Palma, protesta per la casa: il presidio vuole restare fino allo sciopero
L’accampamento di protesta per la casa a Palma, sull’isola di Maiorca, entra nella 4ª settimana. Mercoledì 21 ottobre, il movimento accusa i partiti nel Parlamento delle Baleari di aver voltato le spalle a chi protesta in strada. I partecipanti vogliono mantenere il campo almeno fino allo sciopero generale previsto per l’11 novembre.
Critiche alle politiche abitative
Secondo il movimento, le proposte dei politici non rispondono ai bisogni della popolazione. Accusa i responsabili di anteporre gli interessi dei proprietari e del settore immobiliare a quelli degli inquilini. Tra il dibattito in Parlamento e ciò di cui si parla per strada c’è una grande distanza, affermano i portavoce del campo, come mostrano anche le assemblee tenute in diversi quartieri di Palma.
Il movimento chiede alla presidente del governo delle Baleari, Marga Prohens, di ascoltare di più la popolazione. Ritiene che avere una casa stia diventando sempre più un lusso e segnala un aumento dei casi di emergenza abitativa e degli sfratti. Il campo non vuole schierarsi con alcun partito.
Il campo e le assemblee continueranno
Per proseguire la protesta, i partecipanti stanno riorganizzando i turni nel campo. Vogliono così conciliare la presenza sul posto con il lavoro, la famiglia e gli impegni personali. Allo stesso tempo intendono dedicare più tempo alle assemblee nei quartieri e alla preparazione dello sciopero generale.
Dopo l’11 novembre il movimento deciderà se mantenere il campo. Tra le possibilità indica quella di proseguire fino alle elezioni a livello nazionale previste per il 29 novembre.
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Fonte: Europa Press / Mallorca.com