Cova Tancada del Cap de Menorca: escursione nelle grotte vicino ad Alcúdia
La Cova Tancada del Cap de Menorca non si trova sulla vicina isola di Minorca, ma sulla costa settentrionale di Maiorca, vicino a Port d’Alcúdia. Il suo nome fa riferimento al Cap de Menorca, sul lato orientale della penisola di Alcúdia. Dietro l’ingresso di una grotta vicino al mare si apre una serie di sale naturali che alla fine sfociano in una sala di dimensioni davvero notevoli.
Il fascino inizia ben prima dell’ingresso: la grotta è raggiungibile solo a piedi e l’ultima discesa lungo il ripido versante costiero richiede un passo sicuro. In alcuni punti, l’escursione si trasforma in una leggera arrampicata. Chi arriva in fondo, scambia l’ampia vista sulla baia con l’oscurità, l’elevata umidità e le formazioni di una grotta di stalattiti in gran parte inesplorata.
La Cova Tancada non è quindi una classica grotta turistica. Non c’è né un percorso illuminato per i visitatori né un comodo itinerario da seguire. Lampada frontale, scarponi da montagna e una valutazione realistica della propria sicurezza sono parte integrante del tour. Per il percorso normale descritto non serve attrezzatura speleologica tecnica, ma nessuno dovrebbe avventurarsi all’interno senza una fonte di luce affidabile.
L'escursione è consigliata agli escursionisti esperti che vogliono unire un giro lungo la costa a un'esperienza speleologica in autonomia. Non è invece adatta per una gita improvvisata in sandali, in caso di pioggia o quando il mare è mosso. È proprio questo confine tra escursione e piccola spedizione a caratterizzare il luogo.
Storia e significato
Qualche gradino scavato nella roccia sembra quasi irrilevante in questa enorme grotta. Insieme ai resti di un antico approdo in riva al mare, però, sono le prove visibili del fatto che un tempo la gente non entrava nella Cova Tancada solo per curiosità. In passato la grotta è stata utilizzata a fini economici; di quel periodo sono rimasti soprattutto quei semplici interventi che facilitavano l’accesso dal mare e gli spostamenti sul fondo irregolare della grotta.
Una grotta naturale nel calcare
La Cova Tancada non è una struttura sotterranea, ma una grotta naturale scavata nel calcare mesozoico sulla costa orientale del Cap de Menorca. Il suo nome catalano significa, in sostanza, “grotta chiusa”. Questo nome calza a pennello per un mondo sotterraneo la cui vera grandezza è difficile da intuire dal sentiero costiero: solo oltre l’ingresso si susseguono diverse camere e, infine, la grande sala interna.
La posizione proprio vicino alle scogliere la distingue nettamente dalle grotte turistiche attrezzate di Maiorca. Ci si arriva attraversando il territorio della penisola di Alcúdia e si arriva fino alla costa. È proprio l’alternanza tra paesaggio aperto e sottosuolo riparato a far capire perché oggi la Cova Tancada sia considerata soprattutto la meta di un’escursione un po’ più impegnativa.
Tracce dell'uso passato
Non c’è da aspettarsi nulla che assomigli a una struttura storica in senso museale. L’ex approdo e i gradini scavati nella roccia non formano un complesso ricostruito, ma sono solo lievi tracce d’uso. Dimostrano che l’attuale accesso per gli escursionisti racconta solo un aspetto della storia del luogo e che un tempo il mare rappresentava un collegamento pratico con la grotta.
Questi resti passano facilmente inosservati, perché le dimensioni naturali e le formazioni rocciose hanno un impatto molto più forte. Proprio per questo vale la pena cercare con attenzione, all’ingresso e sul fondo della grotta, le parti lavorate a mano. Sono l’anello di congiunzione tra la grotta geologica e il suo utilizzo da parte dell’uomo.
Oggi la Cova Tancada non è illuminata e rimane in gran parte allo stato naturale. Il suo fascino non sta in una mostra o in una rappresentazione spettacolare del passato, ma nell’esperienza diretta di una grande sala carsica, che si raggiunge solo dopo un percorso impegnativo. L’accesso stesso è parte integrante dell’attrazione.
Cosa c'è da vedere
L'ingresso si trova proprio sulla costa rocciosa. Dall'esterno non si capisce ancora quanto la grotta si allarghi all'interno. Dopo il luminoso sentiero costiero, la percezione cambia all’improvviso: i contorni si distinguono solo dove cade il cono di luce, e le singole formazioni rocciose si trasformano poco a poco in intere sequenze di spazi.
L'ingresso della grotta in riva al mare
Già la posizione dell’ingresso fa parte dell’esperienza. Il percorso escursionistico scende ripidamente dalla penisola verso la costa, finché il mare e la parete rocciosa non dominano il panorama. La vicinanza all’acqua spiega anche i resti conservati del vecchio attracco. Quando il mare è agitato, però, questa posizione esposta diventa un rischio per la sicurezza; le descrizioni dei percorsi sconsigliano di visitarla in caso di mare mosso.
All’ingresso della grotta vale la pena fare una breve pausa, così che gli occhi possano abituarsi al buio. La luce del giorno basta solo per la parte iniziale. Se vuoi proseguire, ti serve una lampada frontale o una torcia, meglio se con una fonte di luce di riserva indipendente.
La sequenza delle stanze
La Cova Tancada non è costituita da un’unica cavità. Diverse camere si addentrano sempre più in profondità nella montagna, amplificando gradualmente la sensazione di spazio. In questo modo non si crea un corridoio lineare da visita, ma una sequenza naturale in cui sporgenze, conformazioni del terreno e formazioni di stalattiti e stalagmiti si rivelano solo a tratti.
Il terreno non è stato livellato per i visitatori. Umidità, rocce e irregolarità richiedono attenzione anche all’interno della grotta. L’elevata umidità può far sembrare l’ambiente sorprendentemente caldo, nonostante la temperatura all’interno della grotta sia di circa 15-20 gradi. Allo stesso tempo, il terreno rimane un ambiente in cui è più importante muoversi con cautela che procedere velocemente.
La grande sala
Il punto culminante è la grande sala interna. Il suo effetto deriva soprattutto dal contrasto con il fascio di luce limitato: solo quando la luce si diffonde lentamente si riconoscono l’altezza, la larghezza e le imponenti strutture rocciose. Le dimensioni di questo spazio sono uno dei motivi per cui la Cova Tancada spicca tra le tante grotte di Maiorca.
Non c'è un'illuminazione fissa. La sala non si vede mai tutta in un colpo d'occhio, come in una grotta turistica. Se indossi una potente lampada frontale, riesci a distinguere molto meglio le strutture rispetto a una torcia a mano poco potente.
Stalattiti e formazioni rocciose
Le formazioni naturali non sono disposte dietro delle barriere o lungo una passerella segnalata. Si trovano proprio all’interno della grotta e vanno osservate da lontano. Ciò che colpisce di più non è tanto una singola formazione ben identificata, quanto piuttosto l’insieme delle forme stalattitiche, delle superfici calcaree ruvide e degli spazi bui tra le sale.
Dato che solo la luce che proviene da te mette in risalto le singole parti, l’impressione cambia a seconda di dove ti trovi. Una visita lenta e a 360 gradi è più gratificante che cercare di arrivare il più in fretta possibile fino in fondo. L’orientamento verso l’uscita dovrebbe però rimanere sempre chiaro.
Approdo e gradini di roccia
Vicino all’ingresso, i resti di un approdo per barche ricordano l’uso che si faceva un tempo della grotta. A questi si aggiungono alcuni gradini scavati nel pavimento della grotta. Entrambi gli elementi sono semplici e rischiano di passare inosservati accanto alle grandi formazioni naturali, ma raccontano di questo luogo più di qualsiasi pannello informativo moderno.
Allo stesso tempo, ti fanno capire che, storicamente, l’accesso dalla costa aveva un ruolo diverso rispetto a oggi. La visita attuale si fa a piedi partendo dalla terraferma; le vecchie tracce lungo l’acqua non indicano né un traffico regolare di barche né un punto di attracco turistico.
La visita
La visita non inizia all’ingresso della grotta, ma al punto di partenza dell’escursione. A seconda del percorso che scegli, il sentiero può essere più lungo e panoramico se parti da Alcanada e segui la costa, oppure più breve se parti dalla zona dell’accesso a Coll Baix e attraversi la penisola. Entrambe le varianti si uniscono prima della discesa decisiva verso la grotta.
Il percorso più breve passando per Coll Baix
C'è un percorso documentato che parte vicino al rifugio di Coll Baix. Per questo itinerario si indicano circa 3 chilometri e un tempo di percorrenza di 1 ora e 45 minuti; l'esplorazione dell'interno della grotta non è però descritta in modo completo. Per l'intera escursione dovresti quindi prevedere molto più tempo e assicurarti di avere luce a sufficienza.
All’inizio il percorso segue un ampio sentiero in leggera salita. Dopo un bivio, la vista si apre sulla baia di Alcúdia e sull’isolotto del faro al largo di Alcanada. Questo tratto piacevole non deve però farti dimenticare che la parte più impegnativa deve ancora arrivare.
La discesa verso la costa
Nell’ultimo tratto, il sentiero scende molto ripidamente verso la grotta. La descrizione dell’itinerario indica un dislivello di circa 120 metri per questa parte. Nei passaggi più difficili, i bastoncini e le catene sono d’aiuto; ciononostante, sono comunque necessari passo sicuro, assenza di vertigini ed esperienza su terreni rocciosi.
Il ritorno prevede di risalire lo stesso pendio ripido. È bene tenerlo presente quando pianifichi le tue energie, perché la discesa copre solo metà di questo tratto. In caso di pioggia, la salita è descritta come decisamente insidiosa. Anche il mare mosso è un motivo per rimandare l'escursione.
Il percorso più lungo da Alcanada
La seconda opzione parte dalla zona del campo da golf di Alcanada. All’inizio segue la costa, poi sale sulle scogliere e prosegue su sentieri che attraversano un terreno boscoso. Questa variante è più lunga, ma offre ulteriori panorami sulla costa e rende il percorso stesso una parte ancora più importante dell’escursione.
Lungo il percorso si incontrano, tra le altre cose, delle scale lungo una recinzione e diverse diramazioni. Dato che il terreno non offre un percorso sempre agevole per i visitatori, è consigliabile avere un itinerario salvato in anticipo. Cercare di prendere una scorciatoia improvvisata nella zona delle scogliere non è una buona idea.
Nella grotta
All’ingresso inizia la parte in cui una lampada frontale è indispensabile. L’interno non è illuminato artificialmente e le gallerie si estendono oltre la zona illuminata dalla luce del giorno. L’ideale è che ognuno abbia la propria lampada e che ci sia anche una lampada di riserva. Così il percorso di ritorno rimane visibile anche in caso di guasto tecnico.
Per la visita non c'è un percorso prestabilito. Il ritmo dipende dal terreno, dalla visibilità e dalla tua esperienza personale. La grotta è considerata grande e suggestiva, ma non troppo affollata. Non è possibile stabilire un orario tranquillo su cui fare affidamento; l'importante è partire con un po' di tempo in più e quando il tempo è asciutto.
Prima di partire, ti consiglio di controllare le condizioni di accesso aggiornate. Non ci sono orari di apertura fissi né un prezzo d’ingresso documentato in modo affidabile su cui basare la pianificazione della visita.
Come arrivare e dove parcheggiare
Da Palma e dall’aeroporto, il percorso in auto ti porta prima a Port d’Alcúdia. Lì, però, finisce solo la parte del viaggio che puoi pianificare facilmente: la Cova Tancada si trova fuori dal paese, sulla penisola di Alcúdia, ed è raggiungibile solo tramite un sentiero escursionistico.
Dall'aeroporto di Palma
Dall’aeroporto di Palma, il tragitto in auto fino a Port d’Alcúdia è di 60 chilometri. Il viaggio dura circa 47 minuti e si percorre la Ma-30, poi la Ma-13 e infine la Ma-3460. Queste indicazioni valgono espressamente solo fino a Port d’Alcúdia, non fino all’ingresso della grotta.
Per proseguire, puoi scegliere se partire da Alcanada o prendere la strada verso Coll Baix. Da lì, a seconda della variante, ti aspetta un’escursione lungo la costa oppure una salita più breve con una ripida discesa finale.
Dal centro di Palma
Dal centro di Palma, in auto sono 57 chilometri fino a Port d’Alcúdia. Il viaggio dura circa 51 minuti e si percorre la Ma-13 e la Ma-3460. Anche in questo caso, poi, bisogna aggiungere il tragitto fino al punto di partenza dell’escursione che hai scelto e il percorso a piedi.
Quando pianifichi il tempo, non devi considerare solo il percorso. La strada per arrivare alla penisola diventa più stretta e accidentata una volta lasciate le strade principali, mentre l’escursione non può assolutamente essere sostituita da un tragitto in auto fino alle porte della grotta.
Parcheggio ad Alcanada
Per la salita più lunga e ricca di panorami, come punto di partenza viene indicata la zona vicino al campo da golf di Alcanada. Da lì, il percorso segue inizialmente il corso d’acqua per poi salire sulle scogliere. Questa scelta evita il tratto più impervio che si addentra nella penisola, ma allunga l’escursione.
Il veicolo va parcheggiato solo nelle aree autorizzate. Il sentiero costiero parte fuori dall'area turistica della grotta.
Accesso in direzione Coll Baix
Il percorso più breve segue prima il Camí de s’Alou e poi il Camí de la Muntanya. La strada, o meglio la pista, diventa sempre più accidentata. Le guide consigliano di scegliere un posto dove parcheggiare prima che il terreno diventi troppo difficile per la tua auto e di lasciare libera la carreggiata.
L’inizio dell’escursione nei pressi di Coll Baix è segnalato da una barriera a catena, oltre la quale l’ampio sentiero prosegue a piedi. Non è presente una fermata dell’autobus nelle immediate vicinanze della grotta. Per questa variante, quindi, la soluzione più pratica è usare la propria auto o organizzare autonomamente il trasporto fino a un punto di partenza adatto.
Nei dintorni
Dopo l’oscurità della grotta, la baia di Alcúdia sembra particolarmente vasta. Port d’Alcúdia è il punto di partenza più vicino per il tour ed è perfetto anche per la pausa dopo il percorso. Il porto, la spiaggia e la zona costiera più pianeggiante sono in netto contrasto con il terreno roccioso e incontaminato del Cap de Menorca.
Port d’Alcúdia e Alcanada
Se scegli il percorso più lungo, Alcanada non sarà solo un punto di partenza. Il sentiero costiero offre una vista sulla baia e sulla piccola isola con il faro al largo della costa. In questo modo puoi abbinare l'escursione nelle grotte a un tranquillo tratto di costa, senza dover raggiungere un'altra meta lontana.
Port d’Alcúdia è il punto di partenza ideale prima o dopo il tour. L’escursione nelle grotte, però, non va confusa con una semplice passeggiata sulla spiaggia: oltre Alcanada il terreno cambia e, al più tardi durante la discesa finale, servono scarpe da montagna e un passo sicuro.
Platja des Coll Baix
Anche la Platja del Coll Baix si trova sulla penisola e, nei suggerimenti per gli itinerari, viene abbinata alla Cova Tancada. Entrambe le mete condividono una parte del percorso di accesso, ma richiedono più tempo a piedi e maggiori riserve di energia. Se vuoi visitarle entrambe in un solo giorno, ti conviene partire presto e pianificare in anticipo l’itinerario completo.
La spiaggia di ghiaia non è una comoda sosta proprio accanto all'ingresso della grotta. Il tutto si traduce in un'escursione più impegnativa sul terreno. Con il caldo, poi, aumenta il fabbisogno di acqua, mentre lungo il percorso non è sempre possibile rifornirsi.
Penisola di Alcúdia
Anche l’Ermita de la Victòria e i punti panoramici che la circondano fanno parte dei luoghi da visitare nella penisola. Sono più adatti come tappa a sé stante, prima o dopo l’escursione, piuttosto che come estensione improvvisata della ripida salita alla grotta. In questo modo avrai tempo a sufficienza per visitare la Cova Tancada senza fretta e con un margine di luce diurna sicuro.
Se vuoi fare un percorso meno impegnativo, puoi limitarti a visitare Alcanada, Port d’Alcúdia e i panorami costieri. La grotta non è una tappa obbligatoria per ogni tour del nord, ma una meta per chi sceglie consapevolmente il percorso impegnativo come parte dell’esperienza.
Il posto giusto per farlo
Port d'Alcúdia nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Meglio che l’oggetto più importante non finisca in fondo allo zaino: una lampada frontale dovrebbe essere a portata di mano già all’ingresso. All’interno della grotta non c’è illuminazione fissa, ed è meglio tenere una mano libera per muoversi sul terreno irregolare. Una seconda fonte di luce indipendente ti evita di ritrovarti al buio in caso di guasto.
Scarpe e abbigliamento
Le scarpe da montagna con suola antiscivolo sono decisamente più adatte per la discesa ripida e rocciosa rispetto alle scarpe da tempo libero o da spiaggia. All’interno della grotta si aggiungono umidità e terreno calcareo irregolare. L’abbigliamento dovrebbe essere adatto sia al terreno costiero aperto che all’aria umida della grotta.
All’interno della grotta la temperatura è di circa 15-20 gradi e l’umidità è alta. Per questo, all’interno può sembrare più caldo di quanto la temperatura lasci intendere. All’esterno, in alcuni tratti del percorso, mancano aree protette per i visitatori; acqua e protezione solare adatta alla stagione fanno parte dell’attrezzatura personale.
Il tempo e il mare
La pioggia rende la salita più difficile, soprattutto nei tratti in cui bisogna arrampicarsi o dove il sentiero scende ripidamente. Si sconsiglia l'escursione anche quando il mare è mosso, dato che l'ingresso si trova sulla costa. La decisione va presa prima di iniziare la discesa e non solo una volta arrivati in riva al mare.
Anche se all’andata il tempo è stato bello, il ritorno si fa comunque lungo lo stesso pendio ripido. Per questo è più importante avere abbastanza luce diurna a disposizione piuttosto che cercare un orario di visita apparentemente perfetto. Se arrivi all’ingresso tardi, devi pianificare in modo realistico sia la visita alle grotte che la risalita.
Con i bambini
Alcune descrizioni degli itinerari classificano la grotta come meta per famiglie, mentre altre sottolineano espressamente che solo gli escursionisti esperti e sicuri di passo dovrebbero scegliere questo percorso. Quindi, ciò che conta non è l’etichetta di “gita per famiglie”, ma l’esperienza di tutti i partecipanti con discese ripide, tratti esposti, catene di sicurezza e grotte naturali buie.
I bambini devono essere in grado di percorrere il sentiero in autonomia e in tutta sicurezza e, una volta all’interno della grotta, devono essere seguiti da vicino. L’accesso non è adatto a passeggini, attrezzatura da spiaggia standard o a chi non indossa scarpe robuste. Se hai dei dubbi, è meglio tornare indietro da un punto panoramico.
Cosa non c'è da aspettarsi
La Cova Tancada non ha un percorso turistico illuminato, né formazioni rocciose messe in scena, né un comodo sentiero per i visitatori. L'acqua, la luce e il materiale per orientarti devono essere già con te al punto di partenza.
È proprio da questo che nasce il carattere speciale della visita. La grotta si svela camminando con cautela, con la tua luce e prestando attenzione agli spazi naturali e alle poche tracce di un uso passato. Chi accetta questa differenza, vive un’esperienza che va ben oltre una semplice sosta per scattare qualche foto.
Consigli da chi vive sul posto
Metti in valigia due fonti di luce
All’interno, la luce del giorno arriva solo fino all’ingresso. Una potente lampada frontale ti lascia entrambe le mani libere; una seconda lampada, che funziona in modo indipendente, ti aiuta a orientarti nel caso in cui quella principale smetta di funzionare.
Non trascurare i gradini di roccia
Accanto alle grandi sale, le piccole tracce lasciate dall’uomo sembrano quasi insignificanti. All’ingresso e sul pavimento della grotta vale la pena dare un’occhiata ai gradini scavati nella roccia e ai resti dell’antico attracco per le barche.
Alcanada: per una vista ancora più ampia
Il percorso più lungo, che parte dal campo da golf di Alcanada, segue inizialmente la costa per poi salire sulle scogliere. Ti regala ulteriori panorami sulla baia e sull’isola del faro, prima di sbucare all’imbocco delle grotte.
Pensa anche al ritorno
Dopo la visita alla grotta, dovrai risalire la ripida discesa finale. Per questo, le energie e la luce del giorno non dovrebbero bastarti solo fino all’ingresso; la parte più faticosa del ritorno inizia proprio sulla costa.
Come abbinare al meglio il Coll Baix
La Platja del Coll Baix può essere inclusa in un percorso più lungo, ma non ha lo stesso punto di arrivo della grotta. Questa combinazione richiede più tempo di cammino, acqua e un itinerario prestabilito.