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Aiuti sociali a Maiorca: scontro sui 5 anni di residenza

Responsabile del contenuto: Frank Menze

Un nuovo aiuto sociale per le famiglie di Maiorca accende lo scontro: il PSIB accusa il Consell de Mallorca di trasferire ai comuni la gestione senza alcun accordo. Il 1. settembre l'Istituto insulare dei servizi sociali (IMAS) ha inviato ai comuni e alle associazioni di comuni un'integrazione per una nuova linea di finanziamento, il cosiddetto scudo sociale. L'aiuto dovrebbe attenuare le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente e si applica al 2026 e al 2027.

La portavoz adjunta del PSIB en el Consell de Mallorca, Sofía Alonso, atiende a los medios de comunicación.
Europa Press

Il PSIB vede i comuni sotto pressione

I socialisti riconoscono che i fondi possono essere importanti per i comuni. Tuttavia, secondo Sofía Alonso, viceportavoce del PSIB nel Consell de Mallorca, l'iniziativa arriva troppo tardi. Sono già trascorsi 8 mesi dell'anno in cui gli aiuti avrebbero dovuto entrare in vigore.

Secondo il PSIB, i servizi sociali comunali dovranno valutare le domande, assistere le famiglie e gestire gli aiuti. Il Consell de Mallorca scarica così sui comuni la responsabilità dell'aumento dei prezzi, senza aver prima avviato un confronto né raggiunto un accordo.

Requisito: 5 anni di residenza continuativa

Il PSIB critica soprattutto l'obbligo di dimostrare 5 anni di residenza continuativa per accedere all'aiuto. Per una situazione di difficoltà emersa nel 2026, occorrerebbe quindi comprovare la residenza dal 2021, afferma Alonso.

Il PSIB ritiene che questa condizione non abbia né una giustificazione sociale né giuridica. Il partito sostiene che il requisito non compaia in nessuna delle normative sui servizi sociali nelle Baleari e a Maiorca. Potrebbe creare una disparità di trattamento ingiustificata e violare il principio di uguaglianza.

Fonte: Europa Press / Mallorca.com