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Diesel caro: la flotta peschereccia di Ondarroa resta in porto

Responsabile del contenuto: Frank Menze

A Ondarroa, i pescherecci restano in porto perché, secondo il deputato del PNV Joseba Andoni Agirretxea, con i prezzi elevati del diesel non conviene più uscire in mare. Mercoledì, al Congresso spagnolo di Madrid, il ministro dell'Agricoltura e della Pesca Luis Planas ha dichiarato che il governo sta lavorando a misure di sostegno per la flotta. L'aumento dei prezzi provoca «costi aggiuntivi molto rilevanti».

Archivo - El ministro de Agricultura, Pesca y Alimentación, Luis Planas
Europa Press

Secondo Planas, per i pescherecci il diesel rappresenta in media il 50 percento dei costi di esercizio. Agirretxea ha avvertito che il prezzo del carburante mette a rischio la sostenibilità economica della pesca. Per chi vive di mare, dover restare in porto è particolarmente difficile.

Il PNV chiede aiuti più elevati in base ai consumi effettivi

Il deputato ritiene insufficienti gli aiuti attuali. Chiede che il sostegno sia calcolato in base al consumo reale di ogni singola imbarcazione. Attualmente, un tetto di 20 centesimi applicato a un consumo di riferimento fissato dalle autorità, spesso più basso, riduce sensibilmente l'indennizzo effettivo, ha sostenuto Agirretxea.

Ha inoltre chiesto di prorogare il quadro di sostegno. Come termine di paragone ha citato la Francia, dove è confermato fino al 31 dicembre un aiuto di 35 centesimi al litro alla pompa.

Preoccupazione per le barche ferme in modo permanente

Agirretxea ha inserito gli alti prezzi del diesel in un quadro di difficoltà che grava sulla pesca da anni. Ha citato la mancanza di ricambio generazionale, l'aumento dei costi, la politica dei rigetti, gli oneri burocratici e le decisioni normative di Bruxelles.

Il suo avvertimento: il rischio non è soltanto che le barche restino ferme ora. Alcune potrebbero rimanere in porto senza più tornare in mare.

Argomenti: agricoltura · politica · economia

Fonte: Europa Press / Mallorca.com