Spagna: sfratti dei fondi avvoltoio sospesi fino a fine 2030
In Spagna, alcuni sfratti avviati da fondi immobiliari possono restare sospesi fino al 31 dicembre 2030, se le persone coinvolte sono vulnerabili e non hanno un’altra sistemazione. Il governo spagnolo ha approvato il decreto sulla casa il giorno precedente, come ha riferito da Madrid l’agenzia di stampa Europa Press il 30 settembre 2026.
La norma speciale riguarda le società che, alle condizioni indicate nel decreto, acquistano immobili o pacchetti di mutui ipotecari deteriorati a prezzi nettamente inferiori al valore di mercato stimato. Il tribunale può sospendere lo sfratto anche se è già stata emessa una decisione, purché non sia stata ancora eseguita. La norma non prevede indennizzi per questi fondi.
Quando i proprietari possono ottenere un indennizzo
Per gli altri locatori, il tribunale può sospendere un procedimento di sfratto se la persona coinvolta è vulnerabile, non ha un’altra casa e l’amministrazione competente non le offre una sistemazione adeguata. Il tribunale chiede prima all’amministrazione di indicare e offrire gli alloggi disponibili.
Se non ci sono alloggi disponibili o l’amministrazione non risponde, il procedimento resta sospeso. Il tribunale riesamina la sospensione ogni 12 mesi. La sospensione termina, tra l’altro, se viene meno la condizione di vulnerabilità, si rende disponibile una sistemazione adeguata o sono trascorsi 3 anni da quando è stata disposta.
I proprietari privati possono allora ottenere un indennizzo. Lo stesso vale per le imprese che affittano stabilmente alloggi a prezzi accessibili o alloggi sociali. Il rimborso copre al massimo i canoni previsti dal contratto e non incassati e le utenze non pagate. Sono esclusi gli eventuali ulteriori guadagni e i danni non patrimoniali.
Cosa succede se l’affitto non viene pagato
Per gli sfratti dovuti al mancato pagamento dell’affitto, il decreto prevede un’altra regola: se la vulnerabilità economica dell’inquilino è accertata e l’amministrazione non offre una sistemazione adeguata, deve pagare o depositare presso il tribunale, entro un massimo di 2 mesi, le somme richieste e quelle maturate nel frattempo. Durante questo periodo, il procedimento e l’eventuale sfratto restano sospesi. Se il pagamento avviene nei termini, il procedimento si chiude e il contratto di affitto resta in vigore.
Se l’amministrazione non paga l’intero importo e non offre nemmeno una sistemazione adeguata, trascorsi i 2 mesi subentra automaticamente all’inquilino come debitrice. Lo sfratto non viene eseguito e, se permane la vulnerabilità economica, il contratto di affitto prosegue fino alla sua scadenza.
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Fonte: Europa Press / Mallorca.com