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Claper des Gegants: l'insediamento preistorico di Maiorca vicino a Canyamel

Claper del Gigante

Tra Canyamel e le alture boscose della parte nord-orientale di Maiorca c’è un posto dove la storia dell’isola non scompare dietro una vetrina. A Claper des Gegants, muretti, grandi blocchi di pietra e tracciati ricoperti dalla vegetazione ti conducono nel cuore di un insediamento preistorico. Al centro c’è un talaiot, i cui imponenti resti hanno dato il nome all’intera area.

Il fascino del sito non sta tanto in un singolo monumento perfettamente conservato, quanto nell’insieme di tante tracce. Un tempo un muro perimetrale circondava l’insediamento; sia all’interno che all’esterno si possono riconoscere diverse forme di edifici, passaggi e cisterne. Se cammini lentamente e segui le linee del terreno, a poco a poco vedrai qualcosa di più di un semplice mucchio di pietre antiche: uno spazio di vita ben organizzato con mura di protezione, zone abitative e un accurato sistema di approvvigionamento idrico.

Claper des Gegants è perfetto per chi vuole scoprire il passato di Maiorca lontano dai grandi musei. Anche gli escursionisti troveranno qui una meta interessante, dato che il sito archeologico è collegato a Canyamel, Font de sa Cala e Capdepera tramite sentieri locali. Le famiglie possono tranquillamente abbinare la visita a una breve gita, purché tutti si sentano a proprio agio su terreni irregolari.

Le rovine richiedono attenzione. La vegetazione e le parti crollate non rendono comprensibile ogni pianta a prima vista, ma proprio questa scoperta fa parte dell’esperienza. I cartelli informativi aiutano a orientarsi; ciò che rimane però più impresso è il confronto diretto tra le imponenti pietre del talaiot, le murature più raffinate delle altre stanze e le cisterne scavate nel sottosuolo.

Storia e significato

Il nome sembra uscito da una storia di un’epoca in cui si pensava che solo i giganti potessero spostare pietre così enormi. In sostanza, “Claper des Gegants” significa un cumulo di pietre o un ammasso di pietre dei giganti. Dietro questa immagine popolare si nasconde però un insediamento talaiotico costruito con cura, conosciuto anche come insediamento di s’Heretat o, dal nome del suo edificio principale, come Talaiot de s’Heretat.

La fondazione talaiotica

Il sito fa parte della cultura talaiotica preistorica di Maiorca. A Claper des Gegants, un talaiot costituiva il fulcro architettonico di una comunità fortificata. L’insediamento non era composto solo dalla torre che oggi salta subito all’occhio, ma da un intero sistema di stanze, sentieri, mura e magazzini.

Il talaiot centrale e la cinta muraria che lo circonda sembrano appartenere alla stessa fase di costruzione. Questa distinzione è importante per capire la situazione: a quanto pare, la torre è stata posizionata fin dall’inizio in modo mirato all’interno del piano urbanistico dell’insediamento fortificato. Le altre parti del sito, invece, sono state costruite in fasi diverse. Il sito non mostra quindi un’immagine immutata nel tempo, ma uno spazio di vita che è stato ripetutamente adattato, ampliato e ristrutturato.

La vita dentro le mura

Le planimetrie conservate comprendono stanze rotonde, rettangolari e ovali. Una tale varietà fa pensare a un insediamento la cui storia architettonica era più complessa di un semplice complesso costruito in un’unica fase. I muri venivano addossati a strutture già esistenti, gli spazi si raggruppavano attorno al talaiot e anche al di fuori del nucleo fortificato c’erano edifici più piccoli. L’importanza archeologica deriva proprio da questa coesistenza di forme diverse.

Particolarmente illuminante è il sistema di approvvigionamento idrico. A sud degli accessi sono state scavate nel sottosuolo delle cisterne artificiali per raccogliere l’acqua piovana. Alcune zone di roccia impermeabile hanno facilitato lo stoccaggio. Lastre di pietra coprivano i serbatoi e riducevano l’evaporazione in estate. Questo dettaglio apparentemente insignificante racconta in modo molto concreto la vita di tutti i giorni: un insediamento abitato in modo permanente non doveva solo essere protetto, ma anche rifornito durante i mesi secchi.

Utilizzato fino all'epoca romana

L’insediamento non finì con la vera e propria epoca talaiotica. Il sito rimase in uso fino all’epoca romana, come è successo anche in altri insediamenti preistorici di Maiorca. Tra le mura più antiche e le aggiunte successive si nascondono quindi diversi capitoli della storia dell’isola. Claper des Gegants oggi non è una semplice ricostruzione scenografica, ma un sito archeologico in cui questo lungo periodo di utilizzo è ancora visibile nei resti architettonici sovrapposti e intrecciati tra loro.

Cosa c'è da vedere

La prima cosa che salta all’occhio sono le pietre. Alcune giacciono sparse sul terreno formando un cumulo irregolare, altre formano ancora linee ben definite di muri. È solo facendo il giro del centro che si capisce come i vari elementi si incastrino tra loro: il talaiot non è isolato, ma era circondato da stanze, da una recinzione fortificata e da strutture per la raccolta dell’acqua.

Il talaiot centrale

L'edificio principale ha dato il nome comune al sito archeologico. Presenta un corridoio centrale che attraversava l'imponente struttura. Sul lato esterno si trovavano diverse stanze disposte a raggiera. Questa struttura fa sì che, nella pianta, il talaiot appaia come un nucleo attorno al quale sono state aggiunte altre unità. All’interno si riconosce ancora un ingresso; il corridoio che conduceva a una stanza annessa a sud-est, però, oggi è bloccato da detriti crollati.

Osservando la struttura, vale la pena distinguere tra la muratura originale e i crolli. Le dimensioni dei singoli blocchi spiegano perché, secondo la tradizione, questo luogo fosse associato ai giganti. Allo stesso tempo, i passaggi e i muri annessi dimostrano che l’obiettivo non era solo la mole. La costruzione seguiva un chiaro ordine interno, anche se a causa dei crolli non è più possibile ricostruirlo completamente ovunque.

Gli spazi radiali e la piazza

Davanti al talaiot si apre uno spazio che, grazie alle file di muri che lo circondano, sembra quasi a forma di stella. Attraverso questo spazio simile a una piazza si arriva all’edificio centrale. Non tutti i muri che vedi qui risalgono alla sua fase più antica; una parte dei muri e un edificio a nord del talaiot sono aggiunte più recenti. Questa coesistenza impedisce una pianta d’insieme semplice e simmetrica e, allo stesso tempo, rende evidente l’evoluzione dell’insediamento.

Intorno a questo punto centrale si distribuiscono spazi dalle forme diverse. Le planimetrie circolari, ovali e rettangolari si riconoscono meglio dove sono rimasti intatti diversi strati di pietra. I muri più bassi a prima vista sembrano poco spettacolari, ma diventano più chiari se segui con lo sguardo i loro angoli e le loro curve. La vegetazione nasconde alcuni collegamenti; per questo il complesso si svela meglio se lo giri lentamente piuttosto che osservarlo da un unico punto.

La sala ipostila

Tra i resti architettonici più notevoli c'è una sala il cui tetto un tempo era sostenuto da file di pietre o da pilastri. Grandi blocchi ciclopici giacciono ancora nell’area di questo edificio. Spazi di questo tipo vengono definiti sale ipostile. Sul posto, l’edificio si distingue dalle piantine più semplici per via delle pietre massicce e della sua diversa suddivisione interna.

È proprio qui che si capisce che il sito archeologico non era composto solo da muri di abitazioni e da una torre. La sala è una di quelle parti che rivelano qualcosa sulle diverse funzioni edilizie all’interno dell’insediamento, anche se oggi non è possibile dedurre con certezza ogni singolo uso dalle rovine. Ti consiglio quindi di osservare prima la forma esterna e poi prestare attenzione alla disposizione dei grandi blocchi all’interno.

La cinta muraria e i suoi portali

Un anello di mura fortificate proteggeva l’insediamento. Circondava un’area di circa 4800 metri quadrati e aveva diversi portali. A sud-ovest del talaiot si è conservato un tratto in cui pietre lavorate in modo relativamente regolare sono state disposte orizzontalmente a strati. Questo tratto di muro, più di quanto possano fare i blocchi sparsi, ti fa capire quanto l’area abitata fosse un tempo chiaramente delimitata rispetto all’ambiente circostante.

In un punto adiacente a nord, il perimetro è completamente distrutto. Lì il percorso conduce verso l’area simile a una piazza e verso il talaiot. Queste interruzioni non sono solo delle lacune nel percorso, ma mostrano anche quanto in modo diverso siano sopravvissute le singole parti. Il sito non va quindi interpretato come un edificio chiuso, ma piuttosto come una pianta archeologica, in cui alcune linee sono ben conservate mentre altre sono solo frammentarie.

Le cisterne

A sud degli ingressi dell’insediamento ci sono tre cisterne costruite artificialmente. Sono state scavate nel sottosuolo per raccogliere e conservare l’acqua piovana. La roccia sabbiosa locale offriva, nelle zone adatte, una base impermeabile. Le coperture in pietra servivano a proteggere il contenuto dalla forte evaporazione estiva.

Le cisterne sono uno di quei dettagli che si tendono a trascurare, perché il talaiot attira tutta l’attenzione. Eppure sono fondamentali per capire il posto. Mentre i muri raccontano di confini e architettura, i serbatoi d’acqua rimandano alla vita quotidiana. Chi le cerca con attenzione capisce quanto fossero strettamente legate tra loro la scelta del luogo, la natura del terreno e la sopravvivenza della comunità.

Pannelli informativi e vegetazione

I cartelli multilingue spiegano la storia e i resti architettonici. Sono particolarmente utili perché una parte delle mura è circondata dalla vegetazione o ne è ricoperta. Alcuni tracciati degli edifici si riconoscono quindi meglio da vicino piuttosto che in una vista d’insieme. Una rapida occhiata all’edificio principale non rende giustizia al sito; sono proprio i piccoli tratti di muro e i passaggi a raccontare gran parte della storia.

L’area non è stata ricostruita come un museo all’aperto completo. Ci sono ancora rovine, detriti e zone ricoperte dalla vegetazione. Proprio per questo ti consiglio di alternare la lettura dei cartelli alle osservazioni sul posto: prima dai un’occhiata alla pianta, poi cerca i passaggi, le curve e i punti di congiunzione dei muri sul terreno. Così, da pietre apparentemente disordinate, emerge poco a poco la pianta di un insediamento fortificato.

La visita

Per fare un giro, è meglio non partire dalla ricerca di una visione d’insieme perfetta, ma dal talaiot centrale. Da lì puoi esplorare uno dopo l’altro i locali disposti a raggiera, l’accesso a forma di piazza e le fortificazioni che si estendono più all’esterno. Dopodiché vale la pena fare un salto alle cisterne a sud dei portali. Questa sequenza segue, in un certo senso, la logica del complesso: centro, stanze, perimetro e approvvigionamento.

Passeggiata tra le rovine

La visita si svolge all’aperto su un terreno naturale, a tratti irregolare. Tra muretti bassi, pietre sparse e vegetazione, è più importante prestare attenzione che andare di fretta. Chi si limita a raggiungere il talaiot più evidente per poi tornare indietro, si perde le differenze tra le forme degli spazi, il tratto conservato della cinta muraria e i serbatoi d’acqua.

È difficile stabilire una durata precisa della visita a questo sito. Dipende se vuoi vedere solo l’edificio principale o esplorare l’intera area seguendo i cartelli. Per il percorso escursionistico ufficiale che parte da Canyamel, invece, il Comune indica un tempo di percorrenza di circa un’ora per un tragitto di 4 chilometri. Questa indicazione si riferisce all’itinerario e non solo al tempo trascorso tra le rovine.

Ora del giorno e affluenza

Il momento migliore per visitarlo è la mattina o nel tardo pomeriggio. Così eviti il caldo intenso di mezzogiorno e, per esperienza, c’è meno gente. Claper des Gegants non è una delle grandi attrazioni turistiche dell’isola. Inoltre, il sito si trova su un terreno privato e l’accesso dipende dalle norme di visita in vigore in quel momento. Dato che non ci sono né orari di apertura affidabili né un prezzo d’ingresso aggiornato, ti consiglio di controllare le condizioni prima di partire e di seguire le indicazioni e rispettare le transenne sul posto.

Come meta escursionistica

Il percorso comunale di Canyamel parte da Pins de ses Vegues, sulla spiaggia. All’inizio ti porta alla zona umida del Torrent de Canyamel, poi sale verso la strada vicino alle grotte e prosegue lungo il campo da golf. Sulla cresta del Puig de sa Tortuga raggiunge l’insediamento preistorico. Il Comune classifica il percorso come facile e adatto alle famiglie.

Dal sito archeologico ci sono anche collegamenti verso Capdepera e Font de sa Cala. Questo permette di inserire la visita in un’escursione più lunga, invece di pianificarla solo come una breve sosta in auto. Tuttavia, soprattutto nel tratto lungo la strada, è necessario prestare attenzione. Per le famiglie, la classificazione dell’intero percorso va presa come riferimento; all’interno dell’area delle rovine, pietre sparse e muretti bassi rappresentano ulteriori ostacoli.

Come arrivare e dove parcheggiare

Il percorso in auto ti porta prima nella zona di Canyamel Coves, nel nord-est di Maiorca. Da lì, l’ultimo tratto per raggiungere il sito archeologico si percorre tramite strade secondarie locali o a piedi. Il sito archeologico non si trova proprio nel centro della località costiera, ma sulla cresta del Puig de sa Tortuga, vicino al campo da golf. È quindi utile avere un navigatore aggiornato, ma una volta sul posto è meglio seguire i cartelli e le indicazioni di accesso.

Dall'aeroporto di Palma

Dall’aeroporto di Palma a Canyamel Coves ci sono 76 chilometri su strada. Il viaggio dura circa 71 minuti e si percorre la Ma-15, poi la Ma-4030 e la Ma-4040. Queste indicazioni su tempo e distanza si riferiscono espressamente a Canyamel Coves, non direttamente al Talaiot. Per l’ultimo tratto, a seconda del punto di partenza che scegli, dovrai prevedere una strada locale o un percorso a piedi.

La Ma-15 copre il lungo tratto che attraversa l’isola in direzione est. Prosegui lungo la Ma-4030 e la Ma-4040 verso la zona di Capdepera e Canyamel. Poco prima di arrivare a destinazione, non cercare solo il nome del paese, perché Claper des Gegants è conosciuto anche come Talaiot de s’Heretat. Entrambi i nomi indicano lo stesso sito preistorico.

Da Palma

Dal centro di Palma a Canyamel Coves la distanza su strada è di 79 chilometri. Il viaggio dura circa 78 minuti e passa anche per la Ma-15, la Ma-4030 e la Ma-4040. Il tempo di percorrenza indicato si riferisce solo fino a Canyamel Coves; bisogna aggiungere il tragitto successivo fino al punto di partenza del sentiero e l’accesso alle rovine.

Visto che da Palma il viaggio è piuttosto lungo, ti consiglio di abbinare la visita a Canyamel o a un’altra meta nel comune di Capdepera. Prima di partire, controlla se il sito è accessibile. Così eviterai di scoprire solo alla fine del viaggio attraverso l’isola che, trattandosi di un terreno privato, ci sono regole di visita particolari.

Parcheggio e ultimo tratto a piedi

Vicino alla strada, vicino al campo da golf, c'è un piccolo parcheggio indicato come punto di partenza. Da lì, un sentiero sterrato lungo circa 500 metri porta al sito. Non è certo un ingresso di rappresentanza per un museo, ma piuttosto l'accesso a un sito archeologico in un contesto rurale. Per l’ultimo tratto è quindi consigliabile indossare scarpe robuste.

I veicoli in sosta devono essere parcheggiati esclusivamente nelle aree previste a tale scopo, senza bloccare accessi o sentieri. Dato che l’accesso avviene attraverso proprietà private, hanno la precedenza la segnaletica, i cancelli chiusi e le indicazioni sul posto. Un’altra opzione è il sentiero segnalato che parte da Canyamel e permette di raggiungere le rovine senza passare direttamente per il paese.

In autobus

Come fermate nei dintorni puoi considerare Costa dels Pins e Canyamel – Coves d’Artà. Nessuna delle due, però, sostituisce il tragitto a piedi fino al sito archeologico. Prima di partire, ti consiglio di controllare gli orari aggiornati, la direzione giusta da seguire e il percorso di ritorno, soprattutto perché le rovine si trovano fuori dal centro del paese. Se parti da Canyamel, puoi orientarti seguendo il percorso comunale che passa per il Torrent de Canyamel e il campo da golf.

Le linee di autobus per Claper del Gigante in sintesi

LineaPercorsoCorse al giornoPrima corsaUltima corsa
424Cala Rajada - Portocristo4208:1823:10
412Costa dels Pins - Manacor3105:3523:00

Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.

Come arrivare in autobus

  • Costa dels Pins (62019) · 1,7 km In linea d'aria

    • 412Costa dels Pins - Manacor · Tutti i giorni
  • Canyamel - Coves d'Artà (14035) · 1,9 km In linea d'aria

    • 424Cala Rajada - Portocristo · Tutti i giorni

Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.

Nei dintorni

Canyamel è il punto di partenza naturale per la visita. Questa piccola località costiera è incastonata tra colline boscose ed è attraversata dal Torrent de Canyamel. Il corso d’acqua separa la zona sud, più turistica, dalla parte nord, dove si trovano ville e il campo da golf. L’escursione al Claper des Gegants rende particolarmente evidenti questi passaggi: dalla spiaggia, attraverso la zona umida e i margini del paese, fino all’insediamento preistorico sulla catena montuosa.

Canyamel e la spiaggia

Dopo un giro tra le rovine baciate dal sole, Canyamel è il posto perfetto per una pausa. Sulla spiaggia e nella zona pedonale trovi tutti i servizi della località turistica. Il collegamento funziona anche dal punto di vista dei contenuti: la moderna località costiera si trova di fronte a un insediamento che esisteva nell’entroterra già molto prima del dominio romano. Così, la meta archeologica non diventa solo una tappa isolata del programma, ma offre uno sguardo sulla lunga storia di insediamento di questo territorio.

Se vai a piedi, puoi iniziare il percorso ufficiale a Pins de ses Vegues, sulla spiaggia. In questo modo, il torrente, la zona umida, il campo da golf e il talaiot fanno tutti parte di un’unica escursione. Il Comune descrive il percorso come facile e adatto alle famiglie. Per il ritorno, però, è meglio prevedere un po’ di tempo in più, soprattutto se vuoi soffermarti a osservare bene le rovine.

Coves d’Artà

Le Coves d’Artà si trovano nella zona costiera vicino a Canyamel e si possono visitare tranquillamente nella stessa giornata. Il contrasto non potrebbe essere più netto: lì la visita è caratterizzata da formazioni sotterranee naturali, mentre al Claper des Gegants l’attenzione è tutta sui blocchi di pietra disposti dall’uomo e sulle strutture abitative. Dato che l’accesso e le condizioni di visita di entrambi i luoghi sono regolati separatamente, ti consiglio di pianificare in anticipo l’ordine in cui visitarli.

Capdepera e Font de sa Cala

Dal sito archeologico puoi imboccare sentieri escursionistici in direzione di Capdepera o giù verso Font de sa Cala. Capdepera è l’ideale come tappa culturale se, oltre alla preistoria, ti interessa anche il patrimonio medievale del comune. Font de sa Cala, invece, è perfetta come meta finale o punto di partenza per un’escursione vicino alla costa.

I percorsi di collegamento non vanno confusi con una breve passeggiata tra le rovine. Rendono Claper des Gegants una tappa all’interno di una rete di sentieri più ampia. Se hai in programma un percorso più lungo, usa mappe aggiornate e verifica prima quali accessi sono percorribili. In questo modo il delicato sito archeologico rimane protetto, mentre puoi comunque goderti la sua posizione nel paesaggio.

Il posto giusto per farlo

Canyamel Coves nella descrizione della località

Informazioni utili per la visita

Claper des Gegants è un sito archeologico a cielo aperto e non un museo tradizionale. Il luogo si svela attraverso i resti delle mura, i pannelli informativi e la tua osservazione personale. Chi apprezza questo tipo di ricerca archeologica scoprirà qui molto di più rispetto ai visitatori che si aspettano un allestimento spettacolare.

Scarpe, sole e terreno

Il sentiero non asfaltato e il terreno tra le rovine possono essere irregolari. Le scarpe chiuse e robuste offrono più stabilità sui sassi smossi rispetto ai sandali. Muri bassi, detriti e bordi ricoperti di vegetazione richiedono attenzione, anche se il sentiero comunale è classificato nel complesso come facile. Non dovresti stare in equilibrio o arrampicarti sui muri; oltre a proteggere il patrimonio archeologico, questo serve anche per la tua sicurezza. La mattina e il tardo pomeriggio sono i momenti della giornata più piacevoli, perché fa meno caldo.

Con i bambini

Il percorso ufficiale di Canyamel è descritto espressamente come adatto alle famiglie. I bambini a cui piace stare all’aria aperta possono scoprire tante cose tra le diverse forme degli spazi, i grandi blocchi di pietra e le cisterne. Gli adulti dovrebbero però stare vicini a loro: l’area delle rovine presenta pietre sparse, resti di muri bassi, terreno irregolare e bordi scoscesi, che non sono paragonabili ai percorsi sicuri di un museo.

Un piccolo esercizio di osservazione ti aiuta a capire meglio il sito: prima trova il talaiot centrale, poi distingue una stanza rotonda da una rettangolare e infine osserva il tracciato del muro di fortificazione. Le cisterne vanno osservate solo da una posizione sicura. In questo modo l’attenzione si concentra sulle vere caratteristiche architettoniche, senza usare le rovine come un posto dove arrampicarsi.

Orientamento sul posto

Anche con i cartelli, una parte dell’insediamento rimane difficile da interpretare, perché la vegetazione e i crolli nascondono i collegamenti originali. Avere già in mente gli elementi principali rende più facile il giro: il talaiot centrale, le stanze disposte a raggiera, la sala ipostila, la cinta muraria, i portali e le cisterne a sud. Se tieni a mente questi punti, riesci a riconoscere più facilmente sul terreno la struttura che si nasconde dietro le singole composizioni di pietre.

I nomi Claper des Gegants, Es Claper des Gegant e Talaiot de s’Heretat si riferiscono tutti allo stesso sito. Questo è utile soprattutto su mappe, cartelli indicatori e informazioni locali, dato che non tutti i servizi usano la stessa grafia.

Accesso e rispetto

Dato che il sito si trova su un terreno privato, le regole di accesso attualmente indicate sono vincolanti. Non ci sono informazioni affidabili sugli orari di apertura e sui biglietti d’ingresso; ti consiglio di controllare che siano aggiornati prima di andarci. Se trovi un cancello chiuso o una barriera, rispettale, anche se una mappa digitale indica un percorso.

Le pietre e gli altri reperti vanno ovviamente lasciati dove si trovano. È altrettanto importante rimanere sui sentieri esistenti e sui percorsi ben riconoscibili. I muretti sembrano robusti, ma dopo secoli di degrado sono in realtà molto fragili. Una visita fatta come si deve non lascia quindi né pietre spostate né nuove tracce di calpestio, ma solo un’idea più chiara di quanta storia si nasconda in questa collinetta dall’aspetto insignificante vicino a Canyamel.

Consigli da chi vive sul posto

  • Non tornare indietro al Talaiot

    L'edificio principale attira subito l'attenzione, ma è a sud-ovest di esso che la cinta muraria risulta particolarmente ben visibile. Anche le cisterne situate a sud dei portali fanno parte del percorso e ti aiutano a capire com'era la vita quotidiana dell'insediamento.

  • Scegli tra domani o nel tardo pomeriggio

    Andando al mattino o nel tardo pomeriggio puoi evitare il caldo intenso di mezzogiorno e l’affollamento, che di solito è maggiore.

  • Partire da Canyamel per un'escursione

    Il percorso comunale parte dalla spiaggia di Pins de ses Vegues e attraversa la zona umida del Torrent de Canyamel, costeggiando il campo da golf fino al sito archeologico. È classificato come facile e adatto alle famiglie.

  • Cerca tre cisterne

    I tre serbatoi per l’acqua piovana scavati nel sottosuolo si trovano a sud degli ingressi dell’insediamento. Accanto all’imponente talaiot, rischiano di passare inosservati, ma raccontano in modo particolarmente vivido com’era l’approvvigionamento idrico in estate.

  • Ricordati due nomi

    Sulle mappe e sui cartelli indicatori, il sito può comparire anche come Talaiot de s’Heretat. Anche “Es Claper des Gegant” e “Claper des Gegants” sono forme di scrittura comuni per indicare lo stesso sito vicino a Canyamel.

28°C Canyamel Coves
Cos’è il Claper del Gegant e perché vale la pena andarci?
Claper des Gegants è un insediamento preistorico fortificato della cultura talaiotica vicino a Canyamel. Al centro c’è un imponente talaiot con un corridoio interno e stanze disposte a raggiera. Ci sono poi edifici di varie forme, una sala ipostila, resti della cinta muraria e tre cisterne per raccogliere l’acqua piovana. Vale davvero la pena visitarlo, perché non ti fa vedere solo un singolo monumento, ma ti fa capire come era strutturato un intero insediamento. Il sito, però, è una vera e propria rovina e non un set all’aperto completamente ricostruito.
Quanti anni ha il Claper del Gigante?
L'insediamento fa parte della cultura talaiotica preistorica di Maiorca. Il talaiot centrale e le mura di difesa sembrano risalire alla stessa fase di costruzione, mentre altre parti del sito sono state realizzate in fasi diverse. Il suo utilizzo si è protratto oltre la vera e propria epoca talaiotica fino all’epoca romana. Per questo i visitatori non vedono un complesso edilizio rimasto immutato in un unico momento storico, ma un sito che è stato abitato, adattato e ampliato nel corso di un lungo periodo.
Quali sono gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti?
Non ci sono informazioni aggiornate e affidabili sugli orari di apertura e sui prezzi d’ingresso. Dato che il sito si trova su un terreno privato e l’accesso è regolato dalle norme di visita in vigore in quel momento, ti consiglio di controllare le condizioni proprio prima di partire. In ogni caso, devi rispettare la segnaletica, i cancelli e le barriere che trovi sul posto. Soprattutto se devi fare un lungo viaggio da Palma, ti consigliamo di verificare l’accessibilità prima di partire, invece di affidarti solo a informazioni obsolete su mappe o portali di escursioni.
Come si arriva dall’aeroporto di Palma al Claper des Gegants?
Dall’aeroporto di Palma, il percorso su strada passa prima per la Ma-15, poi per la Ma-4030 e la Ma-4040 fino alla zona di Canyamel. Da qui a Canyamel Coves ci sono 76 chilometri di strada; il viaggio dura circa 71 minuti. Questi dati si riferiscono espressamente a Canyamel Coves e non direttamente al sito archeologico. L’ultimo tratto si percorre su strade locali e poi a piedi fino al sito. Vicino al campo da golf c’è un piccolo parcheggio da cui parte un sentiero sterrato lungo circa 500 metri che porta al sito.
Come si arriva dal centro di Palma?
Dal centro di Palma a Canyamel Coves la distanza su strada è di 79 chilometri. Il viaggio dura circa 78 minuti e si percorre lungo le strade Ma-15, Ma-4030 e Ma-4040. Da Canyamel Coves devi ancora raggiungere il punto di partenza locale per il sentiero che porta al sito archeologico; quest’ultimo tratto non è incluso nella distanza e nel tempo di percorrenza indicati. Per orientarti, ti possono aiutare anche i nomi Es Claper des Gegant e Talaiot de s’Heretat, dato che le mappe e i cartelli indicatori non usano sempre la stessa forma dei nomi.
Quanto tempo dovresti prevedere per la visita?
Per il giro tra le rovine non c’è una durata standard ben definita. Dipende se vuoi vedere solo il talaiot centrale o se vuoi esplorare anche le stanze radiali, la sala ipostila, la cinta muraria e le cisterne a sud. Il percorso escursionistico ufficiale da Canyamel è lungo 4 chilometri e richiede circa un’ora di cammino. Questo tempo si riferisce al tragitto e non alla visita vera e propria. Se leggi i cartelli e osservi attentamente tutte le aree, ti ci vorrà ovviamente più tempo.
Qual è il momento migliore della giornata per usare il Claper del Gegant?
La mattina e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori. In queste fasce orarie fa meno caldo e l’afflusso di visitatori è generalmente descritto come basso. Con il caldo di mezzogiorno, la visita può diventare faticosa. Se vuoi esplorare il sito in modo approfondito, ti consiglio di prevedere tempo a sufficienza per il talaiot centrale, le stanze dalle forme diverse, il tratto conservato della cinta muraria e le cisterne situate a sud dei portali.
Il Claper del Gegant è adatto a una visita con i bambini?
Il percorso escursionistico comunale da Canyamel al sito archeologico è classificato come facile e adatto alle famiglie. Per i bambini, i grandi blocchi di pietra, le diverse forme degli spazi e le cisterne per l’acqua piovana rappresentano un modo concreto per avvicinarsi alla preistoria. L’area delle rovine, però, presenta un terreno irregolare, pietre sparse, muri bassi e zone crollate. Gli adulti dovrebbero quindi stare sempre vicini ai bambini e fare attenzione che non si arrampichino sui muri né giochino vicino alle cisterne o ai bordi del terreno dove la visuale è ostruita.
Si può fare un'escursione da Canyamel al Claper des Gegants?
Sì. Il percorso ufficiale parte da Pins de ses Vegues, sulla spiaggia di Canyamel. All’inizio passa per la zona umida del Torrent de Canyamel, poi sale verso la strada vicino alle grotte e prosegue lungo il campo da golf fino all’insediamento preistorico del Puig de sa Tortuga. Il percorso è lungo 4 chilometri, richiede circa un’ora ed è considerato facile. Può anche essere collegato in direzione di Capdepera o con una discesa verso Font de sa Cala. È comunque importante seguire le indicazioni aggiornate e rispettare le regole di accesso.
Cosa non devi assolutamente perderti al Claper del Gigante?
Al centro c’è il talaiot con il suo corridoio centrale e le stanze disposte radialmente verso l’esterno. Vale poi la pena dare un’occhiata alla piazza antistante, che ha una forma quasi a stella, alle piantine delle stanze rotonde, ovali e rettangolari, e alla sala ipostila con i suoi grandi blocchi di pietra. A sud-ovest del talaiot si è conservato un tratto ben visibile della cinta muraria. È facile non notare le tre cisterne a sud dei portali. Sono state scavate nel sottosuolo per raccogliere l’acqua piovana e protette dall’evaporazione con lastre di pietra.
Che attrezzatura ti conviene portare con te?
Ti consigliamo di indossare scarpe robuste e chiuse, visto che il percorso di accesso è sterrato, con pietre sparse e terreno irregolare. È utile anche avere una mappa aggiornata, soprattutto se raggiungi il sito a piedi da Canyamel o nell’ambito di un percorso più lungo verso Capdepera o Font de sa Cala. Una volta sul posto, è bene rimanere sui sentieri ben visibili ed evitare di calpestare i delicati resti delle mura. Muri bassi, detriti e bordi ricoperti di vegetazione richiedono attenzione anche su questo percorso classificato come facile.
Cosa si può fare nei dintorni durante la visita?
Viene spontaneo pensare a un collegamento con Canyamel stessa. Il percorso escursionistico ufficiale collega la spiaggia di Pins de ses Vegues, la zona umida del Torrent de Canyamel, il campo da golf e l’insediamento preistorico. Anche le Coves d’Artà si possono inserire nella stessa giornata di escursione, anche se le condizioni di visita vanno verificate a parte. Gli escursionisti possono proseguire dal sito archeologico verso Capdepera o verso Font de sa Cala. In questo modo, a seconda dei tuoi interessi, puoi abbinare la meta archeologica alla costa, alla natura o alla cittadina storica di Capdepera.