Palma, contratto della barca falsificato: confermata la condanna
Un contratto falsificato nella vendita di una barca e i conti svuotati costano a un commerciante 2 anni e 3 mesi di carcere. Il Provinzgericht der Balearen di Palma ha confermato la condanna del commerciante di barche, che lavorava in proprio, come riferisce Europa Press il 4 novembre 2026. L’uomo aveva acquistato la barca nel gennaio 2021 senza immatricolarla né pagare le imposte dovute.
La falsificazione emerge dopo la causa
Alcuni mesi dopo l’acquisto, il commerciante rivendette la barca. Consegnò all’acquirente un contratto falsificato per agevolarne l’immatricolazione. Quando emersero problemi tecnici, l’acquirente fece causa al commerciante e alla società indicata falsamente nel contratto. Un esame della grafia accertò la falsificazione; l’acquirente ritirò quindi la causa contro la società.
Conti svuotati, sentenza ancora impugnabile
Per evitare un pignoramento disposto dal tribunale per 25.000 euro, il commerciante svuotò i propri conti bancari e vendette diversi beni e veicoli. Il tribunale ha confermato la condanna per falsificazione di un documento commerciale e insolvenza fraudolenta, oltre a multe e risarcimenti per un totale di 17.500 euro. Non è stato invece possibile dimostrare con certezza che avesse truffato l’acquirente già al momento della vendita della barca. La sentenza non è ancora definitiva: l’uomo può presentare ricorso all’Obersten Gerichtshof.
Fonte: Europa Press / Mallorca.com