La cittadinanza spagnola per i Sahrawi divide il Congresso spagnolo
Giovedì, rappresentanti del popolo sahrawi seguono il dibattito al Congresso di Madrid. Una proposta di legge punta a concedere la cittadinanza spagnola ai Sahrawi nati sotto l'amministrazione spagnola. I gruppi della sinistra definiscono l'iniziativa una „historische Wiedergutmachung“.
Sumar ha presentato l'iniziativa. Il Partito Socialista PSOE aveva inizialmente votato contro il suo esame parlamentare, ma in seguito ha raggiunto un accordo sul testo di legge con il partner di governo e altri consueti alleati.
Il PP chiede la residenza legale
Il Partido Popular (PP) è in linea di principio favorevole alla naturalizzazione dei Sahrawi. Il partito chiede però 2 anni di residenza legale in Spagna, anziché una concessione tramite „carta de naturaleza“. Il deputato del PP Pedro Muñoz Abrines ritiene che il testo attuale non offra garanzie giuridiche e politiche sufficienti.
Vox respinge l'iniziativa. Il deputato Ignacio Hoces chiede maggiori garanzie e controlli. A suo avviso, alcuni dei documenti previsti sono facili da falsificare.
Scontro su Sahara Occidentale e autodeterminazione
Bildu accoglie positivamente la misura e la ritiene giusta, ma sottolinea che non risolve la situazione nel Sahara Occidentale. Il partito chiede inoltre al governo di correggere la posizione modificata nel 2022.
ERC definisce la cittadinanza una soluzione „palliative“. La vera speranza delle persone interessate è poter decidere autonomamente del proprio futuro e vivere come popolo libero. Podemos intende votare a favore dell'iniziativa, ma avverte che la cittadinanza non deve sostituire l'autodeterminazione.
Compromís critica soprattutto il fatto che la misura arrivi „50 Jahre zu spät“. La paura del Marocco non deve continuare a decidere della dignità del popolo sahrawi, afferma la deputata Àgueda Micó. Il BNG definisce la legge un necessario ma insufficiente atto di giustizia e chiede al governo di tornare a sostenere il processo di decolonizzazione.
Fonte: Europa Press / Mallorca.com