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Spagna: stop agli sfratti dei fragili da parte dei fondi fino al 2030

Responsabile del contenuto: Frank Menze

In Spagna, per il momento, alcuni fondi non possono far sfrattare le persone vulnerabili dalle loro abitazioni. Il decreto sulla casa è entrato in vigore giovedì 8 ottobre 2026 e sospende questi sfratti fino al 31 dicembre 2030. La misura si applica quando a chiedere lo sfratto sono fondi o società che acquistano in massa prestiti non rimborsati o immobili a prezzi inferiori a quelli di mercato.

La ministra de Vivienda y Agenda Urbana, Isabel Rodríguez
Europa Press

Se a chiedere lo sfratto sono altri soggetti, la procedura può essere sospesa fino a 3 anni. Il decreto prevede verifiche annuali e indennizzi per gli affitti non riscossi e le spese per le utenze.

2 mesi per trovare un’altra casa

Se gli inquilini vulnerabili rischiano lo sfratto per affitti non pagati, l’amministrazione competente ha al massimo 2 mesi dalla comunicazione del tribunale per offrire loro un’altra abitazione. Se non ci riesce, deve pagare gli affitti arretrati, quelli successivi già scaduti e le spese processuali. Il debito viene così saldato, lo sfratto fermato e il contratto di affitto resta in vigore.

Se nemmeno l’amministrazione paga, diventa debitrice del proprietario. Gli inquilini possono restare nell’abitazione fino alla scadenza del contratto, purché continuino a essere considerati vulnerabili.

Nuove regole per affitti temporanei e stanze

I contratti di affitto a termine senza un motivo giustificato saranno considerati contratti per abitazione stabile. Lo stesso vale se si susseguono più di 2 contratti di questo tipo. Quando le stanze vengono affittate separatamente, la somma dei canoni non può superare l’affitto dell’intera abitazione.

Gli annunci di affitto devono indicare l’indice dei prezzi e i canoni praticati negli ultimi 5 anni. I proprietari non possono far pagare agli inquilini le spese di intermediazione immobiliare.

Affitti turistici: l’imposta arriverà più avanti

Per gli affitti turistici inferiori a 30 notti, dal 1 dicembre 2026 è prevista un’IVA del 10%, a meno che l’alloggio non sia la residenza principale di chi lo affitta. Le piattaforme turistiche che non trasmettono i dati obbligatori rischiano multe fino a 1.000.000 di euro o al 2% del fatturato.

Un secondo decreto sulla casa, distinto dal primo, dovrebbe entrare in vigore solo il 15 novembre. Secondo quanto riportato, a differenza del decreto già in vigore, non dovrebbe ottenere la conferma del Parlamento.

Argomenti: processi · casa e abitazioni · turismo · politica · economia

Fonte: Europa Press / Mallorca.com

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