Spagna al voto sulla cittadinanza di 80.000 Saharawi
Fino a 80.000 Saharawi potrebbero ottenere la cittadinanza spagnola. Il Congresso di Madrid voterà giovedì 10 settembre un disegno di legge destinato alle persone nate prima del 29 settembre 1977 nell'allora amministrazione spagnola del Sahara Occidentale.
Si prevede che la proposta ottenga la maggioranza. I socialisti, Sumar e altri abituali partner parlamentari intendono votare a favore. Il testo passerà poi al Senato per un ulteriore esame.
Cittadinanza anche senza residenza in Spagna
La legge prevede, per via di “außergewöhnlicher Umstände”, la naturalizzazione tramite carta de naturaleza. Per ottenerla, gli interessati non dovranno risiedere legalmente in Spagna.
Tra i documenti validi, il testo indica un documento d'identità spagnolo scaduto, l'iscrizione certificata dalle Nazioni Unite nelle liste elettorali per il referendum sul Sahara Occidentale, certificati di nascita o documenti dell'amministrazione spagnola. Anche i figli di primo grado delle persone naturalizzate potranno richiedere la cittadinanza per 5 anni.
Le domande di naturalizzazione saranno gratuite. Potranno essere presentate nei 3 anni successivi all'entrata in vigore della legge; il termine potrà essere prorogato di 1 ulteriore anno. La legge entrerà in vigore 4 mesi dopo la pubblicazione nel bollettino ufficiale spagnolo.
Il voto arriva in una fase di tensione con il Marocco
Il dibattito si svolge nel pieno delle tensioni con il Marocco, dopo l'ingresso irregolare di oltre 70.000 persone a Ceuta alla fine di luglio. Quasi tutti i partiti, tranne i socialisti, attribuiscono questa crisi al Marocco. Rabat rivendica l'intero Sahara Occidentale e si oppone all'esame della legge.
Il Partito Popolare torna a prospettare l'astensione, pur sostenendo in linea di principio l'accesso dei Saharawi alla cittadinanza spagnola. Vox annuncia invece il voto contrario. Il portavoce del PSOE, Patxi López, definisce la norma una “riparazione storica”.
Fonte: Europa Press / Mallorca.com