Spagna: sciopero generale per la casa e per salari più alti
In Spagna, l'11 novembre è previsto uno sciopero generale per chiedere case a prezzi accessibili e salari più alti. Martedì, a Madrid, i sindacati CCOO e UGT hanno spiegato perché sostengono la protesta: chi guadagna troppo poco fatica anche a trovare casa. I loro leader, Unai Sordo e Pepe Álvarez, vogliono dare alle proteste per la casa una dimensione legata ai diritti del lavoro e coinvolgere altri gruppi nella mobilitazione.
Per i sindacati, aumentare i salari non basta
Sordo chiede aumenti salariali dal 4 al 7%. I sindacati vogliono inoltre alzare il salario minimo previsto dalla legge di almeno il 7%, portandolo a più di 1.300 euro in 14 mensilità. Ma Sordo avverte: gli aumenti salariali, da soli, non bastano a compensare il rincaro delle abitazioni.
Sordo propone di mobilitare, nell'arco di 10 anni, risorse pari all'1% del prodotto interno lordo. L'obiettivo è creare 1,5 milioni di alloggi a prezzi accessibili, costruendone di nuovi e utilizzando le abitazioni vuote. Nelle zone in cui è difficile trovare casa, vuole anche limitare le case vacanza.
Uno sfratto ha dato il via alle proteste
Álvarez indica il caso di Maricarmen Abascal tra le cause dello sciopero. La donna, residente a Madrid, è stata sfrattata il 23 settembre dalla casa in affitto in cui aveva vissuto per più di 70 anni. Lo sfratto ha provocato proteste e accampamenti di protesta in tutta la Spagna. Poco prima dell'annuncio dello sciopero è giunta la notizia della sua morte.
I sindacati rivolgono le loro richieste ai datori di lavoro, ai comuni, alle regioni e al governo centrale. Sordo vuole che si continui a parlare di casa nel dibattito pubblico anche oltre l'attuale ciclo politico.
Argomenti: scioperi · casa e abitazioni
Fonte: Europa Press / Mallorca.com