti i giorni
  • Son Moja (57055) · 1,3 km In linea d'aria

    • 516Cala Figuera - Campos · Tutti i giorni
  • Cala Llombards (57047) · 1,7 km In linea d'aria

    • 517Santanyí - Colònia de Sant Jordi - Campos · Tutti i giorni

Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.

Nei dintorni

Cala Santanyí

Cala Santanyí è il punto di partenza naturale per la visita. La baia riparata crea un netto contrasto con il panorama costiero aperto che si vede dal Mirador: qui la spiaggia e l’accesso al mare, là il bordo roccioso e l’arco che si erge in mezzo al mare. Se stai già facendo il bagno nella cala o ti stai prendendo una pausa, puoi includere Es Pontàs nel tuo programma della giornata senza dover fare una lunga escursione in più.

È proprio questa combinazione a rendere il belvedere così pratico. Non è una meta isolata per cui devi per forza riservare un’intera giornata di gita. Il percorso dalla spiaggia dura circa dieci minuti, ma richiede scarpe adatte. Tra una nuotata e il belvedere, quindi, non dovresti semplicemente passare a piedi nudi o con sandali leggeri.

Cala Llombards

Dall'altra parte di questo tratto di costa si trova Cala Llombards. La baia aiuta a orientarti geograficamente rispetto a Es Pontàs, perché l’arco roccioso si trova proprio tra questa e Cala Santanyí. Puoi abbinare la visita a entrambe le baie al belvedere per una giornata lungo la costa, senza che Es Pontàs diventi solo una semplice tappa di passaggio.

Dal Mirador, però, non c’è un sentiero battuto e comodo che attraversi direttamente il territorio fino a Cala Llombards. Per organizzare al meglio la gita, ti consiglio quindi di considerare queste località come mete a sé stanti. Il fascino di questo percorso sta proprio nei diversi panorami costieri: una baia balneabile, un paesaggio roccioso e un arco naturale sul mare.

Santanyí

Il capoluogo Santanyí rappresenta il contrappunto culturale alla costa. Dopo l’esperienza paesaggistica un po’ limitata al Mirador, qui trovi strade lastricate, piazze e la chiesa parrocchiale di Sant Andreu. Una visita approfondita del paese merita un programma a sé stante; per combinare le due esperienze basta semplicemente l’idea di mettere a confronto la costa e il paese dell’isola nello stesso giorno.

Es Pontàs fa parte del territorio comunale di Santanyí ed è uno dei luoghi che caratterizzano questa parte di Maiorca. L’escursione acquista così un filo conduttore chiaro: prima il paesaggio costiero, poi il luogo da cui prende il nome il comune. Anche Cala Figuera o Es Llombards sono altre possibili mete della zona, ma non vale la pena inserirle a forza in una visita al belvedere già di per sé breve.

Il posto giusto per farlo

Cala Santanyí nella descrizione della località

Informazioni utili per la visita

Scarpe e terreno

La differenza pratica più importante rispetto a una piattaforma panoramica in città la trovi proprio sotto i piedi. Il percorso per arrivarci presenta tratti ripidi e rocciosi; dal terreno possono spuntare delle pietre. Le scarpe chiuse con suola antiscivolo offrono decisamente più sicurezza rispetto alle infradito o ai sandali lisci. Questo vale anche se la visita al mirador è abbinata a una giornata in spiaggia.

Al ritorno dovrai affrontare di nuovo lo stesso percorso. Se hai intenzione di restare fino al tramonto, assicurati di avere abbastanza luce per il ritorno. Un tratto breve non diventa automaticamente facile se la visibilità è scarsa.

Vento, sole e costa

Alcuni tratti del sentiero e dell’area panoramica non sono protetti da ringhiere. Quando c’è vento, è importante mantenere una distanza maggiore dal bordo. Avvicinarti a una scarpata per scattare una foto non ti porta alcun vantaggio: la vista migliore su Es Pontàs si gode già dal Mirador, non da posizioni rischiose fuori dall’area sicura.

Sulla costa aperta, inoltre, bisogna mettere in conto l’esposizione diretta al sole. Il posto non è come una visita al museo, con sale climatizzate e ombra continua. Acqua, protezione solare e un programma adeguato alle condizioni meteorologiche sono quindi indispensabili, soprattutto se devi aspettare a lungo per avere una buona luce per le foto.

Visita con i bambini

Con i bambini, il breve percorso è in linea di massima fattibile, ma la sua breve durata non deve farti sottovalutare i tratti scoperti e irregolari. Nei tratti ripidi, in presenza di rocce sporgenti e in prossimità di zone non protette è necessario un accompagnamento costante. Il Mirador non è un posto adatto per andare in giro liberamente lungo il bordo della scogliera.

Per le famiglie, la gita a Cala Santanyí è la scelta più ovvia: il belvedere diventa una breve escursione nella natura invece che una lunga camminata. L’importante è adattare il ritmo al membro del gruppo meno sicuro e reagire in modo adeguato alle condizioni di vento.

Cosa non è incluso nella visita

A Es Pontàs non c'è nessuna passerella né un normale sentiero per salire sull'arco roccioso. Arrampicarsi e tuffarsi in acqua non fanno parte di una normale visita turistica. La pratica del deep water soloing su questa roccia richiede esperienza, abilità e una valutazione professionale delle condizioni.

Allo stesso modo, non aspettarti un grande complesso turistico, una mostra o una torre panoramica dall’architettura spettacolare. Il Mirador offre soprattutto una prospettiva: la vista libera su uno dei panorami costieri naturali più famosi di Maiorca. Chi viene proprio per questo e dedica un po’ di tempo a questo posto, lo apprezzerà al meglio.

Consigli da chi vive qui

  • Inquadrare l'orizzonte

    Non limitarti a fotografare l’intera arcata rocciosa: basta spostarti di qualche passo lateralmente per cambiare la posizione dell’orizzonte all’interno dell’apertura. Spesso la composizione più efficace si ottiene quando l’acqua e il panorama in lontananza sono incorniciati in modo netto dalla cornice naturale della roccia.

  • Prima che arrivi la sera

    Es Pontàs è una meta particolarmente frequentata al tramonto e molto fotografata. Se vuoi goderti quella luce calda, ti consiglio di arrivare un po’ prima, provare diversi punti di osservazione e intraprendere il ritorno lungo il sentiero roccioso quando c’è ancora abbastanza luce.

  • Cambiare le scarpe da spiaggia

    Il percorso a piedi da Cala Santanyí dura solo una decina di minuti, ma si snoda su tratti rocciosi e a tratti ripidi. Per questa breve escursione, è meglio indossare scarpe chiuse con suola antiscivolo piuttosto che infradito.

  • Trovare la parete da arrampicata

    Sulla roccia ci sono nove vie di deep water solo. Con un po’ di fortuna, puoi intravedere gli scalatori sopra l’acqua. Il Mirador rimane il punto di osservazione ideale; Es Pontàs non ha né un pontile né un accesso normale.

  • Collegati a Cala

    Il Mirador è perfetto da inserire nel programma come breve deviazione naturalistica partendo da Cala Santanyí. La spiaggia e la baia riparata creano un affascinante contrasto con il mare aperto e l’arco roccioso isolato.

29°C Cala Santanyí
Cos’è il Mirador del Pontàs e perché vale la pena visitarlo?
Il Mirador des Pontàs è un belvedere sulla costa vicino a Cala Santanyí. Da qui si gode di una vista privilegiata su Es Pontàs, un arco roccioso naturale largo circa 70 metri che si apre sul mare tra Cala Santanyí e Cala Llombards. Vale la pena visitarlo per la forma straordinariamente nitida dell’arco, che incornicia il mare e l’orizzonte come una cornice. A questo si aggiunge la sua importanza come simbolo paesaggistico di Maiorca e come luogo di fama internazionale per il deep water soloing.
Il Mirador des Pontàs ed Es Pontàs sono la stessa cosa?
No. Es Pontàs è l’arco roccioso naturale che si erge in mare, mentre il Mirador des Pontàs è il belvedere sulla costa da cui si può ammirare particolarmente bene questa formazione. Questa distinzione è importante per organizzare la visita: si osserva la roccia da lontano e non ci si cammina sopra. Non c’è un sentiero normale né una passerella per raggiungerla. Il nome del Mirador si riferisce quindi al panorama che si apre di fronte al punto panoramico.
Quali sono gli orari di apertura e il prezzo del biglietto per il Mirador del Pontàs?
Non ci sono informazioni affidabili sugli orari di apertura né sulle attuali norme di accesso. Dato che gli accessi o le condizioni sul posto possono cambiare, ti consiglio di controllare le indicazioni aggiornate prima di andarci. A prescindere da questo, è meglio pianificare la gita quando c’è ancora luce a sufficienza: il percorso è descritto come roccioso, a tratti ripido e in parte non protetto. Se hai intenzione di restare fino al tramonto, tieni presente fin dall’inizio che il ritorno si farà su un terreno irregolare.
Come si arriva dall'aeroporto di Palma al Mirador des Pontàs?
Dall’aeroporto di Palma, il percorso passa prima per la Ma-19 fino a Cala Santanyí. Da lì sono 49 chilometri su strada e il viaggio dura circa 44 minuti. Questi tempi valgono specificatamente fino a Cala Santanyí, non fino al Mirador. Dalla zona della baia o della spiaggia, l’ultimo tratto va percorso a piedi. Per la breve escursione fino al belvedere ci vogliono circa dieci minuti; nonostante sia breve, il sentiero è roccioso e in alcuni punti ripido.
Quanto ci vuole per arrivare dal centro di Palma?
Dal centro di Palma, il percorso segue la MA-19 fino a Cala Santanyí. Il tragitto in auto è di 55 chilometri e ci vogliono circa 54 minuti. Anche queste indicazioni arrivano fino a Cala Santanyí e non direttamente al belvedere. Per l’ultimo tratto bisogna prevedere una breve passeggiata che, partendo dalla spiaggia, dura circa dieci minuti. Dato che non c’è un accesso diretto al “Portone di roccia”, Cala Santanyí va considerata come punto di partenza del viaggio e il Mirador come meta successiva da raggiungere a piedi.
Quanto tempo dovresti prevedere per visitare il Mirador des Pontàs?
Dalla spiaggia di Cala Santanyí ci vogliono circa dieci minuti per arrivare al Mirador; per tornare indietro devi rifare lo stesso percorso. A questo va aggiunto il tempo che decidi di passare al belvedere. Se vuoi solo dare un’occhiata veloce e scattare qualche foto, la deviazione è breve. Se invece vuoi confrontare diverse prospettive, osservare la luce o cercare con lo sguardo gli scalatori sulle rocce, ci vorrà un po’ più di tempo. Non c’è un percorso prestabilito, né spazi al chiuso o una mostra, quindi puoi organizzare la tua visita come preferisci.
Qual è il momento migliore della giornata per visitare il Mirador del Pontàs?
Il tramonto è particolarmente consigliato perché la luce più soffusa dona alla roccia una tonalità calda e ne fa risaltare chiaramente i contorni. È proprio questo momento ad essere molto apprezzato dai fotografi. Se vuoi goderti il belvedere in tutta tranquillità, quindi, non puntare solo sul tanto pubblicizzato momento serale. Con la luce più intensa del giorno, le superfici rocciose, la linea di galleggiamento e la separazione spaziale tra la costa e l’arco roccioso sono spesso più facili da distinguere. In caso di vento, è necessario prestare particolare attenzione, indipendentemente dall’ora del giorno.
Il Mirador del Pontàs è adatto per una visita con i bambini?
La breve durata del percorso rende questo belvedere una possibile gita per famiglie partendo da Cala Santanyí. L’accesso, però, non va confuso con un lungomare completamente attrezzato. Il percorso presenta tratti ripidi, terreno roccioso, sassi sporgenti e punti senza ringhiera. I bambini devono quindi essere seguiti da vicino, soprattutto vicino al bordo della scogliera e quando c’è vento. È consigliabile indossare scarpe chiuse e il ritmo dovrebbe adeguarsi al membro più piccolo o meno sicuro del gruppo.
Quali scarpe e quale attrezzatura ti consiglio di portare per il percorso?
Le scarpe chiuse con suola antiscivolo sono la scelta migliore. Anche se il percorso a piedi da Cala Santanyí dura solo una decina di minuti, si snoda su un terreno irregolare, roccioso e a tratti ripido. Le infradito o i sandali larghi offrono poca tenuta su quel terreno. Data la posizione esposta sulla costa, è consigliabile portare con te crema solare e acqua. Se vuoi scattare foto la sera, non dimenticare che dovrai poi rifare lo stesso percorso al ritorno e che, con la luce del giorno che cala, il terreno è più difficile da distinguere.
Si può attraversare o salire sull'arco roccioso di Es Pontàs?
Non c’è nessuna passerella, nessun ponte pedonale e nessun normale accesso per escursionisti all’arco roccioso. Es Pontàs si erge in mezzo al mare, separato dalla terraferma, e si ammira dal Mirador. Sebbene questa formazione sia una zona famosa per il deep water soloing, o psicobloc, questo sport è riservato agli scalatori esperti che si muovono senza corda sopra acque profonde. La famosa via *Es Pontàs* è stata classificata 9a+. Per i visitatori comuni, il belvedere sicuro è il posto giusto per ammirare la roccia.
Cosa c'è da vedere nei dintorni del Mirador des Pontàs?
La combinazione più ovvia è quella con Cala Santanyí, dato che il tragitto a piedi dalla spiaggia al belvedere dura circa dieci minuti. In questo modo puoi goderti sia la baia protetta che la vista sulla costa rocciosa in un’unica gita. Anche Cala Llombards è un’altra meta costiera da non perdere, dato che Es Pontàs si trova proprio tra le due baie. Per un po’ di varietà nel paesaggio, puoi poi fare un salto al paese di Santanyí. Cala Figuera ed Es Llombards sono altre possibili destinazioni nella zona, ma è meglio pianificarle come tappe a sé stanti.
Si può arrivare al Mirador del Pontàs in autobus?
La fermata più vicina dei mezzi pubblici è quella di Cala Santanyí. Altre fermate nei dintorni si trovano a Son Moja e a Cala Llombards. La scelta del collegamento più adatto dipende dal punto di partenza e dall’orario aggiornato, che dovresti controllare prima di partire. L’autobus non arriva direttamente a Es Pontàs: l’ultimo tratto fino al belvedere va percorso a piedi. Per questo è importante indossare scarpe adatte e avere tempo a sufficienza prima della partenza prevista per il ritorno.