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Giurista chiede un archivio per la memoria alle Baleari

Responsabile del contenuto: Frank Menze

Documenti, testimonianze e reperti provenienti dalle esumazioni dovrebbero essere custoditi in un unico luogo alle Baleari. Venerdì, a Palma, la giurista Catalina Moragues ha proposto la creazione di un Archivio della memoria democratica delle Baleari.

Archivo - La fosa en la que fueron hallados los restos de Aurora Picornell.
Europa Press

Moragues ha presentato un rapporto all’Ateneu Popular La Fonera di Palma. Il documento valuta le politiche della memoria del Govern alla luce delle osservazioni dell’ONU e dell’Agenda 2030. Il rapporto affronta anche l’applicazione delle leggi sulla memoria alle Baleari fino al 2024.

Custodire documenti, testimonianze e reperti

L’archivio proposto dovrebbe comprendere 2 sezioni. La prima conserverebbe i documenti prodotti nell’applicazione delle 2 leggi baleari del 2016 e del 2018, tra cui i verbali delle riunioni delle commissioni tecniche, gli studi e i protocolli adottati.

La seconda sezione raccoglierebbe e conserverebbe documenti risalenti al periodo del colpo di Stato del luglio 1936, della guerra civile e della dittatura franchista. Su proposta delle associazioni delle vittime e della memoria, dovrebbe inoltre includere una sezione audiovisiva per custodire le testimonianze delle vittime della repressione, come quelle del progetto Memorial de la Palabra.

È previsto anche uno spazio museale, che dovrebbe proteggere e conservare gli oggetti rinvenuti nelle esumazioni e altri reperti legati alla repressione.

Il rapporto critica l’abolizione della legge sulla memoria

Il rapporto chiede inoltre di portare avanti i progetti avviati nella scorsa legislatura e di «consolidare, completare e migliorare» le politiche della memoria attuate finora.

Il rapporto considera l’abolizione, avvenuta quest’anno, della legge sulla memoria democratica come una perdita dei progressi giuridici e normativi compiuti per i diritti delle vittime della guerra civile e della dittatura franchista. Secondo l’autrice, si tratta di una violazione degli obblighi delle pubbliche amministrazioni della comunità autonoma.

Il Comitato ONU per i diritti umani e i relatori speciali hanno più volte sottolineato che la memoria democratica è una «questione di Stato». Deve orientare l’azione pubblica, ad esempio nella giustizia, nell’istruzione e nella cultura, affinché le gravi violazioni dei diritti umani non restino impunite né si ripetano.

Argomenti: politica · Palma

Fonte: Europa Press / Mallorca.com