Correos: proteste sospese prima del voto, chiesti 15.000 addetti
A Correos, l’azienda postale spagnola, le proteste annunciate per ora non si terranno. Venerdì a Madrid il sindacato CSIF ha comunicato che sospende la mobilitazione fino alle elezioni parlamentari e alla formazione di un nuovo governo. Chiede inoltre 15.000 contratti di lavoro aggiuntivi per il voto del 29 novembre.
Perché CSIF sospende le proteste
Il sindacato spiega di aver deciso la pausa per senso di responsabilità in vista delle elezioni. Dopo la formazione del governo intende discutere dei problemi di Correos con i nuovi interlocutori.
CSIF continua a chiedere che vengano attuati gli accordi del 31 dicembre 2024. Tra le misure previste ci sono più personale, la settimana lavorativa di 35 ore, la trasformazione dei posti a tempo parziale in posti a tempo pieno e un piano per ringiovanire l’organico.
Chiesto più personale per il voto per corrispondenza
Il sindacato chiede che i contratti aggiuntivi vengano stipulati subito. Il voto per corrispondenza è già iniziato e il carico di lavoro aumenta. Inoltre, secondo le stime di CSIF, manca personale: negli ultimi 10 anni sarebbero stati soppressi più di 20.000 posti di lavoro.
CSIF chiede di coprire tutti i posti nella distribuzione, nello smistamento e negli oltre 2.300 sportelli di Correos aperti al pubblico in Spagna. Secondo il sindacato, alle ultime elezioni parlamentari sono arrivate più di 3 milioni di richieste di voto per corrispondenza. CSIF sottolinea che il personale deve poter svolgere il proprio lavoro nelle operazioni elettorali senza essere coinvolto nel dibattito politico.
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Fonte: Europa Press / Mallorca.com