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Vantaggi fiscali per non autosufficienti: voto al Congresso

Responsabile del contenuto: Frank Menze

In futuro, le persone non autosufficienti potrebbero essere equiparate fiscalmente alle persone con disabilità. A Madrid, la Confederazione spagnola delle persone con disabilità CERMI chiede ai deputati del Congresso di approvare una modifica del Senato. Il voto è previsto per mercoledì prossimo.

Archivo - Silla de ruedas.
Europa Press

Il Senato ha eliminato un'eccezione dalla riforma della legge generale sui diritti delle persone con disabilità. In questo modo, i vantaggi fiscali previsti per le persone con disabilità dovrebbero valere anche per chi si trova in una situazione di non autosufficienza riconosciuta.

Polemica sull'eccezione fiscale

Inizialmente il Congresso aveva approvato l'equiparazione giuridica, escludendone però espressamente l'applicazione in ambito fiscale. Secondo il disegno di legge, le persone con grado di non autosufficienza I dovrebbero essere considerate legalmente persone con disabilità al 33%. Per i gradi di non autosufficienza II e III, l'equiparazione è del 65%.

CERMI definisce l'esclusione finora prevista una discriminazione ingiustificata. Le persone che necessitano di assistenza devono sostenere costi aggiuntivi elevati, ad esempio per assistenza personale, cure, mobilità, abitazione, ausili e adeguamenti dell'ambiente circostante.

Il Senato estende l'equiparazione

L'associazione aveva già chiesto durante l'esame al Congresso di eliminare l'eccezione fiscale. All'epoca, i gruppi parlamentari non avevano accolto la richiesta. Al Senato, CERMI è riuscita a farla approvare.

Ora il Congresso dovrà confermare la modifica. Secondo CERMI, l'equiparazione giuridica tra non autosufficienza e disabilità non sarebbe completa senza conseguenze fiscali.

Argomenti: processi · questioni sociali · politica

Fonte: Europa Press / Mallorca.com