Robert Graves: La casa dello scrittore a Deià

Ai margini di Deià c’è una casa che sembra più ben conservata che messa in scena. Robert Graves ha vissuto e lavorato qui per decenni; oggi il museo ti porta a scoprire le sue stanze private, il suo ambiente di lavoro e un giardino la cui progettazione risale all’epoca dei primi abitanti. Con il suo vero nome, Ca n’Alluny, questa tenuta è uno dei luoghi culturali più intimi del nord-ovest di Maiorca.
Il fascino non sta nell’architettura monumentale, ma nasce dalla vicinanza alla vita di uno scrittore: sulle scrivanie ci sono ancora gli strumenti di lavoro e gli oggetti personali, libri e manoscritti testimoniano un’opera insolitamente vasta, e fuori, ulivi, agrumi e l’orto confinano direttamente con la casa. Molte cose sembrano indicare che qualcuno abbia interrotto il lavoro solo per fare un giro in giardino.
Anche senza conoscere a fondo i suoi libri, vale la pena visitarla. La Casa spiega come il poeta di guerra e romanziere britannico sia diventato un maiorchino d’adozione, che non vedeva Deià solo come uno scenario. Chi conosce *Io, Claudio, imperatore e dio* o *Claudio il Dio*, scoprirà il contesto in cui sono nati questi testi importanti; chi invece scopre Graves solo qui, avrà un’introduzione chiara alla sua biografia e alla sua opera.
Ma soprattutto, Ca n’Alluny è l’alternativa al grande museo pieno zeppo di oggetti. La casa e il giardino invitano a prestare attenzione alle piccole cose. Proprio chi ama la letteratura, gli appassionati di giardinaggio e i visitatori che vogliono capire la storia artistica di Deià troveranno qui molto più di una semplice collezione di cimeli: un luogo di vita e di lavoro rimasto intatto.
Storia e significato
L'arrivo a Deià
Il viaggio verso Deià è iniziato con un consiglio che era anche un avvertimento. Si dice che Gertrude Stein abbia descritto Maiorca come un paradiso a Robert Graves e alla poetessa americana Laura Riding – a patto che si riuscisse a sopportarla. Graves e Riding arrivarono sull’isola nel 1929 e scelsero Deià, che all’epoca era ancora un posto sperduto. Alle spalle di Graves c’erano la Prima guerra mondiale, le cui conseguenze psicologiche lo accompagnarono a lungo, un ambiente accademico a Oxford che trovava opprimente e una situazione personale e finanziaria sempre più instabile.
La scelta del luogo era quindi molto più di un semplice cambio di scenario mediterraneo. Graves cercava di prendere le distanze dalla Gran Bretagna e dalla società con cui aveva fatto i conti nella sua autobiografia *Good-Bye to All That *. Deià gli offriva paesaggi e un rifugio, senza però isolarlo completamente dal mondo. In *Majorca Observed* scrisse poi delle persone, delle usanze e dei paesaggi dell’isola. Il paese divenne così per lui non solo un luogo in cui vivere, ma anche il soggetto e lo spazio di risonanza della sua scrittura.
Ca n’Alluny
Nel 1932 Graves e Riding fecero costruire la casa ai margini del paese. Il nome Ca n’Alluny può essere interpretato come “casa in lontananza” e si adatta bene alla sua posizione, un po’ fuori dal centro del paese. Tra gli ulivi secolari non è sorta una dimora di rappresentanza, ma una casa dove vivere e lavorare, le cui dimensioni rimangono ancora oggi contenute. Qui Graves, insieme a Riding, gestiva anche una propria tipografia. Con il nome Seizin Press sono stati pubblicati libri e poesie; in questa prima fase produttiva a Maiorca sono nate inoltre opere che hanno consolidato la sua fama internazionale, tra cui i romanzi di Claudius e Count Belisarius.
La casa, però, non era certo un rifugio isolato per scrittori. Amici del mondo della letteratura e dell’arte venivano a Ca n’Alluny e alcuni restavano anche per un bel po’. In questo posto si può quindi ripercorrere un pezzo di quel percorso che in seguito ha portato Deià a diventare famosa come colonia artistica internazionale. Graves non era l’unico abitante creativo del paese, ma per decenni è stato una delle figure più influenti.
Addio, ritorno e museo
Con l’inizio della guerra civile spagnola, Graves e Riding dovettero lasciare Maiorca nel 1936. Seguirono la Seconda Guerra Mondiale e un’interruzione che durò complessivamente dieci anni. Solo nel 1946 Graves tornò, questa volta con Beryl e la sua famiglia. Ca n’Alluny tornò ad essere il centro stabile della sua vita. Lo scrittore rimase a Deià fino alla sua morte, avvenuta nel 1985; la sua semplice tomba si trova nel piccolo cimitero del paese.
Dopo la morte di Beryl nel 2003, la tenuta è passata sotto la tutela pubblica e istituzionale. La casa e il giardino sono stati restaurati con cura e adattati per accogliere i visitatori. Per il giardino ci si è ispirati espressamente alla struttura e alle piantagioni degli anni ’30. Nell’estate del 2006 Ca n’Alluny ha aperto i battenti come museo. Oggi è anche sede della Robert Graves Foundation, che si occupa della casa, del giardino e del patrimonio letterario.
L'importanza del museo sta proprio in questa continuità. Non solo ricorda un poeta e romanziere britannico, ma documenta anche un legame culturale duraturo tra Maiorca e la letteratura anglosassone. Graves arrivò qui da straniero, tornò dopo la guerra e l’esilio e divenne parte della storia di Deià. La casa rende questo percorso più visibile di quanto potrebbe fare una semplice mostra biografica.
Cosa c'è da vedere
Il filmato introduttivo
Il percorso non inizia subito tra la scrivania e la libreria, ma con un filmato sulla vita e l’opera di Graves. Dura 15 minuti e alterna foto storiche, filmati e interviste. È molto più di una semplice biografia introduttiva: le immagini conferiscono alle sale che seguono una profondità temporale. Chi finora conosceva Graves solo di nome, capirà poi perché l’esperienza della guerra, l’allontanamento dall’Inghilterra e il ritorno a Maiorca siano stati così importanti per la sua scrittura. Allo stesso tempo, il film ti aiuta a interpretare il museo nel modo giusto: l’introduzione crea il contesto, la casa poi offre la visione concreta e ti fa scoprire il luogo in cui è nata gran parte di quest’opera.
Gli studi
Gli ambienti più suggestivi sono i due studi. Le loro scrivanie in legno, con la macchina da scrivere, i libri e gli oggetti personali, sono disposte in modo tale che il processo di lavoro diventi quasi tangibile. È proprio questa sobrietà a fare colpo: un ordine accuratamente preservato tra mobili, attrezzi e oggetti di uso quotidiano caratterizza gli spazi.
Dalle scrivanie si capisce che per Graves scrivere non era solo ispirazione, ma un lavoro ben organizzato. I manoscritti e i libri collegano lo spazio privato all’opera pubblicata. Una presentazione cronologica della bibliografia mostra i titoli e le date di pubblicazione e mette in evidenza quanto la sua produzione andasse ben oltre i famosi romanzi storici. La semplice sequenza delle pubblicazioni crea un forte contrasto con la tranquillità della stanza in cui sono state preparate.
Meritano particolare attenzione i piccoli segni lasciati dall’uso quotidiano: la macchina da scrivere come strumento di lavoro, la disposizione degli oggetti e la vicinanza tra il piano di lavoro e la collezione di libri. Questi dettagli raccontano di Graves molto più di un ritratto decorativo. Il museo non cerca di presentare l’autore come un genio distaccato, ma mostra una persona che ha vissuto e lavorato in questa casa.
Ambienti abitativi e oggetti personali
Anche al di fuori degli studi, Ca n’Alluny rimane chiaramente una casa abitata. Mobili originali, oggetti personali, libri e documenti non sono esposti isolati in vetrine neutre, ma nel loro contesto domestico. In questo modo puoi seguire il confine tra lavoro e vita quotidiana: la letteratura qui non è nata in un istituto separato, ma proprio nel cuore di una casa di famiglia.
Questa atmosfera spiega perché una visita tranquilla sia più appagante rispetto a una rapida carrellata delle singole opere. Le stanze raccontano attraverso le relazioni: un manoscritto, accanto alla scrivania, ha un effetto diverso rispetto a quando si trova in una biblioteca; un mobile rimanda alla famiglia e agli ospiti che nel corso degli anni hanno fatto visita a Ca n’Alluny. Anche le dimensioni modeste della casa aiutano a capire meglio, perché la rete internazionale di Graves si riuniva in un luogo che rimaneva intimo e a misura d’uomo.
La vita quotidiana di un tempo nella tenuta comprendeva anche l’autosufficienza tecnica. Un generatore esposto qui ha fornito energia a Ca n’Alluny tra il 1935 e il 1963. A prima vista, questi apparecchi potrebbero sembrare secondari rispetto ai manoscritti, ma rendono concrete le condizioni di vita di allora ai margini del paese. Il ritiro letterario non era affatto privo di lavoro pratico.
Giardino, ulivi e agrumi
Una volta usciti dagli interni, la storia si sposta all’aperto. Il giardino è stato riportato alle condizioni originali, seguendo la pianta storica e la vegetazione degli anni ’30. Antichi ulivi collegano l’area al paesaggio culturale di Deià; cipressi, bouganville e altre piante mediterranee danno struttura ai sentieri. A questi si aggiungono aree coltivate, che dimostrano che il giardino non serviva solo per godersi il panorama e rilassarsi.
Particolarmente caratteristici sono l’orto e gli agrumeti. Graves ha piantato un aranceto con arance amare e mandarini e usava i frutti, tra le altre cose, per fare la marmellata. È uno di quei piccoli dettagli che distinguono Ca n’Alluny da un astratto memoriale dedicato a un poeta. Tra alberi e aiuole si delinea una vita quotidiana in cui la scrittura, la famiglia, l’autosufficienza e il clima di Maiorca convivevano fianco a fianco.
Da alcune parti del giardino si godono panorami sulla costa, sul mare e sulle montagne della Serra de Tramuntana. Eppure non è il classico belvedere che si visita solo per scattare una foto. Il suo fascino si rivela nel rapporto con la casa: fuori, il paesaggio scelto da Graves; dentro, i testi e gli strumenti di lavoro con cui lui reagiva a quel paesaggio. Trascorrere un po’ di tempo in giardino fa quindi parte del percorso e non dovrebbe essere considerato solo come una tappa finale.
La visita
Dal film a casa tua
Il percorso previsto inizia con il filmato introduttivo di 15 minuti e prosegue poi attraverso gli spazi abitativi e di lavoro conservati fino al giardino. Questa sequenza è sensata, perché molti oggetti si capiscono meglio se conosci già le tappe della vita di Graves. Chi ha familiarità con i suoi libri può poi concentrarsi in particolare sui manoscritti, sulla bibliografia e sulle postazioni di lavoro; se non hai conoscenze preliminari, il filmato ti offre comunque una base sufficiente.
Non c’è una durata standard da stabilire per l’intera visita. Il filmato segna l’inizio, dopodiché il tempo che ci metti dipende molto da quanto ti soffermi a osservare i testi, i libri, gli oggetti personali e il giardino. La casa non è proprio il posto giusto per una sosta veloce per scattare qualche foto. Se vuoi davvero lasciarti avvolgere dall’atmosfera delle stanze e goderti anche il giardino, non pianificare una visita troppo breve.
Tranquillità invece di folle di visitatori
La fondazione stessa afferma che l’obiettivo non è quello di far visitare la casa al maggior numero possibile di persone, ma di farti vivere un po’ della tranquillità che Graves ha trovato qui. È proprio questo l’approccio che caratterizza la visita: Ca n’Alluny è una piccola casa dello scrittore, e la vicinanza ai luoghi originali è il vero principio alla base dell’esposizione.
Nei periodi di alta stagione, però, Deià può comunque diventare affollata e anche parcheggiare diventa più difficile. Se puoi, cerca di andarci durante il giorno e, soprattutto, calcola un po’ di tempo in più per il viaggio. Fuori dalla stagione turistica, l’atmosfera nel paese e al museo è di solito più tranquilla; un resoconto di una visita invernale parla solo di una manciata di altri visitatori. Non è una garanzia che ci sia poca gente, ma è sicuramente un suggerimento utile per tutti quelli che vogliono godersi Ca n’Alluny nel massimo della tranquillità.
Tieniti aggiornato prima
Gli orari di apertura e i prezzi d’ingresso non sono stati inseriti in questo testo come informazioni definitive, perché possono cambiare. Prima di partire, ti consiglio quindi di dare un’occhiata alle informazioni aggiornate pubblicate dal museo. È particolarmente importante perché la struttura non è accessibile tutti i giorni e a qualsiasi ora. Anche se vuoi abbinare la visita al museo al villaggio, al cimitero o alla costa, dovresti organizzare la giornata incentrandola sull’accesso a Ca n’Alluny.
Come arrivare e dove parcheggiare
Da Palma e dall'aeroporto
Dall’aeroporto di Palma, il percorso per arrivare a Deià passa per la Ma-20, la Ma-1110 e la Ma-10. Il tragitto è di 32 chilometri e ci vogliono circa 48 minuti. Dal centro di Palma, Deià dista 27 chilometri su strada; passando per la Ma-1110 e la Ma-10, il viaggio dura circa 52 minuti. Queste indicazioni valgono fino a Deià, non fino a un parcheggio garantito proprio davanti al museo.
L'ultimo tratto si snoda lungo la Ma-10 attraverso la Serra de Tramuntana. Ca n’Alluny si trova alla periferia nord di Deià, sulla strada che porta a Sóller. Il cancello si trova in una zona con curve, quindi quando ti avvicini è più importante stare attento che cercare un edificio museale visibile da lontano. Visto dalla strada, il complesso sembra piuttosto discreto e non si presenta come una grande struttura turistica.
Il tempo di percorrenza indicato non va inteso come tempo di sosta. Soprattutto nei giorni di grande affluenza, trovare un posto auto a Deià può richiedere più tempo. Inoltre, la strada tortuosa che attraversa la Tramuntana richiede di guidare con calma, anche se il navigatore ti dice che arriverai in un attimo.
Parcheggiare a Deià
Non ci sono parcheggi per i visitatori proprio davanti alla struttura. Bisogna quindi parcheggiare a Deià, se ci sono posti liberi; l’ultimo tratto fino al museo va fatto a piedi. Nei periodi di grande affluenza, trovare parcheggio in paese può essere difficile. Arrivare presto non è tanto un consiglio per trovare la sala espositiva presumibilmente vuota, quanto una strategia pratica per non iniziare il viaggio con una lunga ricerca di parcheggio.
Dal centro del paese, Ca n’Alluny è raggiungibile con una breve passeggiata. Dato che la casa si trova un po’ fuori dal centro, è meglio lasciare i bagagli in macchina e prevedere un po’ di tempo per il tragitto. Se dopo la visita al museo vuoi salire fino al cimitero passando per il ripido centro storico, ti conviene parcheggiare l’auto in modo da non dover rifare ogni tratto in auto.
In autobus
A Deià ci si arriva con l’autobus di linea proveniente da Palma, Valldemossa e Sóller; la linea consigliata è la 203. Per raggiungere il museo, puoi scendere alle fermate di Deià o di S’Empeltada. Da lì si prosegue a piedi. S’Empeltada è più vicina alla tenuta, mentre scendere in paese può essere una buona idea se vuoi abbinare la visita al museo alla scoperta del centro storico.
L’autobus ti evita di cercare parcheggio, ma ti vincola all’orario di servizio in vigore. Dato che la Ma-10 è l’asse centrale di traffico di questo tratto della Tramuntana, dovresti controllare in anticipo anche il viaggio di ritorno. I tragitti a piedi tra la fermata, il museo e il paese fanno parte dell’escursione; Ca n’Alluny non dispone di un punto di accesso dedicato proprio all’ingresso.
Le linee di autobus per Robert Graves in sintesi
| Linea | Percorso | Corse al giorno | Prima corsa | Ultima corsa |
|---|---|---|---|---|
| 203 | Valldemossa / Deià | 225 | 06:25 | 22:50 |
Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.
Come arrivare in autobus
S'Empeltada 1 (18003) · 0,1 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
S'Empeltada 2 (18004) · 0,1 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Deià 1 (18002) · 0,5 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Deià 2 (18010) · 0,5 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Es Clot 1 (18011) · 0,8 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Es Clot 2 (18001) · 0,8 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Llucalcari 1 (18005) · 1,3 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Llucalcari 2 (18006) · 1,3 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Sa Foradada (18009) · 1,5 km In linea d'aria
- 203Valldemossa / Deià · Tutti i giorni
Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.
Nei dintorni
Deià
Dopo la casa silenziosa, Deià sembra il proseguimento della sua storia. Le case in pietra si arrampicano sul pendio e le montagne della Serra de Tramuntana si avvicinano molto al paese. Graves non ha scelto questo posto per caso: il paese offriva isolamento, paesaggi e, allo stesso tempo, un collegamento con Palma. In seguito arrivarono altri scrittori, artisti e accademici, tanto che la fama di Deià come luogo d’arte si estese ben oltre i confini di Maiorca.
Il centro storico si presta bene a una visita dopo quella al museo. In questo modo, però, ti rendi conto anche della realtà topografica che si nasconde dietro quei bei panorami: i sentieri e i vicoli salgono notevolmente. Chi sale dalla casa verso la parte alta del paese non solo ammira uno scenario incantevole, ma capisce anche meglio quanto siano strettamente legati tra loro l’insediamento, il paesaggio terrazzato e la montagna.
Chiesa e cimitero
Nel piccolo cimitero vicino alla chiesa è sepolto Robert Graves. La tomba è semplice e facile da trascurare; proprio per questo crea un forte contrasto con la sua vasta opera. Andarci non è una tappa obbligatoria del percorso museale, ma completa spazialmente la biografia: giù, ai margini del paese, la casa dove ha trascorso la sua lunga vita lavorativa; su, nel villaggio, l’ultima dimora.
Il percorso per arrivare al cimitero attraversa il centro del paese, che sale in pendenza, e quindi non va considerato una deviazione casuale senza un tragitto a piedi aggiuntivo. Dal punto di vista del contenuto, però, il collegamento è particolarmente armonioso, perché non separa Robert Graves da Deià. La casa e la tomba non si trovano in un’area commemorativa artificiale, ma in due punti di quel luogo che per lui è diventato casa.
Costa e Tramuntana
Se passi un'intera giornata in zona, puoi abbinare la visita al museo a Cala Deià o a un'altra meta lungo la Ma-10. La baia mostra il versante costiero roccioso del territorio comunale, mentre la strada verso Valldemossa o Sóller offre ulteriori scorci sulla Tramuntana. Queste combinazioni, però, non dovrebbero essere troppo fitte per non compromettere la tranquillità della casa.
Se ti piace la letteratura, puoi anche considerare Deià come una tappa di un percorso culturale più ampio. Nella Tramuntana occidentale, diverse località ricordano scrittori, viaggiatori e artisti che hanno descritto Maiorca o che qui hanno vissuto per un certo periodo. Tra queste, Ca n’Alluny rimane particolarmente suggestiva, perché non si è conservato solo un nome o una targa commemorativa, ma il luogo concreto in cui vivevano e lavoravano.
Il posto giusto per farlo
Deià nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
A chi è rivolto il museo
La casa è pensata soprattutto per chi ama la letteratura, le biografie, gli ambienti storici o i giardini. Avere qualche conoscenza di base aiuta, ma non è indispensabile; il filmato introduttivo ti aiuta a capire la vita di Graves e i suoi principali ambiti di lavoro. Se però leggi in anticipo una delle sue poesie, un brano tratto da *Good-Bye to All That* o qualche pagina di un romanzo su Claudio, ti sarà comunque più facile cogliere i collegamenti mentre visiti lo studio.
Con i bambini, la visita funziona meglio se riescono a immergersi in un vero e proprio ambiente domestico e a interagire con i singoli oggetti. Ci sono da vedere una macchina da scrivere, postazioni di lavoro, libri, oggetti personali e angoli del giardino: non è un mondo interattivo pensato per il movimento o il gioco. Il filmato all’inizio e l’alternanza tra gli interni e il giardino danno alla visita una struttura chiara.
Abbigliamento e percorsi
Per la casa e il giardino basta un abbigliamento adatto alla vita di tutti i giorni, ma per la gita a Deià è meglio indossare scarpe robuste e comode. Il centro del paese si trova su un pendio e il percorso verso la chiesa e il cimitero è in salita. Ci sono anche dei tratti da percorrere a piedi tra la fermata dell’autobus, il museo e il paese. Chi viene solo per vedere gli interni e i corridoi lisci del museo rischia quindi di sottovalutare facilmente il carattere dell’intera gita.
Il giardino ha alberi e aree verdi. A seconda del tempo, è bene pensare a una protezione dal sole e dalla pioggia, anche se l’attenzione è concentrata soprattutto sugli spazi interni. Per una passeggiata più lunga a Deià o giù verso la costa, le esigenze sono comunque diverse rispetto a quelle di un breve giro del museo.
Cosa non dovresti aspettarti
La collezione trae forza dal suo luogo d’origine: i mobili stanno nelle stanze a cui erano destinati; le scrivanie e la macchina da scrivere rimandano al lavoro vero e proprio; il giardino rimane parte integrante della casa. Chi cerca effetti spettacolari potrebbe trovare questa presentazione un po’ sobria. Ma se guardi bene, è proprio lì che ne capirai la forza.
Allo stesso modo, la tenuta non è un semplice giardino panoramico a cui chiunque può accedere. La vista sul mare e sulle montagne fa parte dell’esperienza, ma lo scopo della visita rimane la vita e l’opera di Robert Graves. Scattare foto, ammirare il paesaggio e fare un giro per Deià si possono tranquillamente combinare con questo, ma non dovrebbero mettere in secondo piano i piccoli dettagli all’interno della casa. Il ricordo che rimane spesso non è un panorama, ma una scrivania dove si lavorava, tra la vita quotidiana maiorchina e la letteratura mondiale.
Consigli da chi vive sul posto
Dai un'occhiata da vicino alle scrivanie
Nei due studi non concentrarti solo sulla macchina da scrivere. La disposizione dei libri, degli strumenti di lavoro e degli oggetti personali mostra in modo particolarmente chiaro quanto la scrittura di Graves fosse parte integrante della vita quotidiana a Ca n’Alluny.
Trova il tempo per l'orto
Il giardino non è solo un posto dove uscire. L’aranceto, i mandarini, le arance amare e gli orti raccontano di una tenuta coltivata; Graves usava gli agrumi, tra le altre cose, per fare la marmellata.
L'Empeltada invece di andare in giro a cercare parcheggio
Se arrivi con la linea 203, puoi scendere a S’Empeltada e raggiungere la tenuta a piedi. Scendere in paese è invece più comodo se poi vuoi visitare il centro storico e la tomba di Graves.
Cercare la tomba semplice
Nel cimitero vicino alla chiesa si trova la semplice tomba di Graves. È facile non notarla e proprio per questo sembra una conclusione perfetta dopo la sua casa, così personale e discreta.
Non dimenticare il generatore
Tra manoscritti e mobili, questo apparecchio tecnico passa facilmente inosservato: un generatore ha fornito energia alla tenuta tra il 1935 e il 1963 e ci ricorda quanto dovesse essere organizzata in modo pratico la vita quotidiana in quella che allora era la periferia del paese.