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Torre de Cala en Basset – punto panoramico storico affacciato sulla costa

Torre di Cala en Basset, Mallorca
pjt56 ---, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 (Ritaglio/ridimensionamento via mallorca.com)Le modifiche apportate a questa immagine sono soggette alla stessa licenza.

La Torre di Cala en Basset appare solo verso la fine, tra i pini e le rocce. Poi, all’improvviso, quella torre rotonda e tozza si erge sopra la costa, con davanti il mare aperto e la sagoma allungata di Sa Dragonera. La storica torre di guardia vicino a S’Arracó è una di quelle mete nel sud-ovest di Maiorca in cui il percorso e il luogo sono praticamente indissociabili.

La torre fu costruita alla fine del XVI secolo, quando gli attacchi dei pirati non erano per gli abitanti della costa una romantica storia di marinai, ma una vera e propria minaccia. Oggi la Torre de Cala en Basset è soprattutto un belvedere, una meta escursionistica e una testimonianza in pietra di quell’epoca turbolenta. La vista spazia sulla rocciosa Cala en Basset e sul braccio di mare davanti a Sa Dragonera; dietro la torre si ergono i pendii boscosi dell’estremità occidentale dell’isola.

L’escursione è particolarmente consigliata a chi preferisce scoprire la storia nel paesaggio piuttosto che in una teca. Una passeggiata attraverso la pineta e su un terreno sempre più roccioso ti porta a un edificio la cui posizione ti fa capire subito a cosa servisse un tempo. Anche senza una lunga visita all’interno, la torre rimane una meta davvero suggestiva. La sagoma cilindrica, le tracce di successive ristrutturazioni e l’edificio adiacente raccontano di diverse fasi di utilizzo. Ma è proprio la posizione a lasciare l’impressione più forte: da qui si poteva sorvegliare la rotta marittima tra Maiorca e Sa Dragonera.

Storia e significato

L'anno 1583

Nel 1583 fu costruita la Torre de Cala en Basset come torre di sorveglianza costiera e di difesa. Il suo ruolo era strettamente legato al Freu de Sa Dragonera, il braccio di mare tra la costa sud-occidentale di Maiorca e l’isola antistante. Da quella posizione elevata era possibile avvistare in anticipo le navi che passavano da quelle parti. Questo valeva soprattutto per le navi dei pirati, dai cui attacchi bisognava proteggere la costa.

La torre è conosciuta anche come Torre de Sa Rabassada. Insieme ad altre torri difensive situate a sud-ovest, tra cui quelle di Cap Andritxol e Sa Mola, faceva parte di una serie di postazioni che servivano a controllare e proteggere la costa.

Da sentinella a monumento

La sua importanza militare finì nel XIX secolo. Anche se la struttura perse così la sua funzione originaria, continuò a essere interessante grazie alla sua posizione dominante. L'edificio non è diventato una rovina completamente irriconoscibile: la sua pianta circolare e gran parte della struttura interna sono ancora visibili oggi.

Oggi la Torre de Cala en Basset è protetta come bene culturale ed è stata dichiarata Bé d’Interès Cultural. Questa classificazione non riguarda solo una pittoresca torre antica, ma rende omaggio a un edificio che racconta la storia difensiva dell’isola e la vita quotidiana su una costa che per secoli è stata minacciata. Una volta sul posto, capisci subito perché sia stato scelto proprio questo promontorio roccioso: la vista sul mare è ampia.

Un secondo impiego militare

Durante la guerra civile spagnola, la postazione di guardia, ormai da tempo in disuso, riprese ancora una volta una funzione militare. Da quella posizione strategicamente esposta si controllava ora lo spazio aereo. In quel periodo fu costruito anche l’edificio accanto alla storica torre circolare.

È proprio questa aggiunta successiva a rendere il luogo storicamente più complesso di quanto possa sembrare a prima vista. La torre non racconta solo di galee e pirati del XVI secolo, ma mostra anche come un punto di osservazione strategicamente vantaggioso sia stato riutilizzato in un’epoca completamente diversa. Tra le due fasi ci sono secoli di distanza, ma la caratteristica fondamentale del luogo è rimasta la stessa: da quassù si può ammirare un ampio panorama della costa, del mare e del cielo.

Cosa c'è da vedere

La torre di guardia cilindrica

Da vicino, la Torre de Cala en Basset sembra più compatta di quanto lascino intendere alcune foto con l’ampio sfondo marino. La struttura cilindrica in pietra raggiunge un’altezza compresa tra i 9 e i 10 metri. La sua forma chiusa e fortificata non ha uno scopo rappresentativo, ma nasce da una chiara funzione militare.

La superficie della muratura porta i segni del tempo, delle intemperie e degli interventi successivi. Proprio per questo vale la pena non proseguire subito verso il belvedere. Se fai il giro della torre, ti accorgerai di quanto la forma circolare sia perfettamente adattata a questo piccolo spazio. Ogni prospettiva è definita dalla pietra, dal terreno e dall’orizzonte che inizia proprio alle sue spalle.

Il nuovo modo di accedere

Un dettaglio particolarmente significativo è l’attuale disposizione degli accessi. L’ingresso al piano principale avviene attraverso una finta porta, mentre la porta originale è stata trasformata in una finestra. Da questa modifica si capisce che la torre non è rimasta immutata dopo la sua costruzione. Quella che oggi sembra una sequenza di aperture un po’ misteriosa è il risultato di diversi utilizzi e adattamenti strutturali.

All’interno, una scala porta al piano superiore. La struttura interna ricorda che le torri costiere storiche non venivano visitate come le case a un piano. Prima di partire, controlla se e in che misura è possibile visitare l’interno; il vero fascino di questa meta, però, non dipende da questo.

L'edificio risalente alla guerra civile

Accanto alla torre rotonda c'è un edificio più recente, costruito durante la guerra civile spagnola. A prima vista, è facile vedere questa struttura solo come un'aggiunta un po' fuori posto. Dal punto di vista storico, però, fa parte della seconda fase militare della piazza, quando non si sorvegliava più il traffico marittimo, ma lo spazio aereo.

Il contrasto tra i due edifici è evidente: la torre di guardia incarna la difesa costiera del XVI secolo, mentre l’edificio adiacente rappresenta una forma moderna di controllo militare. Insieme dimostrano che i punti strategici del paesaggio possono essere riutilizzati per lunghi periodi di tempo. Per la visita, questa differenza è più importante di uno scenario storico apparentemente perfettamente conservato.

Sa Dragonera e il Freu

Il protagonista assoluto è il panorama. Al largo della costa si trova Sa Dragonera, la cui sagoma rocciosa e allungata domina l’orizzonte. In mezzo si apre il Freu de Sa Dragonera. È proprio questo tratto di mare a spiegare la posizione della torre meglio di qualsiasi descrizione astratta: le navi di passaggio dovevano muoversi in un corridoio ben visibile.

A seconda di dove ti trovi, puoi anche ammirare Es Pantaleu, la costa frastagliata e le colline intorno a Sant Elm. Basta fare pochi passi e il panorama cambia. Proprio accanto alla torre spicca Sa Dragonera; di lato si intravede Cala en Basset, mentre verso l’interno pini e alture rocciose caratterizzano le propaggini occidentali della Tramuntana.

Cala en Basset e Morro de Sa Rajada

Sotto la torre di guardia si trova Cala en Basset. Non è la classica baia sabbiosa, ma un’insenatura rocciosa con lastre di pietra, ghiaia grossolana e pendii ricoperti di pini. Da una posizione sopraelevata, la sua forma si apprezza particolarmente bene. Il blu intenso dell’acqua e le rocce irregolari creano un forte contrasto con la muratura chiara della torre.

Durante l'escursione si aprono anche scorci sul Morro de Sa Rajada. Così il panorama non si limita a un unico soggetto fotografico. Il sentiero, la torre e la baia offrono una serie di prospettive diverse: prima il bosco e il territorio circostante, poi l'edificio storico e infine l'ampio panorama costiero.

La visita

Il percorso da Sant Elm

Il percorso più comune non parte direttamente dalla torre, ma da Sant Elm. Dalla zona di S’Algar, il Camí de Can Tomeuí e il Camí de Cala en Basset conducono verso lo storico avamposto. Il percorso ufficiale ad anello attraversa una pineta e, lungo il tragitto, offre già le prime vedute su Sa Dragonera, Cala en Basset e il Morro de Sa Rajada.

Il percorso è descritto come un’escursione di media difficoltà. Il giro ad anello ufficiale è lungo 5,2 chilometri e dura circa 1 ora e 30 minuti. Questo tempo va però inteso solo come indicazione di massima. Se ti fermi a osservare le mura, a scattare foto, a fare una pausa al belvedere o a fare una deviazione verso la baia, ci vorrà un po’ più di tempo. Per una gita rilassante, quindi, è meglio non inserire la visita alla torre tra due appuntamenti con tempi stretti.

Il tratto finale roccioso

La maggior parte del percorso è abbastanza facile da percorrere, ma l’ultimo tratto in discesa verso la torre diventa più roccioso. Qui il percorso cambia carattere: da un sentiero nel bosco e su ghiaia si passa a un terreno che richiede maggiore attenzione a ogni passo. Soprattutto al ritorno, non dimenticare che dovrai affrontare di nuovo la discesa che hai già percorso in precedenza.

Proprio vicino alla torre, le rocce scendono a picco. Il panorama è quindi mozzafiato, ma bisogna stare alla larga dai bordi. Questo vale sia quando c’è vento che quando scatti foto, perché in quel momento tendi a guardare più lo schermo che il terreno sotto di te. Il posto è perfetto per una pausa, ma non tutte le superfici piane sono automaticamente un posto sicuro dove sedersi o stare in piedi.

Il tempo alla torre

Per ammirare davvero la struttura non serve una visita guidata troppo lunga. Un giro intorno alla torre, uno sguardo all’ingresso modificato e all’edificio adiacente più recente si possono fare in poco tempo. Eppure molti visitatori si fermano più a lungo, perché il panorama merita di essere ammirato da diverse angolazioni. Sa Dragonera ha un aspetto diverso se vista di fronte rispetto a quando la guardi dal lato di Cala en Basset, e basta spostarsi di poco per cambiare il rapporto tra la torre, il mare e la costa rocciosa.

Il belvedere è una meta escursionistica molto popolare. Non dovresti quindi aspettarti di trovare una solitudine totale come parte integrante dell’esperienza. Allo stesso tempo, la visita si svolge lungo il sentiero e nell’area circostante, invece di concentrarsi su un unico spazio interno. Per l’accesso non ci sono orari di apertura fissi o informazioni sui biglietti di ingresso documentati in modo affidabile. Prima di partire, ti consigliamo quindi di controllare le indicazioni aggiornate sull’accesso e sulle eventuali restrizioni.

Come arrivare e dove parcheggiare

Dall'aeroporto a S’Arracó

Dall’aeroporto di Palma, il percorso prosegue prima sulla Ma-20 e poi sulla Ma-1 in direzione sud-ovest. Fino a S’Arracó sono 44 chilometri su strada tra la Ma-20 e la Ma-1. Queste indicazioni terminano espressamente a S’Arracó e non alla torre, perché la Torre de Cala en Basset non ha un collegamento stradale diretto che permetta una normale sosta per la visita.

Da S’Arracó si prosegue lungo la strada in direzione di Sant Elm. Lì inizia il consueto percorso escursionistico. L’ultimo tratto fino al belvedere si percorre a piedi e si snoda lungo sentieri che attraversano la pineta e terreni più rocciosi. Un navigatore che usa solo il nome della torre come destinazione potrebbe quindi darti un’impressione sbagliata: il tragitto in auto e quello a piedi sono due tappe ben distinte.

Da Palma a S’Arracó

Dal centro di Palma, il percorso si snoda lungo la Ma-1. Fino a S’Arracó, il tragitto è di 33 chilometri su strada lungo la Ma-1. Anche questa distanza si riferisce solo a S’Arracó. Da lì si prosegue verso Sant Elm e infine si raggiunge la costa a piedi.

Questa distinzione è importante per l'organizzazione. La torre non è un punto panoramico dove puoi parcheggiare l'auto proprio accanto alle mura. I parcheggi vanno cercati nel punto di partenza, a Sant Elm, o nelle vicinanze dell'inizio del percorso. Nei giorni di grande affluenza, può essere utile prevedere un po’ di tempo in più per trovare parcheggio e orientarti verso il Camí de Can Tomeuí.

In autobus e a piedi

La fermata registrata nella zona di S’Arracó è Cementeri de s’Arracó. Da lì, però, la Torre de Cala en Basset non è raggiungibile a piedi con una breve passeggiata nel paese. Per pianificare il resto del percorso, bisogna tenere conto dell’attuale collegamento verso Sant Elm e del sentiero escursionistico che segue.

Gli orari e i percorsi delle linee possono subire variazioni, quindi ti consiglio di controllarli poco prima di partire. A prescindere dal mezzo di trasporto che scegli, la parte più importante della visita rimane comunque il tragitto a piedi. Se arrivi in autobus, non programmare il ritorno troppo di fretta, perché le soste per ammirare il panorama, il tratto roccioso e le eventuali deviazioni sono difficili da calcolare al minuto.

Le linee di autobus per Torre di Cala en Basset in sintesi

LineaPercorsoCorse al giornoPrima corsaUltima corsa
121Sant Elm - Andratx19607:1021:40

Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.

Come arrivare in autobus

  • Cementeri de s'Arracó (5029) · 1,8 km In linea d'aria

    • 121Sant Elm - Andratx · Tutti i giorni
  • S'Algar (5017) · 2,1 km In linea d'aria

    • 121Sant Elm - Andratx · Tutti i giorni
  • Sant Elm 2 (5014) · 2,1 km In linea d'aria

    • 121Sant Elm - Andratx · Tutti i giorni
  • Sant Elm 1 (5015) · 2,2 km In linea d'aria

    • 121Sant Elm - Andratx · Tutti i giorni
  • S'Arracó (5036) · 2,5 km In linea d'aria

    • 121Sant Elm - Andratx · Tutti i giorni

Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.

Nei dintorni

S’Arracó

S’Arracó è molto più di un semplice posto di passaggio sulla strada per Sant Elm. Con le sue case, i giardini e i caffè tradizionali, questo piccolo paesino ha un’atmosfera decisamente diversa da quella della costa. Lungo la Carrer de França si trovano edifici in stile modernista che ricordano gli emigranti che dalla Francia mandavano soldi alle loro famiglie a Maiorca.

Tra gli edifici più caratteristici ci sono la chiesa di Sant Crist e l’ex scuola Ca ses Monges, che oggi è adibita a spazio culturale. Una breve sosta nel paese ti aiuta a contestualizzare meglio l’escursione alla torre di guardia: tra la zona rurale di S’Arracó e il posto di guardia costiero militare ci sono solo pochi tratti di paesaggio, ma storicamente hanno svolto funzioni molto diverse.

Sant Elm

Sant Elm è il punto di partenza ideale per l’escursione e, allo stesso tempo, il luogo da cui si vede già bene Sa Dragonera. Dalla zona costiera, il percorso si snoda attraverso S’Algar e il Camí de Can Tomeuí, allontanandosi dall’abitato. In questo modo, l’escursione non inizia bruscamente nel fuoristrada. Il passaggio dal paese alla pineta e poi alla costa rocciosa fa parte del fascino del percorso.

Dopo l’escursione, Sant Elm ti offre la possibilità di fare una pausa in riva al mare. Se hai ancora tempo, puoi fare un salto alla spiaggia del paese o nella zona del porto. Da Sant Elm partono anche i traghetti per Sa Dragonera; però, per combinare le due cose, devi controllare bene gli orari di partenza aggiornati e non programmare la gita troppo a ridosso dell’escursione.

Cala en Basset e Sa Dragonera

Cala en Basset si trova ai piedi della torre e può essere inclusa nel percorso come deviazione aggiuntiva. È rocciosa, isolata e non va confusa con una spiaggia sabbiosa attrezzata. Per arrivare in acqua bisogna scendere tra le rocce e la baia è esposta al moto ondoso. Questa deviazione è quindi più adatta a escursionisti con passo sicuro che a una sosta spontanea e comoda per fare il bagno.

Sa Dragonera rimane per tutta l’escursione il contrappunto paesaggistico alla torre. Chi visita l’isola in un altro giorno, vive l’esperienza di questo storico avamposto, per così dire, da una prospettiva opposta. Sempre nel vasto panorama escursionistico si trova La Trapa. È possibile collegarla a percorsi costieri più lunghi, ma questo richiede una pianificazione autonoma dell’itinerario e non dovrebbe essere inteso come un semplice prolungamento della breve escursione alla torre.

Il posto giusto per farlo

S'Arracó nella descrizione della località

Informazioni utili per la visita

Scarpe, acqua e orientamento

Delle scarpe robuste con suola antiscivolo sono più importanti per l’ultimo tratto roccioso che per i primi metri in paese. Le scarpe da tempo libero lisce rendono più difficile soprattutto il ritorno, quando devi superare sassi smossi e appigli irregolari in salita. Metti in valigia anche dell’acqua, perché nemmeno a Cala en Basset ci sono servizi di cui poter disporre.

Il percorso si snoda in parte attraverso una pineta, ma non devi pensare che sia una passeggiata sempre all’ombra. Presso la torre e nei tratti all’aperto manca una protezione affidabile dal sole. È quindi consigliabile indossare un cappello e usare la crema solare, soprattutto nelle giornate limpide. Una mappa disponibile offline o un percorso salvato in precedenza ti aiuterà nei punti in cui i bivi sembrano meno chiari rispetto a Sant Elm.

Con i bambini

L’escursione può essere interessante per i bambini abituati a camminare, perché il sentiero, la torre e la vista sull’isola costituiscono una meta ben definita. Tuttavia, non è solo la lunghezza del percorso a essere determinante. L’ultimo tratto roccioso richiede un passo sicuro e proprio vicino alla torre ci sono rocce a strapiombo. I bambini dovrebbero essere seguiti da vicino in quella zona e non dovrebbero girare intorno alla torre senza supervisione.

Per le famiglie ti consiglio di pianificare il percorso con un po’ di tempo in più e di fare delle pause. Se vuoi scendere anche a Cala en Basset, valuta bene le tue energie per il ritorno. La baia non ha un comodo accesso sabbioso; il terreno è caratterizzato da rocce, ghiaia grossolana e un fondale che si fa subito profondo. La torre di per sé è già una meta a sé stante, anche senza questa deviazione.

Cosa non c'è da aspettarsi

E non si tratta nemmeno di una breve sosta fotografica sul ciglio della strada. La fatica del percorso a piedi fa parte dell’esperienza. In compenso, una volta arrivati a destinazione, si scopre un legame insolitamente chiaro tra architettura e paesaggio: la vista sul Freu spiega la funzione di sorveglianza, la forma chiusa lo scopo difensivo e l’edificio annesso più recente il riutilizzo successivo del sito. È proprio questa chiarezza che rende la visita davvero interessante.

Consigli da chi vive qui

  • Osservare consapevolmente la gioia

    Lo sguardo più importante non è rivolto solo a Sa Dragonera, ma anche allo stretto tra l’isola e Maiorca. Era proprio questo passaggio che la torre, costruita nel 1583, doveva sorvegliare.

  • Cercare la vecchia porta

    La porta originale è stata poi trasformata in una finestra; oggi si accede al piano principale attraverso una finta porta. Questo dettaglio apparentemente insignificante ti dice di più sulla ristrutturazione di quanto possa fare una rapida occhiata in giro.

  • Non perderti l'edificio annesso

    L'edificio accanto alla torre circolare risale al periodo della guerra civile spagnola. Fa parte di una seconda fase di utilizzo, quando quella posizione strategica serviva per controllare lo spazio aereo.

  • Risparmia le energie per il ritorno

    L'ultimo tratto scende lungo un sentiero roccioso fino alla torre. Quella che all'andata sembra una breve discesa, al ritorno devi affrontarla di nuovo – soprattutto dopo una deviazione verso Cala en Basset.

  • Leggi il libro dall'inizio alla fine

    Dal lato della torre si riesce a vedere meglio la forma rocciosa di Cala en Basset rispetto a quando sei giù in riva al mare. Solo dall’alto si notano bene la stretta insenatura e i pendii ricoperti di pini.

28°C S'Arracó
Cos’è la Torre de Cala en Basset e perché vale la pena visitarla?
La Torre de Cala en Basset è una torre di guardia costiera e di difesa del XVI secolo vicino a S’Arracó, nel sud-ovest di Maiorca. È stata costruita in una posizione strategica sopra la costa rocciosa. Vale la pena visitarla per il mix di storia, escursione e panorama: dalla torre la vista spazia su Cala en Basset, sul Freu de Sa Dragonera e sull’isola di Sa Dragonera al largo. È una meta perfetta per chi vuole scoprire un edificio storico immerso nel suo paesaggio originale.
Quando è stata costruita la Torre de Cala en Basset e a cosa serviva?
La torre fu costruita nel 1583 per controllare il traffico marittimo nel Freu de Sa Dragonera e proteggere la costa dagli attacchi dei pirati. Insieme ad altre torri nella zona sud-occidentale, faceva parte di un sistema difensivo. Nel XIX secolo la sua funzione militare cessò. Durante la guerra civile spagnola il sito fu riutilizzato, questa volta per controllare lo spazio aereo; l’edificio accanto alla torre circolare risale proprio a quel periodo.
Cosa si può vedere proprio sulla torre?
Si vede una costruzione cilindrica in pietra alta tra i 9 e i 10 metri. Colpisce il cambiamento nella configurazione dell’ingresso: la porta originale è stata trasformata in una finestra, mentre oggi si accede al piano principale attraverso una finta porta. All’interno, una scala conduce al piano superiore. Accanto alla torre si trova un edificio più recente, risalente al periodo della Guerra Civile Spagnola. La parte più importante della visita rimane il panorama su Sa Dragonera, il braccio di mare che si estende tra i due, Cala en Basset e il paesaggio costiero roccioso.
Quali sono gli orari di apertura e bisogna pagare per entrare?
Per la Torre de Cala en Basset, nelle informazioni attuali sulla visita non sono indicati né orari di apertura fissi né un prezzo d’ingresso. Per questo, prima di partire, ti consiglio di controllare se al momento è possibile accedere alla struttura e se sul posto ci sono restrizioni particolari. A prescindere dalla possibilità di entrare all’interno, la struttura esterna e il panorama rimangono l’attrazione principale. Dato che la torre è raggiungibile tramite un sentiero escursionistico, è bene tenere in considerazione anche la luce del giorno, le condizioni meteorologiche e il tempo necessario per tornare indietro in sicurezza.
Come si arriva dall'aeroporto di Palma alla Torre de Cala en Basset?
Dall’aeroporto di Palma, il percorso su strada passa per la Ma-20 e poi per la Ma-1 fino a S’Arracó. Questa tappa è lunga 44 chilometri su strada e finisce proprio a S’Arracó, non alla torre. Da lì si prosegue sulla strada verso Sant Elm. A Sant Elm, o meglio vicino al punto di partenza dell’escursione, si parcheggia l’auto; poi si prosegue a piedi passando per S’Algar, il Camí de Can Tomeuí e il Camí de Cala en Basset, attraverso una pineta e un tratto finale più roccioso, fino al belvedere.
Come si arriva da Palma? Si può venire in autobus?
Dal centro di Palma, il percorso prosegue sulla MA-1 verso S’Arracó. Da lì sono 33 chilometri su strada. Poi si prosegue verso Sant Elm, dove inizia il solito sentiero escursionistico. La fermata dell’autobus nella zona di S’Arracó è indicata come Cementeri de s’Arracó. Dato che da lì non è possibile raggiungere la torre con un breve tragitto a piedi, devi pianificare separatamente un collegamento aggiornato in direzione di Sant Elm e la successiva escursione. Ti consiglio di controllare gli orari subito prima di partire.
Quanto tempo ci vuole per visitare la Torre de Cala en Basset?
L’itinerario ad anello descritto dal Comune con partenza da Sant Elm è lungo 5,2 chilometri e dura circa 1 ora e 30 minuti. Per una visita vera e propria, ti conviene prevedere più tempo. Alla torre si aggiungono le pause, le foto, l’osservazione delle diverse fasi di costruzione e diversi punti panoramici. Una deviazione verso Cala en Basset allunga ulteriormente l’escursione e richiede un po’ di energie in più per la risalita. Se vuoi camminare senza fretta, non considerare il tempo di percorrenza ufficiale come la durata totale della visita.
Quanto è difficile l'escursione alla Torre de Cala en Basset?
Il percorso ad anello ufficiale è classificato come di difficoltà moderata. Parte da Sant Elm e attraversa inizialmente una zona edificata, per poi proseguire su sentieri nella pineta. L’ultimo tratto in discesa verso la torre è più roccioso e richiede più sicurezza nel camminare rispetto al resto del percorso. Si consigliano quindi scarpe robuste con suola antiscivolo. Proprio vicino al belvedere ci sono rocce a strapiombo, quindi è necessario stare lontani dai bordi. Il percorso non è una scalata alpina, ma non è nemmeno una passeggiata in pianura o una semplice sosta fotografica facilmente raggiungibile dal ciglio della strada.
L'escursione è adatta ai bambini?
Per i bambini abituati a camminare, questa escursione può essere un’avventurosa gita con una meta ben precisa. La lunghezza del percorso, però, non è l’unico criterio da considerare. L’ultimo tratto roccioso richiede passo sicuro, e intorno alla torre le rocce scendono a picco sulla costa. I bambini dovrebbero essere seguiti da vicino e non lasciati andare in giro da soli. È meglio che le famiglie prevedano delle pause in più e decidano se scendere a Cala en Basset solo una volta sul posto, in base alla forma fisica e al terreno. La baia è rocciosa e non ha un comodo accesso alla spiaggia.
Qual è il momento migliore della giornata per visitarlo?
Non si può garantire un orario in cui ci sia sicuramente poco traffico in questa popolare meta escursionistica. È più importante riuscire a percorrere l’intero percorso con luce diurna sufficiente, dato che l’ultimo tratto è roccioso. Per le foto, la luce bassa cambia in modo particolarmente evidente l’effetto della torre e della costa; allo stesso tempo, il ritorno non deve avvenire al buio. Nelle giornate calde e limpide, tieni presente che la zona intorno alla torre è esposta, perché la pineta non offre ombra lungo tutto il percorso. Per questo, indipendentemente dall’ora di partenza, metti nello zaino acqua a sufficienza e protezione solare.
Cosa puoi fare mentre sei in zona?
La tappa aggiuntiva più ovvia è Sant Elm, il punto di partenza dell’escursione. Lì puoi goderti la zona costiera, la spiaggia del paese e la vista su Sa Dragonera. Una deviazione verso la rocciosa Cala en Basset può essere inserita nell’escursione, ma richiede passo sicuro e un po’ di energia in più per il ritorno. S’Arracó merita una visita per l’architettura del paese, la Carrer de França e la chiesa di Sant Crist. Anche Sa Dragonera o La Trapa si inseriscono bene nel paesaggio, ma a causa degli orari dei traghetti o dei percorsi escursionistici più lunghi, andrebbero pianificate come escursioni a sé stanti.