Muntanya del Voltor: escursioni nell'area protetta vicino a Valldemossa

I primi passi ti portano lontano dai vicoli affollati di Valldemossa, verso una zona più tranquilla della Serra de Tramuntana. Alla Muntanya del Voltor inizia una riserva naturale ad accesso regolamentato, situata prevalentemente su terreni privati. Sentieri boscosi ripidi, antichi luoghi di lavoro dei carbonai e ampie vedute sulla costa nord-occidentale di Maiorca caratterizzano questa esperienza.
L’area si estende per circa 300 ettari e riunisce le tenute di Can Costa, Son Moragues, Son Gual e Son Gual Petit in un unico progetto comune di tutela e gestione. Qui la tutela della natura, il paesaggio culturale storico e le escursioni non devono essere messi in contrapposizione. Proprio per questo l’accesso è regolamentato: chi vuole percorrere i sentieri segnalati deve ottenere un’autorizzazione preventiva e verificare le condizioni attuali prima di partire.
La Muntanya del Voltor è particolarmente interessante per gli escursionisti che non si limitano a considerare il paesaggio come semplice sfondo. Nel bosco di lecci si possono osservare le forme di sfruttamento forestale del passato, mentre punti panoramici come il Mirador de ses Puntes offrono una vista sulle pareti rocciose, sulla costa e sul mare. Allo stesso tempo, l’area protetta costituisce un possibile punto di accesso al Camí de s’Arxiduc, uno dei sentieri di alta quota più ricchi di storia nei pressi di Valldemossa.
Una breve sosta per dare un’occhiata non renderebbe giustizia a questo posto. Anche il percorso circolare più breve documentato è un’escursione in montagna di diverse ore, mentre i percorsi più lunghi si estendono ben oltre l’area protetta. Scarpe robuste, acqua a sufficienza e una valutazione realistica della propria forma fisica sono quindi fondamentali nella pianificazione, proprio come il permesso di accesso.
Storia e significato
Tra i lecci si trovano delle aree circolari e livellate. A prima vista sembrano insignificanti, ma raccontano di un’epoca in cui il bosco era un luogo di lavoro. In questi luoghi, chiamati “Köhlerplätze”, il legno veniva carbonizzato in modo controllato per ottenere carbone. Resti di capanne, forni, pozzi e altre costruzioni in pietra a secco dimostrano che i pendii boscosi sono stati sfruttati, curati e valorizzati economicamente per molto tempo. Il paesaggio boschivo di oggi non è quindi solo il risultato di una natura incontaminata, ma anche del lavoro dell’uomo.
Lavoro forestale e paesaggio culturale
Tra i reperti tramandati ci sono luoghi di carbonai e rifugi, così come forni e punti d’acqua. La mappa ufficiale dell’area indica, tra le altre cose, una capanna da carbonai, un forno per il pane e diversi elementi etnologici lungo i sentieri. Questi reperti non sono una mostra allestita ad hoc. Si trovano proprio dove i boscaioli ne avevano bisogno e li scopri solo camminando: un cumulo di pietre sul ciglio del sentiero, una superficie pianeggiante sotto gli alberi, un basso resto di muro nel terreno.
Con il declino della gestione forestale tradizionale, alcune parti di questo paesaggio culturale non sono più state curate regolarmente. Allo stesso tempo, è aumentato il flusso di escursionisti nella Serra de Tramuntana. Il progetto di tutela è nato proprio in risposta a questi due fenomeni. Ha lo scopo di limitare i danni causati dall’abbandono e dall’uso intensivo a fini ricreativi, ripristinare gli habitat e, allo stesso tempo, garantire un accesso responsabile.
Responsabilità condivisa su terreni privati
Una particolarità della Muntanya del Voltor sta proprio nella sua forma organizzativa. Le tenute di Can Costa, Son Moragues, Son Gual e Son Gual Petit vengono considerate come un unico insieme quando si tratta di tutela del paesaggio. Proprietari, escursionisti, associazioni di alpinismo, operatori turistici e enti pubblici devono conciliare interessi che non sempre coincidono automaticamente. Da questo approccio è nato uno dei primi esempi di gestione collettiva del paesaggio nella Serra de Tramuntana.
Le misure riguardano sia la natura che i beni culturali. Si piantano giovani lecci, si rigenera il sottobosco con specie autoctone e si proteggono le aree sensibili dal pascolo delle capre. Allo stesso tempo, si stanno mettendo in sicurezza o restaurando fontane, luoghi di carbonai, forni e altre strutture storiche. L’accesso regolamentato non è quindi un dettaglio secondario, ma parte integrante del piano di tutela: le escursioni rimangono possibili, ma non devono compromettere il recupero in corso dell’area.
L'eredità dell'arciduca
Un altro strato storico ci porta nel XIX secolo. L’arciduca Ludovico Salvatore d’Asburgo-Lorena, naturalista e attento osservatore di Maiorca, fece realizzare sentieri e punti panoramici nei dintorni di Valldemossa. Il Camí de s’Arxiduc, che porta il suo nome, segue per lunghi tratti un sentiero di alta quota lastricato tra Valldemossa e Deià. Anche la Caseta de s’Arxiduc, detta anche Caseta des Refugi, fa parte di questo paesaggio.
La Muntanya del Voltor non va confusa con l’intero Sentiero dell’Arciduca. Costituisce piuttosto un’area paesaggistica protetta, attraversata da un importante percorso di accesso al sentiero d’alta quota. In questo modo si intrecciano diverse epoche: il mondo del lavoro dei carbonai, l’esplorazione romantico-scientifica delle montagne da parte di Ludwig Salvator e l’odierna tutela del paesaggio.
Cosa c'è da vedere
Il fascino del percorso si svela in una successione di ambienti paesaggistici nettamente diversi. In basso, il bosco di lecci circonda il sentiero. Più in alto spuntano rocce calcaree chiare, gli alberi si diradano e il mare fa capolino tra i tronchi. In mezzo ci sono antichi luoghi di lavoro, piccole costruzioni in pietra e punti panoramici. Niente di tutto questo è isolato; il sentiero unisce l’osservazione della natura e la storia culturale in un racconto continuo.
Il bosco di lecci
Poco dopo il punto di controllo, il sentiero sale attraverso un bosco aperto di lecci. I tronchi nodosi e la fitta chioma sono tra le immagini più caratteristiche della Serra de Tramuntana. Proprio qui si vedono gli interventi di gestione del progetto: l’obiettivo è ringiovanire il bosco, rendere il sottobosco di nuovo più vario e proteggere le giovani piante dal brucamento.
Durante la salita, i tratti sassosi si alternano al terreno boschivo. Piccole radure interrompono l’ombra. A poco a poco il bosco si dirada e, tra gli alberi, si aprono le prime vedute sui ripidi pendii della costa nord-occidentale. Il bosco, quindi, non è solo il percorso per raggiungere i punti panoramici, ma una parte fondamentale della visita.
Piazze dei carbonai e capanne nel bosco
Le piazze circolari dei carbonai, in catalano “rotllos de sitja”, sono tra le testimonianze storico-culturali più importanti. Per produrre il carbone di legna bisognava creare una superficie piana su cui poter accatastare la legna, coprirla e tenerla sotto controllo per un bel po’ di tempo. Dei semplici ripari nelle vicinanze offrivano riparo ai lavoratori mentre controllavano il processo di carbonizzazione.
La mappa ufficiale dell'area indica anche una "barraca" e un "ranxo de carboner". A questi si aggiungono forni, pozzi e altre strutture basse in pietra. Molti di questi elementi si mimetizzano così bene con il terreno calcareo che gli escursionisti di fretta ci passano accanto senza accorgersene. Se invece osservi la forma delle aree, i tracciati dei muri e gli accessi, ti accorgerai che si tratta di un paesaggio lavorativo ben organizzato.
Belvedere di Ses Puntes
Al Mirador de ses Puntes, la prospettiva passa dal bosco alla distesa. Il belvedere si trova sopra una suggestiva parete rocciosa e offre una vista su Can Costa, sulla frastagliata costa nord-occidentale e sul mare. A sud, le creste della Serra de Tramuntana si susseguono una dopo l’altra. Quando il cielo è limpido, il panorama si estende ben oltre i pendii circostanti.
Il nome fa riferimento alle suggestive guglie rocciose del belvedere. Dalla strada tra Valldemossa e Deià si riconoscono come una sagoma ben definita che svetta in alto sui pendii. Una volta in cima, il posto sembra meno una terrazza costruita e più una parte della montagna in una posizione spettacolare. Il vento e i bordi rocciosi esposti richiedono lì più attenzione rispetto al bosco riparato.
Mirador de Son Gual e altri punti panoramici
La mappa ufficiale indica, oltre al Mirador de ses Puntes, anche il Mirador de Son Gual, il Mirador de na Torta, il Mirador de ses Basses e il Mirador de ses Basses, ovvero la zona circostante di Ses Basses. Non tutti i percorsi toccano tutti questi punti. Quali punti panoramici sono raggiungibili dipende dal percorso autorizzato e dall’escursione che scegli.
I panorami cambiano radicalmente. In un punto domina la costa frastagliata, in un altro l’interno dell’isola si apre fino alla baia di Palma. È proprio questo alternarsi a spiegare perché questa zona non dovrebbe essere ridotta a un unico panorama dalla vetta. La Muntanya del Voltor è un’area panoramica con diversi livelli tra bosco, roccia e altopiano aperto.
Caseta del Rifugio
La piccola casetta in pietra del rifugio, conosciuta anche come Caseta de s’Arxiduc, ricorda l’epoca di Ludovico Salvatore. Si erge come un semplice riparo nel paesaggio montano e non è un locale turistico aperto al pubblico. Il suo fascino sta nella posizione e nella muratura grezza, non in un allestimento da museo.
Nelle descrizioni più dettagliate dei percorsi, il rifugio compare lungo il sentiero che porta al Coll de Son Gallard. Da lì puoi collegarti al Camí de s’Arxiduc. La Caseta segna quindi un punto di transizione: oltre l’area protetta boschiva inizia il paesaggio di alta montagna più aperto, dove lo storico sentiero in pietra si snoda lungo la cresta della Tramuntana.
Camí de s’Arxiduc
Il Camí de s’Arxiduc è il sentiero storico più famoso di tutta la zona. Il sentiero in pietra, realizzato con cura, segue il crinale tra Valldemossa e Deià e offre lunghi panorami sulla costa. In un lungo itinerario ad anello documentato, lo si raggiunge solo dopo il tratto che attraversa la Muntanya del Voltor; l’area protetta e il Camí de s’Arxiduc sono quindi collegati, ma non sono la stessa cosa.
Sopra il limite della vegetazione arborea, il paesaggio diventa più luminoso e aperto. Il sentiero si snoda attraverso un tipico paesaggio carsico caratterizzato da calcare chiaro, vegetazione bassa e creste esposte. Chi prosegue fino a qui non sta più semplicemente visitando la Muntanya del Voltor, ma sta affrontando una vera e propria escursione in montagna, che richiede un orientamento accurato e tempo a sufficienza.
La visita
Alla fine della Carrer de les Olivers, Valldemossa inizia a perdere gradualmente il suo carattere di paesino. Il percorso di accesso segue inizialmente un sentiero roccioso vicino al Torrent de Son Gual. Successivamente si raggiunge il cancello d’accesso all’area protetta, dove verrà controllato il permesso che hai ottenuto in precedenza. Senza un permesso confermato, non dovresti aspettarti di poter fare il giro che hai in mente all’improvviso.
Come arrivare e percorso da seguire
L'autorizzazione va richiesta prima della giornata di escursione tramite i canali ufficiali dell'area protetta. Dato che le condizioni di accesso possono cambiare, ti consiglio di controllare le informazioni aggiornate proprio prima di partire. La segnaletica, i divieti di accesso e le indicazioni sul posto hanno la precedenza rispetto ai vecchi file con i percorsi. L’area è composta da terreni privati e zone in fase di rigenerazione; prendere scorciatoie al di fuori dei sentieri consigliati va contro il piano di tutela.
Per il percorso vero e proprio della Muntanya del Voltor, c’è una variante documentata lunga circa 7,5 chilometri, che richiede circa 3 ore e 15 minuti ed è considerata di media difficoltà. Parte dal Pla del Pouet e segue un percorso ad anello. Le pause per camminare, l’osservazione della natura e le soste più lunghe ai punti panoramici possono allungare notevolmente la durata del percorso.
Un percorso ad anello più completo lungo il Camí de s’Arxiduc è descritto come lungo 14 chilometri, con una durata di circa 4 ore e 30 minuti e un dislivello di 695 metri. Questi dati si riferiscono a un percorso specifico e non rappresentano un itinerario standard da seguire a tutti i costi. Se vuoi includere il Puig Caragolí, altre catene montuose o cime aggiuntive, devi adattare il tuo programma di conseguenza.
In giro per l'area protetta
All’inizio, nel bosco, il percorso può sembrare tranquillo, ma poi sale costantemente. Il terreno roccioso, le radici e le pietre calcaree irregolari richiedono attenzione. Nei punti panoramici si aggiunge anche un terreno esposto. La fatica non deriva tanto dai passaggi tecnici di arrampicata quanto dalla salita continua e dalla lunghezza del percorso scelto.
Il numero limitato di visitatori distingue questa zona dai sentieri escursionistici liberamente accessibili nei dintorni di Valldemossa. Tuttavia, non c’è un momento documentato in modo affidabile in cui tutti i sentieri siano deserti. Piuttosto che cercare un presunto “momento segreto”, è più importante pianificare il percorso in base alla luce del giorno. Devi lasciare abbastanza tempo per il giro, in modo che il ritorno non avvenga di fretta.
Stagione e tempo
Per il grande giro dell’Erzherzogweg, la primavera e l’autunno sono considerati i periodi migliori per le escursioni. In questi periodi non c’è il caldo estivo e spesso è più facile affrontare le salite più lunghe. Dopo piogge abbondanti, a volte puoi sentire o vedere dei corsi d’acqua nel paesaggio montano; allo stesso tempo, le rocce e i tratti terrosi diventano più scivolosi.
Sulle alture scoperte il tempo può sembrare decisamente più inclemente rispetto a quaggiù a Valldemossa. Il bosco offre a tratti ombra e riparo, mentre il Camí de s’Arxiduc si snoda invece lungo crinali esposti. Vento, nuvole e visibilità limitata non solo cambiano il panorama, ma rendono anche più difficili l’orientamento e la sicurezza nel camminare.
Come arrivare e dove parcheggiare
I dati sul percorso si riferiscono a Valldemossa, non a un punto di accesso raggiungibile in auto all’interno dell’area protetta. L’ultimo tratto parte dal paese e va percorso a piedi. Raggiungere in auto il belvedere o la Caseta des Refugi non fa parte del programma della visita.
Dall'aeroporto di Palma
Dall’aeroporto di Palma, Valldemossa dista 25 chilometri in auto. Il viaggio dura circa 30 minuti e si percorre prima la Ma-20, poi la Ma-1110 verso la Serra de Tramuntana. Più ti avvicini a Valldemossa, più il paesaggio diventa tortuoso e montuoso. Dal parcheggio in paese, prosegui a piedi in direzione di Carrer de les Olivers e poi verso l’accesso controllato della Muntanya del Voltor.
Da Palma
Dal centro di Palma, il percorso segue la Ma-1110 fino a Valldemossa. Il tragitto, lungo 19 chilometri, dura circa 35 minuti. Anche questo tempo si riferisce solo all’arrivo in paese e non include né la ricerca di un parcheggio né il tragitto a piedi fino al punto di partenza. Soprattutto nei giorni di grande affluenza, è meglio prevedere un po’ di tempo in più per entrambe le cose.
Parcheggio e come proseguire
A Valldemossa ci sono parcheggi a pagamento; vicino al punto di partenza ci sono solo pochi posti disponibili lungo la strada. Quindi è meglio usare un parcheggio normale in paese piuttosto che sperare di trovare un posto libero proprio vicino al punto di partenza. Il percorso a piedi attraverso le strade in alto fa già parte del passaggio dal paese al paesaggio montano.
Anche se arrivi in autobus, dovrai comunque fare un pezzo a piedi fino al punto di partenza. Le fermate nella zona di Valldemossa e lungo la strada per l’Ermita de la Trinitat non sostituiscono né il permesso di accesso né la camminata per raggiungere l’area. Prima di tornare indietro, controlla di avere abbastanza tempo per raggiungere la fermata.
Le linee di autobus per Muntanya del Voltor in sintesi
| Linea | Percorso | Corse al giorno | Prima corsa | Ultima corsa |
|---|---|---|---|---|
| 203 | Valldemossa / Deià | 236 | 06:43 | 22:38 |
Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.
Come arrivare in autobus
Ermita de la Trinitat 2 (63011) · 1,1 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Ermita de la Trinitat 1 (63003) · 1,2 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Ca Madò Pilla 2 (63004) · 1,4 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Ca Madò Pilla 1 (63005) · 1,4 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Valldemossa 2 (63001) · 1,5 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Valldemossa 1 (63002) · 1,5 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Son Gallard 1 (18008) · 1,8 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Son Gallard 2 (18007) · 1,9 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.
Nei dintorni
Dopo la discesa, i vicoli acciottolati di Valldemossa sembrano quasi quelli di una città. I bar, le case in pietra naturale e la suggestiva certosa creano un netto contrasto con il bosco di lecci e il carsismo. Se hai tempo a sufficienza, puoi unire l’escursione alla visita del paese, senza dover ridurre entrambe a una frettolosa sosta per scattare qualche foto.
Valldemossa
Valldemossa è famosa soprattutto per la sua ex certosa e per aver ospitato Frédéric Chopin e George Sand. Il centro storico, i vicoli stretti e i dolci tradizionali rendono questo posto una meta interessante anche a prescindere dall’escursione in montagna. Inoltre, questa combinazione è molto comoda perché la Muntanya del Voltor è raggiungibile a piedi partendo dalla parte alta del paese.
Per visitare la Certosa o fare un giro per il centro, è meglio scegliere il momento prima o dopo un breve giro nella riserva naturale. Dopo un lungo percorso lungo il Camí de s’Arxiduc, di solito rimane meno tempo da dedicare agli interni e alla storia del luogo. L’ordine delle tappe dovrebbe quindi dipendere dalla lunghezza dell’escursione, dal tempo e dalla luce del giorno disponibile.
Deià e la costa nord-occidentale
Lo storico Sentiero dell’Arciduca collega il paesaggio montano di Valldemossa con la direzione di Deià. Una traversata del genere, però, è un’escursione a sé stante e non solo un prolungamento della visita all’area protetta. Richiede una pianificazione adeguata del percorso e una soluzione per il ritorno.
Se sei in macchina, puoi poi lasciare Valldemossa prendendo la strada costiera in direzione di Deià. Da questa parte si riconoscono in lontananza le suggestive formazioni rocciose del Mirador de ses Puntes. Il cambio di prospettiva ti fa capire bene a che altezza si trova il belvedere che hai visitato poco fa rispetto ai pendii boscosi.
Ermita de la Trinitat e Son Moragues
Più in là nel paesaggio si trovano l’Ermita de la Trinitat e la tenuta pubblica di Son Moragues. Entrambe fanno parte dell’area escursionistica intorno a Valldemossa, ma non è detto che debbano essere incluse automaticamente nello stesso percorso. La mappa ufficiale della Muntanya del Voltor mostra quanto siano vicini tra loro i terreni privati, i terreni pubblici, il sentiero GR-221 e i sentieri storici.
Proprio per questo è più importante avere una mappa aggiornata piuttosto che dare per scontato che ogni sentiero visibile sia liberamente percorribile. Se dopo la Muntanya del Voltor hai in programma altre mete, ti consiglio di controllare separatamente le regole di accesso e di rispettare i confini delle aree protette.
Il posto giusto per farlo
Valldemossa nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
La Muntanya del Voltor non è un belvedere che puoi raggiungere con le scarpe da città partendo dal parcheggio. Anche il percorso più breve si snoda su sentieri rocciosi e irregolari e richiede diverse ore di cammino. È consigliabile indossare scarpe da trekking o da corsa con suola aderente; per le discese su terreno sassoso, i bastoncini da trekking possono alleggerire lo sforzo.
Acqua, sole e vento
Per un’escursione guidata lungo l’Erzherzogweg si consigliano da 1,5 a 2 litri d’acqua a persona, provviste, un copricapo e protezione solare. Queste cifre rendono bene l’idea del tipo di escursione. Nel bosco di lecci una parte del percorso è all’ombra, ma nei punti panoramici e sull’alta via manca la protezione degli alberi.
Il vento non va sottovalutato. Il Mirador de ses Puntes e i crinali esposti del Camí de s’Arxiduc sono più esposti alle intemperie rispetto a Valldemossa. Inoltre, quando la visibilità è scarsa, il sentiero in quota perde parte dei suoi punti di riferimento.
Escursioni con i bambini
Un percorso per famiglie documentato che attraversa la zona è descritto come un’escursione di media difficoltà, lunga circa 7,5 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa 3 ore e 15 minuti. Non è un percorso adatto ai passeggini né un breve giro nella natura. I bambini dovrebbero essere abituati a salite più lunghe, terreno roccioso e escursioni di diverse ore.
I punti panoramici isolati richiedono particolare attenzione. Lì, gli ampi panorami non sostituiscono una sorveglianza costante. La fattibilità del percorso dipende meno dall’età che dalla forma fisica, dal passo sicuro e dall’esperienza in montagna. La possibilità di tornare indietro dovrebbe far parte della pianificazione fin dall’inizio.
Orientamento e comportamento
I tracciati GPS più vecchi potrebbero includere percorsi che al momento sono chiusi o hanno un tracciato diverso. Ciò che conta davvero sono l’autorizzazione all’accesso confermata, il percorso indicato e la segnaletica sul posto. Le deviazioni verso grotte, punti panoramici o tenute vicine vanno prese solo se sono espressamente autorizzate.
I siti dei carbonai, i forni e i muri restaurati sono testimonianze storiche, non mobili da riposo né strutture su cui arrampicarsi. Anche le piantine e le aree di rigenerazione recintate hanno bisogno di spazio. Chi rimane sui sentieri, si porta via i rifiuti e rispetta la tranquillità del bosco, contribuisce direttamente a far sì che l’accesso pubblico controllato e la cura privata del paesaggio possano coesistere.
Cosa non c'è da aspettarsi
Sul posto non troverai né un museo classico né un parco naturale completamente attrezzato. Le attrazioni si distribuiscono lungo un percorso escursionistico in montagna e molte tracce storiche si rivelano solo se le osservi con attenzione. La Caseta des Refugi è un semplice rifugio di montagna, i siti dei carbonai sono monumenti archeologici e i punti panoramici si trovano in un territorio naturale, in parte esposto.
È proprio questa sobrietà a definire il carattere della Muntanya del Voltor. La visita non è una serie di tappe da spuntare in fretta. Segue il lento passaggio dal paese al bosco, dal lavoro forestale alla tutela della natura e dai pendii ombreggiati agli scorci aperti sulla costa.
Consigli da chi vive qui
Fai attenzione alle superfici arrotondate
I luoghi dove si produceva il carbone spesso sembrano semplici radure. Ciò che salta all’occhio è il loro terreno livellato, quasi circolare, e i resti di muri nelle vicinanze. Qui il legno veniva carbonizzato; per molto tempo il bosco è stato un luogo di lavoro.
Non saltare Ses Puntes
Il Mirador de ses Puntes non offre solo una vista sulla costa nord-occidentale. A seconda della visibilità, il panorama si estende anche sulle creste scaglionate della Tramuntana e verso l’interno dell’isola. Ai margini bisogna stare attenti perché il terreno è scosceso.
Delimitare chiaramente l'area protetta
La Muntanya del Voltor e il Camí de s’Arxiduc non sono la stessa cosa. Il percorso che attraversa l’area protetta può condurti al sentiero storico in quota. Se prosegui da lì, la tua escursione si trasforma in un giro in montagna decisamente più lungo e più esposto.
Non limitarti ad attraversare il bosco
Nel bosco di lecci, le giovani piantagioni, le aree di vegetazione protette e il sottobosco in fase di rigenerazione testimoniano il vero lavoro di tutela ambientale. Il bosco è quindi molto più di un semplice sentiero ombreggiato che porta ai punti panoramici.
Dai un'occhiata a Valldemossa
Dopo il giro più breve, la gita in montagna si può abbinare bene alle stradine di Valldemossa e alla Certosa. Se invece fai un giro più ampio passando per l’Erzherzogweg, non programmare la visita del paese troppo poco prima di tornare indietro.