Ceuta: la Corte suprema respinge il ricorso urgente sulle espulsioni
Per il momento, la Corte suprema spagnola ha respinto il ricorso urgente con cui Ceuta cercava di accelerare le espulsioni. Il governo della città spagnola al confine con il Marocco chiede che il governo centrale esamini i casi dei migranti adulti arrivati a Ceuta il 30 e 31 luglio e ancora presenti in città. Il tribunale rifiuta di disporre misure immediate senza prima ascoltare il governo di Pedro Sánchez.
Ceuta chiede un piano entro 10 giorni
Ceuta aveva chiesto di obbligare il governo centrale a predisporre un piano per le procedure di espulsione, rimpatrio e protezione internazionale. Il governo avrebbe dovuto presentarlo al tribunale entro 10 giorni e mettere a disposizione il personale e i mezzi necessari.
Ceuta chiedeva inoltre al governo di dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione o rimpatrio già esecutivi e a quelli che lo diventeranno, fatte salve eventuali sospensioni disposte dai giudici e le garanzie previste nelle procedure di protezione internazionale. Chiedeva anche dati anonimizzati sul numero degli adulti interessati e sullo stato delle rispettive procedure.
Il tribunale prosegue l’esame del ricorso
Il tribunale non ravvisa un’urgenza tale da giustificare una decisione senza ascoltare l’altra parte. L’inerzia denunciata da Ceuta, osserva, dura già da oltre 2 mesi e mezzo, senza che la città abbia chiesto prima misure cautelari.
Il ricorso, dunque, non è stato ancora respinto in via definitiva: la rappresentanza legale dello Stato ha 10 giorni per presentare le proprie osservazioni. Il ministero competente deve trasmettere gli atti amministrativi entro 20 giorni. Solo dopo il tribunale deciderà sulle misure cautelari richieste.
Argomenti: processi · migrazione
Fonte: Europa Press / Mallorca.com