Dodici regioni bloccano il piano della Spagna sull’inclusione
Il piano strategico della Spagna per l’istruzione inclusiva è stato respinto venerdì a Madrid con 12 voti contrari. Le comunità autonome governate dal Partido Popular e le Isole Canarie hanno bocciato la proposta del Ministero dell’Istruzione, della Formazione professionale e dello Sport. I 6 voti favorevoli sono arrivati dalle regioni governate dai socialisti, dai Paesi Baschi e dal Ministero.
Il piano avrebbe dovuto creare un quadro comune per garantire a tutti gli alunni un’istruzione adeguata, indipendentemente dalle loro esigenze individuali. Con questa iniziativa, il Ministero intendeva rafforzare un sistema educativo inclusivo, equo e di qualità in tutto il Paese.
Scontro sulla libertà di scelta delle famiglie
Il Ministero dell’Istruzione accusa le regioni guidate dal PP di seguire una strategia di parte. Il sottosegretario Abelardo de la Rosa ha dichiarato che il voto contrario non fermerà il lavoro a favore degli alunni che necessitano di un sostegno particolare.
Castilla y León motiva il proprio rifiuto sostenendo che il piano potrebbe limitare la libertà delle famiglie nella scelta del tipo di scuola. La regione chiede che l’istruzione inclusiva e le scuole speciali continuino a coesistere. Per gli alunni con elevate necessità di specializzazione, le scuole speciali restano importanti, sia per l’assistenza diretta sia come centri di riferimento e supporto.
31.296.070 Euro per la formazione professionale
Ministero e regioni hanno invece raggiunto un accordo sui fondi per la formazione professionale. Saranno distribuiti 31.296.070 Euro per migliorare la qualità e ampliare la Formación Profesional, la formazione professionale spagnola.
I fondi serviranno tra l’altro a finanziare concorsi, soggiorni nazionali e internazionali per alunni e docenti, nonché progetti di innovazione tra scuole e imprese. Ne beneficerà anche la formazione continua di docenti e formatori.
De la Rosa ha inoltre espresso preoccupazione per i risultati della Spagna nel PISA 2025. Lo studio dell’OCSE evidenzia margini di miglioramento, soprattutto nella comprensione della lettura. Il sottosegretario ha però messo in guardia da una visione apocalittica: PISA è un importante studio comparativo, ma non è l’unico strumento di valutazione del sistema educativo.
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Fonte: Europa Press / Mallorca.com