Miceli si trova a Selva, piccolo paese ai piedi della Serra de Tramuntana, a pochi passi dalla piazza dominata dalla grande chiesa del paese. Si cucina in una casa maiorchina del XIX secolo di proprietà della famiglia, quella in cui la cuoca Marga Coll è cresciuta. Il nome viene dalla botanica, e il locale ne riporta la definizione: micelio, le radici del fungo, formate da molte ramificazioni che assorbono dal terreno le sostanze nutritive.
Anche Miceli si descrive con la stessa sobrietà: uno spazio che vuole trasmettere amore e rispetto per la cucina. Piatti semplici e ben fatti, preparati con prodotti acquistati ogni giorno al mercato. Un piccolo ristorante di famiglia, niente di più.
Qui non troverai una carta fissa. Il menu viene scritto ogni giorno all’alba e si cucina ciò che offre la stagione, scegliendo quello che quella mattina al mercato di Inca è apparso più invitante. I piatti vengono spiegati al tavolo, spesso dalla stessa Marga Coll, che passa da un tavolo all’altro. Suo marito Javier Arés si occupa della sala e dei vini, mentre Jose Lozano lavora ai dolci in cucina.

Cosa nasce nella cucina di Miceli
La base sono gli stufati maiorchini e le verdure della Huerta; il mercato di Inca è il fornitore preferito di Marga Coll. La Guida Michelin definisce Miceli un locale a conduzione familiare con molta personalità e descrive la cucina come una rilettura aggiornata della tradizione maiorchina, che cambia ogni giorno in base a ciò che offre il mercato.
Non è possibile promettere quali piatti troverai in una giornata specifica. In passato sono comparsi zuppa di piselli con spuma di caprino, melanzane ripiene, nasello fresco, cozze in tre salse, maialino da latte con fondo alle albicocche o pesche cotte nel vino: esempi, non un menu. Vegetariani e ospiti con esigenze alimentari particolari vengono accolti.
Se vuoi affidarti completamente alla cucina, puoi scegliere uno dei due menu degustazione: Menú Degustación o Menú Miceli. In alternativa, puoi ordinare alla carta, suddivisa in aperitivi, antipasti, piatti principali e dessert.

Bib Gourmand, non una stella
Miceli ha un Bib Gourmand della Guida Michelin, non una stella. Non l’ha mai avuta, anche se sull’isola si dice spesso che Marga Coll ne meriterebbe una da tempo: è un’opinione, non un riconoscimento. A Mallorca questo premio è particolarmente raro. Nella Guía Repsol, Miceli figura come ristorante consigliato, senza Sol.
Marga Coll, la cuoca dietro Miceli
Marga Coll ha lavorato in ristoranti maiorchini, fra cui Ca'n Quet e Ca's Puers; ha ricevuto una borsa di studio dalla scuola alberghiera dell’Università delle Baleari per digitalizzare ricette maiorchine e applicarle nella pratica, e in seguito ha assunto la gestione gastronomica di amadip.esment con i ristoranti Es Pes de sa Palla e Amadip Palmanova. Ha aperto Miceli insieme al marito Javier Arés.
Ha presentato la sua cucina di mercato sul palco principale di Madrid Fusión e ha pubblicato libri di cucina maiorchina: dodici ricette tradizionali, una per ogni mese, illustrate da Tomeu Pinya, oltre a un volume dedicato ai dolci. La sua motivazione nasce da una preoccupazione che esprime apertamente: nelle case non si cucinano più sopes né escaldums.
Accanto a Miceli, gestisce Arrels by Marga Coll presso l’Hotel Gran Meliá de Mar a Illetas, che ogni giorno nasce secondo lo stesso principio, e La Barra de Miceli al Mercat d'Inca, un banco del mercato senza tavoli né carta, dove tutto è scritto sulla lavagna.
La casa di paese e il percorso fino al tavolo
L’ingresso attraversa un ordinato vestibolo e un grazioso patio interno. In fondo alla moderna sala principale si trova la cucina a vista; pavimento in legno, travi al soffitto e scaffali pieni di libri di cucina definiscono l’atmosfera. All’esterno c’è una terrazza in parte coperta, con piante in vaso e vista aperta, protetta da una tettoia in vetro: Michelin la definisce idilliaca.
Miceli è molto richiesto e trovare posto all’ultimo momento è difficile: se vuoi andare sul sicuro, organizza con largo anticipo. Puoi prenotare per telefono, e-mail o tramite modulo di richiesta; il ristorante gestisce direttamente le prenotazioni, richiede una carta di credito a garanzia e applica condizioni di cancellazione. I bambini sono benvenuti dai dodici anni in su. Il locale segue un ritmo stagionale e i giorni di chiusura cambiano nel corso dell’anno.



