Raixa – Tenuta e giardini ai piedi della Tramuntana

Raixa ti mostra Maiorca da una prospettiva a metà strada tra una tenuta signorile, l’agricoltura e l’arte dei giardini. La tenuta storica vicino a Palmanyola si trova ai piedi della Serra de Tramuntana: dietro la casa il pendio sale in terrazze ben curate, mentre davanti il paesaggio si apre verso Palma e il mare. Già questo passaggio dalla montagna alla pianura caratterizza l’intera visita.
Non è solo un singolo edificio a meritare una visita. Il cortile centrale, gli antichi locali di servizio, la cappella, la galleria in stile italiano e i giardini raccontano insieme come una possessió maiorchina si sia trasformata nel corso dei secoli. Particolarmente suggestivi sono la monumentale scalinata, la grande vasca d’acqua e la vista dai giardini superiori.
Raixa è perfetta per chi ama l’architettura e l’arte dei giardini, ma anche per tutti quelli che vogliono capire come le persone abbiano plasmato il paesaggio della Tramuntana attraverso l’agricoltura e la gestione delle risorse idriche. Dal 2021, la tenuta funge anche da centro visitatori del patrimonio mondiale dell’UNESCO della Serra de Tramuntana. Questo la rende molto più di una bella tenuta di campagna: la casa, la mostra e il paesaggio culturale si completano a vicenda.
Il fascino sta proprio nell’alternanza degli spazi. Al cortile in pietra si susseguono zone giorno di rappresentanza, ai giardini disposti in modo geometrico si alternano boschetti ombreggiati e lunghi assi visivi. Per goderti Raixa non serve nessuna conoscenza particolare. Se osservi con calma, scoprirai la storia della tenuta nelle murature, nei sistemi idrici e nel modo in cui sentieri e scale si snodano lungo il pendio.
Storia e significato
Un segno di incendio su una finestra gotica ci porta dritto nel cuore di un episodio turbolento della storia dell’isola. Nel 1522, i seguaci delle Germanías attaccarono la tenuta e appiccarono il fuoco a parti dell’edificio, perché l’allora proprietario, Pere-Joan Safortesa i Descatlar, era dalla parte della Corona. Le tracce di quell’incendio sono riemerse durante il recente restauro nella sala principale. La storia di Raixa, quindi, non è tramandata solo nei documenti, ma in alcuni punti è visibile direttamente sull’edificio stesso.
Da tenuta islamica a “possessió”
Le origini risalgono al periodo islamico di Maiorca. All’epoca qui c’era un’alquería, una tenuta agricola; secondo quanto riferisce l’attuale gestore, della tenuta islamica è rimasto soprattutto il nome. Dopo la conquista di Maiorca da parte del re Giacomo I nel 1229, i terreni passarono al conte di Ampurias. Nel Medioevo, Raixa passò di mano in mano tra le famiglie Sureda de Sant Martí e Safortesa-Tagamanent.
All’inizio del XVI secolo la tenuta fu ristrutturata. Di quel periodo si sono conservate le volte a crociera gotiche e gli archi d’ingresso del cortile interno in pietra. In quel periodo Raixa si trasformò in una tenuta feudale, pur rimanendo al contempo un’azienda agricola attiva. Per il XVII secolo sono documentati un frantoio e un mulino per il grano, due distillerie e un mulino a vento. Nei campi si coltivavano, tra l’altro, olive, carrube, cereali, legumi, uva e zafferano; inoltre si allevavano pecore e si utilizzavano cavalli e muli.
La famiglia Despuig
Il 18 giugno 1660 Ramon Despuig i Rocabertí, primo conte di Montenegro, acquistò la tenuta. La famiglia Despuig ha lasciato un’impronta su Raixa più duratura e marcata rispetto a tutti i precedenti proprietari. Nel XVIII secolo gli edifici furono ampliati e modificati in stile barocco. Già nel 1740 si ha traccia di giardini di piacere chiamati «les Llimoneres», «la Gruta» e «Hort Nou».
La figura chiave fu Antoni Despuig i Dameto. Questo sacerdote, nato a Palma nel 1745, arrivò fino a diventare cardinale e, durante i suoi viaggi in Italia, scoprì l’architettura neoclassica, l’arte antica e i giardini italiani. Insieme a suo fratello Joan, fece ristrutturare radicalmente Raixa. La tenuta agricola maiorchina, che si era sviluppata nel corso del tempo, si trasformò in una residenza di prestigio, senza però che le parti più antiche dell’edificio scomparissero del tutto.
Despuig collezionava sculture antiche in Italia e portava opere d’arte a Maiorca. Gran parte di questa collezione è stata venduta dopo la sua morte; alcuni pezzi si trovano oggi al Castell de Bellver. A Raixa è rimasta soprattutto l’idea spaziale: architettura, scale, terrazze, acqua e panorami dovevano fondersi in un quadro paesaggistico ben orchestrato.
Da proprietà privata a bene culturale pubblico
Il cancello d’ingresso del 1898 reca lo stemma di Ramon Despuig i Fortunys. Nel 1910 lui vendette Raixa all’uomo d’affari Antoni Jaume. Nel corso del XX secolo l’attività agricola ha perso importanza, mentre le coltivazioni sono andate in rovina e i danni causati dalle intemperie non sono stati riparati ovunque.
Dopo essere stata dichiarata sito protetto, nel 2002 il Consiglio dell’isola di Maiorca ha acquistato la tenuta di 52 ettari. È seguito un restauro durato più di dieci anni, prima che Raixa tornasse ad essere accessibile al pubblico. Dal 2021 la tenuta ospita il Centre Serra de Tramuntana. Questa nuova funzione si adatta perfettamente a questo luogo storico: Raixa mette in luce come la Tramuntana non sia solo uno scenario naturale, ma un paesaggio culturale plasmato nel corso del tempo dall’agricoltura, dai sentieri, dagli insediamenti e dall’uso dell’acqua.
Cosa c'è da vedere
La prima impressione è volutamente di grande effetto. Il cancello d’ingresso conduce a una tenuta le cui parti non risalgono tutte alla stessa epoca. Dietro la facciata ordinata si nasconde un complesso che si è sviluppato nel tempo: elementi architettonici medievali e del primo periodo moderno, modifiche barocche e lo stile neoclassico italiano della famiglia Despuig si affiancano l’uno all’altro.
Il cortile interno e i locali di servizio
Il cuore della casa è la clastra, il tradizionale cortile in pietra di una possessió maiorchina. In un angolo c’è una fontana. Le stanze circostanti dimostrano che Raixa non è mai stata concepita solo come un elegante rifugio. Qui c’erano il frantoio, il magazzino dell’olio, le scuderie, gli alloggi dei lavoratori, gli uffici dell’amministrazione della tenuta e le zone abitative dei proprietari.
È proprio questo cortile che ti aiuta a capire meglio l’edificio. Gli animali da soma, il raccolto e la produzione di olio facevano parte dello stesso complesso insieme alla cappella, alle sale di ricevimento e alla galleria. Gli archi all’ingresso del cortile risalgono alla fase di ristrutturazione all’inizio del XVI secolo. Se osservi attentamente la muratura e le diverse aperture, ti accorgerai che l’aspetto attuale di Raixa non è il risultato di un progetto unico.
La cappella e la sala principale
Tra gli elementi architettonici più antichi che si sono conservati c'è la volta a crociera gotica della cappella. È in netto contrasto con le parti più recenti della villa, progettate più per offrire una bella vista e per fare bella figura. Nella sala principale, su una finestra gotica, è stata scoperta quella traccia di incendio che viene associata all’attacco del 1522.
Questi dettagli sono facili da trascurare, perché a prima vista sono i giardini ad attirare maggiormente l'attenzione. Per la contestualizzazione storica, però, sono fondamentali. Dimostrano che, sotto l'aspetto neoclassico della tenuta, continua a vivere un nucleo architettonico molto più antico.
La galleria sud
Il porticato rivolto a sud è la facciata più elegante della casa. Le sue aperture incorniciano il paesaggio quasi come se fossero singoli quadri. Ai tuoi piedi ci sono piastrelle idrauliche decorative; davanti alle colonne si estendono la terrazza e il giardino, mentre alle loro spalle il terreno si apre sulla valle in direzione di Palma e della baia.
È qui che l’impronta italiana risulta particolarmente evidente. La galleria non separa nettamente l’interno dall’esterno, ma fa da tramite tra l’abitazione, il giardino e la vista in lontananza. A seconda della posizione, colonne, balaustre e vegetazione creano assi visivi sempre diversi. Questo posto è quindi perfetto per avere una panoramica dell’intero complesso prima di imboccare il sentiero che porta ai giardini più in alto.
I giardini inferiori
Intorno alla casa ci sono diverse aree del giardino di cui si conosce il nome. Tra questi ci sono l’orto, il giardino degli aranci «dels Tarongers», il giardino «de la Galeria» con la sua fontana centrale e il giardino d’ingresso con un piccolo laghetto. Questi spazi ci ricordano che, in una tenuta di campagna, le piante ornamentali e quelle da frutto convivevano a stretto contatto.
Le parti più basse sembrano più ordinate e più legate alla casa rispetto alle zone più in alto. Sentieri, fontane e aiuole creano linee ben definite. Dal porticato diventano parte integrante del quadro architettonico; quando invece cammini tra le aiuole, spiccano invece i corsi d’acqua, le piantagioni e il dislivello del terreno.
L'Escala d’Apol·lo
La monumentale scalinata, spesso chiamata Escala d’Apol·lo, è l’elemento più famoso di Raixa. I suoi 69 gradini salgono verso l’alto con un movimento lineare e solenne attraverso le terrazze. Le balaustre in pietra, le sculture e la vegetazione a più livelli ne esaltano l’effetto. La scalinata non è solo un collegamento tra due livelli, ma è la spina dorsale del giardino superiore.
Man mano che sali, la vista cambia ad ogni terrazza. All’inizio è la casa a dominare il panorama, poi si fanno strada la pianura e la vista in lontananza. Dall’alto si nota particolarmente bene come il complesso sfrutti al meglio il pendio: i giardini non si trovano accanto all’edificio, ma salgono alle sue spalle, rendendo la topografia naturale parte integrante della scenografia.
Il grande bacino d'acqua
Dietro la casa si trova il lungo bacino d’acqua, uno degli elementi tecnici più suggestivi della tenuta. Non è stato realizzato solo come specchio decorativo. L’acqua era fondamentale per l’agricoltura, i frutteti e la ricca vegetazione delle terrazze. L’afflusso d’acqua disponibile non era sufficiente per i progetti del giardino, motivo per cui lo stoccaggio e la distribuzione hanno avuto un ruolo fondamentale.
La tranquilla distesa d'acqua crea un forte contrasto con le scale ripide e la pietra secca. Allo stesso tempo, la vasca spiega chiaramente quanto siano strettamente legate l'arte del giardino e la gestione delle risorse idriche a Maiorca. Senza serbatoi, condutture e un'irrigazione mirata, questo imponente complesso non sarebbe stato possibile in questa forma.
Gazebo, grotte e punti panoramici
Nei giardini superiori si trovano un piccolo eremo, un padiglione in stile storicista, una grotta, delle colonne e altri elementi decorativi. Il loro scopo era quello di creare, durante la passeggiata, scenari sempre diversi e luoghi dove fermarsi. Alcune costruzioni si rivelano solo avvicinandosi, tra gli alberi e i muri delle terrazze; altre fungono da punto di arrivo di un lungo asse visivo.
Dai punti più alti, lo sguardo spazia sul paesaggio verso Palma, sulla baia e sul Mediterraneo. Dietro la tenuta si ergono le propaggini della Serra de Tramuntana. Questa vista in entrambe le direzioni – verso la montagna e verso la pianura – spiega la posizione speciale di Raixa meglio di qualsiasi mappa.
Il Centro Serra de Tramuntana
La mostra nella villa è dedicata al paesaggio naturale e culturale della Serra de Tramuntana. Parla della flora e della fauna, della storia dei paesi di montagna, degli stili di vita tradizionali e del lavoro delle persone che hanno plasmato questo paesaggio. Raixa stessa ne è un esempio concreto: frantoio, orti, cisterne e terrazzamenti si possono poi osservare direttamente sul posto.
C’è un’area dedicata, l’Espai Collidores, che ricorda le donne che, durante i mesi freddi, con un lavoro fisicamente faticoso hanno contribuito a preservare il paesaggio culturale. In questo modo, la mostra non si concentra solo su conti, cardinali e architettura, ma anche su quelle persone il cui lavoro, spesso poco visibile, era fondamentale per il funzionamento delle tenute e la gestione della Tramuntana.
La visita
La cosa migliore è iniziare il giro dalla villa padronale. Il cortile interno e gli ex locali di servizio ti danno un’idea della struttura storica di base, mentre il Centro Serra de Tramuntana ti spiega il contesto più ampio. Dopodiché, il frantoio, i giardini e i sistemi idrici ti risulteranno molto più chiari. Per gli spazi esterni, ti consiglio di seguire un percorso dal basso verso l’alto: giardino d’ingresso, galleria, aranceto, scalinata e terrazze superiori.
Tempo necessario e percorso
Raixa è troppo ricca di sfaccettature per una semplice sosta fotografica. La casa, la mostra e i giardini inferiori si possono visitare uno dopo l’altro, ma le terrazze superiori e i punti panoramici richiedono più tempo e qualche gradino in più. Se leggi attentamente i pannelli della mostra, fai il giro della vasca d’acqua e segui le linee visive nel giardino, puoi riempire mezza giornata di visita.
Un’audioguida gratuita ti accompagna attraverso le sale espositive e il giardino. È particolarmente utile perché il significato di alcune stanze dall’aspetto modesto si capisce solo conoscendone l’uso originario. Senza spiegazioni, un frantoio può sembrare subito solo un semplice interno storico; ma una volta che sai come funzionavano la lavorazione, lo stoccaggio e l’irrigazione, la tenuta diventa comprensibile come un’azienda in piena attività.
Ora del giorno e affluenza dei visitatori
Raixa è aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 14, l’ingresso è gratuito. Dato che a volte il numero di visitatori può essere limitato, arrivare all’inizio dell’orario di apertura è la scelta più sicura per chi vuole visitare la casa e il giardino senza fretta. Soprattutto per questa mostra, non vorrai certo ritrovarti con solo un breve assaggio alla fine.
La luce cambia decisamente l’atmosfera del giardino. Nelle prime ore del giorno, colonne, balaustre e alberi proiettano ombre nette, mentre la salita attraverso le terrazze è di solito più piacevole che sotto il sole cocente di mezzogiorno. Se vuoi soprattutto scattare foto, ti consiglio di andare prima alla galleria sud e poi lungo l’asse superiore del giardino, prima che i sentieri più stretti si riempiano di visitatori.
Una visita con interessi diversi
Se ti piace l’architettura, ti consiglio di dedicare un po’ più di tempo al cortile interno, alla cappella e alla galleria. Se invece sei un appassionato di giardini, le impressioni più suggestive le troverai all’Escala d’Apol·lo, presso la vasca d’acqua e nei passaggi tra le singole terrazze. Per chi è appassionato di storia e cultura, il connubio tra la mostra e i locali di servizio storici è particolarmente interessante.
Raixa non è il classico museo-castello con sale di rappresentanza piene zeppe di mobili. La sua vera essenza nasce dall’interazione tra la casa, il lavoro, l’acqua e il paesaggio. Chi cerca solo sale dall’arredamento sfarzoso si perde l’essenza del posto; chi invece osserva insieme gli spazi interni ed esterni, ottiene invece un’immagine vivida di una tenuta maiorchina.
Come arrivare e dove parcheggiare
Raixa si trova vicino a Palmanyola, sulla MA-11, la strada principale che collega Palma a Sóller. L'accesso alla tenuta si dirama da questa strada; l'ultimo tratto porta dalla strada principale all'ingresso attraverso una strada di accesso rurale. I cartelli indicatori per la tenuta sono quindi più importanti di un navigatore che imposta come destinazione solo Palmanyola.
Dall'aeroporto di Palma
Dall'aeroporto di Palma a Palmanyola ci sono 20 chilometri su strada. Il viaggio dura circa 25 minuti e si percorre la Ma-20 fino alla Ma-11. Queste indicazioni valgono espressamente fino a Palmanyola, non fino alle porte della tenuta. Da lì segui la Ma-11 e la deviazione segnalata per Raixa; per raggiungere la tenuta dovresti prevedere un po’ di tempo in più.
Dal centro di Palma
Dal centro di Palma a Palmanyola la distanza è di 15 chilometri su strada. Il viaggio dura circa 30 minuti sulla Ma-11. Anche questo tempo di percorrenza termina, in linea d’aria, a Palmanyola. La tenuta si trova fuori dall’area edificata, quindi bisogna poi percorrere l’ultimo tratto lungo la strada in direzione di Bunyola e imboccare il vialetto d’accesso alla proprietà.
Parcheggio e accesso
All’ingresso di Raixa c’è un parcheggio pubblico. L'ultimo tratto della strada di accesso può sembrare più rurale e accidentato rispetto alla Ma-11, che è ben asfaltata. Soprattutto dopo periodi di tempo asciutto, c'è da aspettarsi un po' di polvere; è meglio andare piano su quel tratto più stretto. Dal parcheggio, il sentiero porta al cancello d'ingresso storico e poi alla casa.
La posizione sulla Ma-11 rende Raixa una tappa ovvia durante un viaggio tra Palma, Bunyola e Sóller. Tuttavia, non dovresti pianificare la visita come una breve sosta lungo la strada: già il percorso attraverso la casa e i giardini inferiori richiede un po’ di calma, e per raggiungere le terrazze superiori ci sono anche scale e salite.
In autobus e a piedi
Le fermate dell'autobus più vicine si chiamano Raixa 1 e Raixa 2. Da lì puoi raggiungere la tenuta tramite la strada di accesso. Altre fermate si trovano a Sa Font Seca. Prima di partire, controlla da quale lato della strada passare per la direzione che ti interessa e se gli orari dei mezzi coincidono con gli orari di apertura della tenuta.
Un’alternativa panoramica parte da Bunyola. Dalla stazione locale, un facile percorso escursionistico di 3,5 chilometri conduce alla tenuta; per l’andata ci vuole circa un’ora. Il percorso si snoda, tra l’altro, attraverso terreni agricoli con mandorli e va rifatto al ritorno. È quindi più adatto come escursione a sé stante che come aggiunta improvvisata.
Le linee di autobus per Raixa in sintesi
| Linea | Percorso | Corse al giorno | Prima corsa | Ultima corsa |
|---|---|---|---|---|
| 205 | Bunyola - Palma | 201 | 06:35 | 22:36 |
| 204 | Port de Sóller - Palma | 152 | 00:17 | 23:47 |
| 303 | Bunyola - H. Joan March - Palma | 121 | 06:58 | 21:50 |
Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.
Come arrivare in autobus
Raixa 1 (10046) · 0,8 km In linea d'aria
- 204Port de Sóller - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Raixa 2 (10026) · 0,8 km In linea d'aria
- 204Port de Sóller - Palma · Tutti i giorni
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Sa Font Seca 2 (10008) · 1,3 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
Sa Font Seca 1 (10007) · 1,4 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
Urb. sa Coma 2 (10050) · 1,4 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Urb. sa Coma 1 (10049) · 1,4 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Hospital Joan March (10012) · 1,4 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Pla de sa Coma (10044) · 1,7 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Clavells 1 (10020) · 1,9 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
Clavells 2 (10019) · 1,9 km In linea d'aria
- 205Bunyola - Palma · Tutti i giorni
Can Penasso 1 (10029) · 2,0 km In linea d'aria
- 204Port de Sóller - Palma · Tutti i giorni
- 303Bunyola - H. Joan March - Palma · Tutti i giorni
Can Penasso 2 (10015) · 2,1 km In linea d'aria
- 204Port de Sóller - Palma · Tutti i giorni
Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.
Nei dintorni
Palmanyola si trova tra la pianura di Palma e le prime alture della Serra de Tramuntana. Il paese in sé è soprattutto un comodo punto di partenza; Raixa si trova fuori dalle zone abitate, lungo la strada che porta a Bunyola. Già dopo un breve tratto in auto si nota il passaggio paesaggistico che caratterizza la tenuta: da un lato terreni coltivati più pianeggianti, dall’altro versanti montuosi boscosi.
Palmanyola e Bunyola
Per una pausa o una sosta, Bunyola è la scelta giusta. Questo paese storico si trova più vicino alle montagne e ha un centro storico ben conservato con una piazza centrale. L’antica agricoltura di Raixa, l’uso dell’acqua e la mostra sulla Tramuntana trovano lì un riferimento geografico: Bunyola era ed è ancora oggi un punto di accesso ai pendii e alle valli coltivate della montagna.
Il viaggio passando per Bunyola si può abbinare anche alla storica linea ferroviaria tra Palma e Sóller. Se scendi alla stazione e vai a piedi fino a Raixa, trasformi la visita in una gita più lunga tra i paesaggi. In questo caso, devi tenere conto sia del ritorno dalla finca a Bunyola sia degli orari di apertura della tenuta.
Altri giardini e la Tramuntana
Vicino alla Ma-11 ci sono anche i Jardins d’Alfàbia. Puoi visitare entrambi in un’unica giornata, ma non confonderli: Raixa è una tenuta pubblica con un centro visitatori dell’UNESCO, una fattoria storica e ampi giardini a terrazze; Alfàbia è invece un complesso autonomo di giardini e edifici con una storia tutta sua.
Se poi prosegui verso Sóller, segui una delle classiche strade che portano nella Serra de Tramuntana. Dopo aver visitato il Centre Serra de Tramuntana, i muri a secco, i terrazzamenti, gli uliveti e gli insediamenti lungo il percorso non ti sembreranno più solo uno scenario pittoresco. Li vedrai come parti di quel paesaggio culturale a cui è dedicata la mostra.
Anche Palma merita una visita. Lì, al Castell de Bellver, si trovano alcune sculture provenienti dall’ex collezione di antichità del cardinale Despuig. Questo collegamento è interessante dal punto di vista storico-culturale, perché dimostra che gli arredi originari di Raixa sono oggi sparsi in diversi luoghi. La tenuta stessa conserva soprattutto la struttura architettonica e l’idea di giardino del collezionista.
Il posto giusto per farlo
Palmanyola nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
L'elegante scalinata a vista caratterizza quasi ogni foto di Raixa, ma è anche un suggerimento pratico: un giro completo ti porta su sentieri in pietra, terrazze e numerosi gradini. Per questo è meglio indossare scarpe comode con una buona tenuta piuttosto che sandali lisci. Se non vuoi salire fino al giardino superiore, puoi comunque ammirare gran parte del complesso già dalla casa, dalla galleria sud e dai giardini inferiori.
Sole, ombra e acqua
Le aree del giardino alternano terrazze aperte a zone ricoperte di vegetazione. Sul lato sud e intorno alla grande vasca d’acqua il sole può essere forte, mentre il porticato, la casa e alcuni boschetti offrono ombra. Per questo, soprattutto nelle giornate calde, è bene avere con te una protezione solare e dell’acqua potabile.
Il grande bacino è un serbatoio d'acqua storico e non un luogo dove fare il bagno. La sua importanza sta nell'irrigazione dei giardini e nel suo ruolo di tranquillo specchio d'acqua all'interno del complesso. Anche le fontane e i piccoli laghetti fanno parte del progetto storico, non sono strutture pensate per rinfrescare i visitatori.
Con i bambini
Per i bambini, Raixa è particolarmente interessante se la visita viene organizzata come un percorso alla scoperta di un’antica tenuta. Il cortile con la fontana, le scuderie, il frantoio, le vasche d’acqua, le scale e i padiglioni del giardino sono molto più suggestivi di una semplice successione di sale espositive. Tuttavia, nei punti in cui c’è acqua a cielo aperto e sulle lunghe scalinate in pietra è importante che i bambini siano accompagnati da un adulto attento.
La mostra sulla Tramuntana offre anche un approccio attraverso la fauna, la flora e gli stili di vita del passato. Per le famiglie, ti consiglio di alternare gli spazi interni al giardino, invece di visitare prima tutta la mostra e poi tutte le aree esterne. In questo modo il percorso rimane vario, senza tralasciare il giardino superiore.
Pasti e aspettative
Nella tenuta non è consigliabile contare su un punto di ristoro. Per una visita più lunga è meglio portare con te dell’acqua e un po’ di provviste; per mangiare qualcosa, poi, puoi andare a Bunyola. Ricorda di mantenere puliti i giardini storici e i giochi d’acqua e di non dare da mangiare agli animali nelle vasche.
Raixa non è né un parco divertimenti né un palazzo nobiliare completamente arredato. Quello che puoi vedere è un bene culturale restaurato, il cui punto di forza sta nelle fasi costruttive conservate, nei locali agricoli funzionali, nella mostra e nella sistemazione paesaggistica. Sono proprio i dettagli più discreti – un arco gotico, la fontana nel cortile, le piastrelle della galleria o il corso d’acqua sul pendio – a rendere la visita davvero ricca di spunti.
Consigli da chi vive sul posto
Prima nel cortile interno
Parti dalla Clastra e vai alla ricerca delle fontane, del frantoio, delle stalle e degli archi più antichi. Chi capisce come è organizzata la Possessió qui, poi capirà più facilmente come l’agricoltura e l’arte dei giardini di rappresentanza andassero di pari passo.
Le colonne come cornici per quadri
Dalla galleria sud, le colonne incorniciano il giardino e il paesaggio come se fossero singoli quadri. Prima goditi la vista verso l’esterno, poi guarda per terra: le piastrelle decorative idrauliche passano facilmente inosservate accanto al panorama.
Sguardi incrociati sulle scale
Non limitarti a fotografare l’Escala d’Apol·lo dal basso. Girati sui pianerottoli superiori: man mano che sali, la casa, le terrazze e la pianura verso Palma si fondono in un unico panorama.
L'acqua come filo conduttore
Le fontane, i piccoli laghetti e il grande bacino non sono solo decorazioni. Se li segui attraverso il parco, capirai che Raixa è il risultato di un ingegnoso sistema di accumulo dell’acqua e di irrigazione: la base dei giardini.
Gita con partenza da Bunyola
Se vuoi non solo visitare Raixa, ma anche goderti il paesaggio, puoi arrivarci a piedi dalla stazione di Bunyola. Il percorso, di facile percorrenza, è lungo 3,5 chilometri e richiede circa un’ora; tieni presente che devi mettere in conto anche il ritorno, che è della stessa lunghezza.