Jardins d'Alfàbia: il giardino acquatico storico di Maiorca
Tra palme, corsi d’acqua in pietra e le pendici della Serra de Tramuntana, i Jardins d’Alfàbia raccontano una storia incredibilmente lunga. Questa tenuta storica unisce un giardino di origine ispano-araba a una dimora signorile maiorchina, le cui stanze e facciate conservano le tracce di diversi secoli. L’acqua qui è ben più di un semplice elemento decorativo: delimita i sentieri, alimenta le vasche e accompagna il percorso con il suo gorgoglio sempre diverso.
Il complesso è nato da una tenuta agricola coltivata. Piante coltivate, alberi da frutto, palme, fiori, pergolati ombreggiati e spazi paesaggistici di grande effetto non sono quindi disposti separatamente uno accanto all’altro, ma si fondono l’uno nell’altro. È proprio questa struttura che si è sviluppata nel tempo a renderlo così affascinante.
Una visita vale la pena sia per gli amanti del giardinaggio che per i viaggiatori che vogliono scoprire la storia culturale di Maiorca al di là di chiese, castelli e palazzi cittadini. Le famiglie troveranno giochi d’acqua e brevi percorsi alla scoperta del parco, mentre chi ama fotografare troverà prospettive suggestive tra pergolati, scalinate e viali di palme. Se cerchi soprattutto tranquillità, ti conviene prenderti tutto il tempo necessario: Alfàbia non si scopre con una visita frettolosa, ma fermandoti più volte. I giardini si trovano ai piedi della Tramuntana, lungo lo storico percorso che collega Palma a Sóller.
Storia e significato
Quando Jaume I conquistò la Maiorca musulmana nel 1229, Alfàbia era di proprietà di Ben-Abet. Secondo la tradizione, il potente wali, cioè un governatore musulmano, si schierò dalla parte dei cristiani e in cambio gli fu permesso di tenere la tenuta. La tenuta è documentata fin da quell’anno. Le sue radici risalgono quindi all’epoca araba dell’isola, da cui è rimasto soprattutto l’approccio alla raccolta dell’acqua, all’irrigazione e alla combinazione di orti e giardini ornamentali.
Ben-Abet e la conquista di Maiorca
La storia di Ben-Abet è ben più di un semplice aneddoto di contorno. Secondo quanto riferito dal gestore, la tenuta non è mai stata venduta, ma è stata tramandata di generazione in generazione. È rimasta di proprietà privata e ha potuto evolversi nel corso dei secoli senza perdere del tutto la sua struttura storica di base.
Il giardino non era solo un posto dove oziare. Una sorgente che sgorgava sopra la casa, che forniva acqua anche nelle estati più secche, riforniva l’area. Il dislivello naturale rendeva possibile l’irrigazione e azionava i mulini per il grano, di cui si ha traccia già dal XIII secolo. Alcuni resti ancora visibili ricordano questo aspetto economico della tenuta. Ad Alfàbia, quindi, l’acqua significava allo stesso tempo approvvigionamento, resa e organizzazione.
Una tenuta che ha attraversato tante epoche
Con il passare delle generazioni di proprietari, la casa e il giardino si sono trasformati. Alle origini ispano-arabe si sono aggiunti elementi gotici, rinascimentali e barocchi; in seguito, anche l’idea inglese di giardino paesaggistico ha influenzato il complesso. Questi strati non sono stati uniformati in uno stile unico. All’interno della villa, un’antica struttura del soffitto può coesistere con portali barocchi e saloni del XIX secolo, mentre all’esterno i canali d’acqua funzionali si fondono con scenari giardino dal fascino romantico.
Particolarmente determinante è stata l’esigenza artistica delle famiglie nobili maiorchine, i cui rami si unirono nel XVIII secolo. Da una tenuta agricola si è sviluppato un complesso di grande prestigio, senza che la corte, gli edifici agricoli, la cappella, il frantoio e il giardino perdessero il loro legame reciproco. Oggi Alfàbia appartiene alla famiglia Zaforteza ed è aperta al pubblico come monumento storico-culturale.
Patrimonio culturale preservato
La posizione nella Serra de Tramuntana inserisce Alfàbia in un contesto storico-culturale più ampio. Nel 2011 questa catena montuosa è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come paesaggio culturale. Alfàbia rende bene l’idea di questo concetto in uno spazio ristretto.
Nel 2017 il complesso ha inoltre ricevuto un riconoscimento come giardino storico e unico nel suo genere. Ciò che conta davvero, però, non è tanto un singolo titolo quanto la conservazione di un insieme vivente: la tenuta non è una ricostruzione di una singola epoca, ma un luogo in cui ogni generazione ha lasciato il proprio segno.
Cosa c'è da vedere
Il percorso non inizia con un singolo edificio maestoso, ma con una serie di passaggi sapientemente studiati. Un ampio viale d’accesso, fiancheggiato da grandi platani, conduce al complesso edilizio. Poi, uno dopo l’altro, appaiono la facciata, il cortile e il giardino. Dietro muri e cancelli si apre un mondo in cui architettura e vegetazione si scambiano continuamente i ruoli: un canale d’acqua diventa un asse visivo, un pergolato uno spazio verde, una scalinata parte del sistema di irrigazione.
Portale Forà e facciata principale
Il grande portone esterno, il “Portal Forà”, costituisce l’ingresso di rappresentanza della dimora signorile. Le sue ante, rifinite in bronzo, sono incorniciate da una struttura barocca in pietra rossastra dell’isola. Due finestre ellittiche a occhio di bue e delle colonne incorniciano il portale. Il progetto è attribuito a Joan d'Aragó, un importante architetto maiorchino specializzato in altari barocchi della metà del XVIII secolo.
Sulla facciata ci sono due panchine in pietra fissate alla facciata, che a Maiorca si chiamano “colcadors”. Non servivano solo per riposarsi, ma anche come appoggio per salire a cavallo. Questo dettaglio apparentemente insignificante mostra quanto fossero strettamente legati, in una tenuta di campagna, l’aspetto rappresentativo e la vita di tutti i giorni. La facciata doveva fare bella figura, ma rimaneva comunque parte integrante di un’azienda agricola funzionante.
La Clastra
Dietro il portale si trova la “clastra”, il cortile interno tipico delle grandi tenute maiorchine. Attorno a questo punto centrale si raggruppano la casa padronale e gli spazi un tempo adibiti ad attività agricole. Il complesso storico comprende edifici agricoli, la casa dei braccianti, le stalle, un frantoio e una cappella privata. Un porticato della casa padronale offre una vista sul giardino sul retro.
Il cortile aiuta a capire la struttura del complesso. Alfàbia non era una residenza estiva isolata, ma una “possessió”, una grande tenuta che comprendeva abitazioni, attività agricole, magazzini e spazi religiosi. Se non ti limiti a guardare solo le decorazioni, dalle porte, dai passaggi e dalle ali dell’edificio puoi riconoscere l’organizzazione di quello che un tempo era un luogo di lavoro e di vita.
Gli ambienti abitativi storici
Nella villa il viaggio nel tempo continua. Tra le stanze menzionate ci sono la Sala Grande, la Sala de l'Alcova e una sala da pranzo del XIX secolo. Mobili d’epoca, dipinti e arazzi conferiscono all’ambiente l’atmosfera di una residenza di famiglia abitata, piuttosto che quella di un museo rigorosamente allestito. Anche una preziosa biblioteca fa parte dell’arredamento originale.
Merita particolare attenzione il soffitto a cassettoni con elementi almohadi, risalente al 1170. Insieme ai dettagli gotici, rinascimentali e barocchi, rende questa casa un raro esempio di come elementi architettonici più antichi possano continuare a vivere e trasformarsi. Gli ambienti non raccontano quindi in modo lineare il passaggio da uno stile architettonico all’altro, ma mostrano come una dimora sia stata ampliata, adattata e riutilizzata nel tempo.
La scalinata in pietra e la cisterna
Una suggestiva scalinata in pietra conduce alla zona del giardino più in alto. Accanto ai gradini scorrono stretti canali d’acqua. L’acqua accompagna visibilmente la salita e allo stesso tempo ti fa percepire il dislivello su cui si basava l’intero approvvigionamento della tenuta. In cima ci sono una cisterna con volta a botte e una vecchia piccionaia.
La scalinata termina su una facciata che nel XVII secolo è stata ricostruita dall’architetto reale Isidro Vázquez sulla base dei progetti conservati nella casa. Qui l’ingegneria idraulica, l’allestimento del giardino e l’architettura si fondono in modo particolarmente armonioso. La scalinata non è solo un collegamento tra due livelli, ma è di per sé uno degli elementi più suggestivi del giardino.
Il pergolato con gli spruzzi d'acqua
L'elemento più famoso dei Jardins d'Alfàbia è il lungo pergolato. Lungo il pergolato sono disposti dei getti d'acqua che si incrociano. Quando vengono attivati, lanciano sottili archi d'acqua che attraversano il sentiero, trasformando per un attimo il percorso in un tunnel d'acqua. Questo gioco sembra allegro, ma segue un’antica tradizione in cui il movimento, il suono e un rinfresco a sorpresa facevano parte del piacere di stare in giardino.
Alla fine dell'asse, una fontana attira lo sguardo lungo il corridoio. La prospettiva è importante tanto quanto l’effetto: le foglie filtrano la luce, la struttura regolare attira lo sguardo in avanti e l’acqua spezza la rigida geometria. Se vuoi scattare qualche foto, all’inizio del pergolato troverai la visuale più nitida lungo tutto l’asse verde.
Il giardino tropicale e il laghetto delle ninfee
In un’altra zona del giardino la vegetazione diventa più fitta. Un laghetto con ninfee crea un tranquillo contrappunto alle fontane in movimento del pergolato. Palme, bouganville, cedri, gerani e altre piante con esigenze molto diverse crescono qui fianco a fianco. Ciò è reso possibile dalla posizione riparata ai piedi delle montagne, dall’elevato livello di precipitazioni e dall’affidabile approvvigionamento idrico.
Le piante ornamentali si affiancano agli alberi da frutto e da noci, mentre le piante aromatiche stanno accanto agli alberi che offrono ombra. Qui rivive il principio dei giardini ispano-arabi, secondo cui bellezza e utilità non vanno separate. Davanti alla facciata principale, alte palme conferiscono un tocco solenne; negli spazi più ristretti del giardino, invece, sono il fogliame, le specchi d’acqua e la luce filtrata a determinare l’atmosfera.
Sorgenti, canali e resti di mulini
Molti visitatori notano subito le fontane e i fiori, ma la vera spina dorsale di Alfàbia è il sistema idrico. Una sorgente si trova ben al di sopra della casa e garantisce il dislivello necessario. Da lì, l’acqua veniva convogliata verso cisterne, canali, bacini e terreni agricoli. Anche i giochi d’acqua decorativi si inseriscono quindi in una tradizione tecnica che ha reso possibile la vita nell’intera tenuta.
A questo sistema facevano parte tre mulini per cereali con ruote di legno, di cui si ha traccia fin dal XIII secolo. Le tracce che ne sono rimaste sembrano meno spettacolari della pergola, ma spiegano la prosperità storica della tenuta. Alfàbia è degna di nota proprio perché l’arte dei giardini e la gestione delle risorse non possono essere considerate separatamente.
La visita
All’inizio, il percorso svolta a sinistra lungo la facciata in direzione del viale del giardino fiancheggiato da palme. Ancor prima delle scale c’è una vasca alimentata dall’acqua di montagna. Da lì in poi si alternano spazi verdi aperti, passaggi ombreggiati, corsi d’acqua e zone più in alto; la villa completa il percorso con il cortile interno e gli ambienti abitativi storici. Puoi esplorare il complesso da solo.
È ora di dedicarsi al giardino e alla casa
Per una visita tranquilla, due o tre ore sono un’indicazione ragionevole. In questo lasso di tempo avrai modo di aspettare che si attivino i giochi d’acqua, di non limitarti a attraversare la casa e di fare una pausa nella parte del giardino tropicale. Se vuoi soprattutto scattare foto o sei particolarmente interessato ai giardini storici, puoi goderti lo stesso percorso a un ritmo decisamente più lento. Per una rapida panoramica basta meno tempo, ma in questo caso ti perderai proprio il passaggio da uno spazio all’altro del giardino.
I Jardins d'Alfàbia sono più a misura d'uomo rispetto a un grande parco paesaggistico. Non ci sono lunghe distanze da percorrere, ma ci sono scale e sentieri in salita che collegano i diversi livelli. La visita, quindi, non è tanto una lunga passeggiata quanto una serie di brevi tappe con frequenti soste.
Luci, acqua e folla di visitatori
All’inizio della giornata, la luce filtra in modo più diffuso attraverso i pergolati e le chiome degli alberi; più tardi, i contrasti tra le zone soleggiate e l’ombra fitta diventano più evidenti. Secondo le recensioni pubblicate, gli autobus turistici si fermano qui meno spesso rispetto ad alcune grandi destinazioni insulari, ma a volte possono comunque radunarsi diversi visitatori vicino al pergolato, alla scalinata e al portico.
Nelle giornate calde, gli alberi alti, i pergolati e l’acqua onnipresente rendono gli spazi del giardino decisamente più piacevoli rispetto a una visita aperta in città. Il parco, però, non è completamente all’ombra. La cosa migliore è esplorare prima con attenzione le aree del giardino e non considerare la casa come un semplice annesso: è solo all’interno che capisci quante epoche hanno lasciato il segno ad Alfàbia.
Come arrivare e dove parcheggiare
L'indirizzo è Biniaraix, Maiorca. A seconda del punto di partenza, ci sono i seguenti percorsi.
Dall'aeroporto di Palma
La distanza misurata nei dati di viaggio dall'aeroporto di Palma a Biniaraix è di 30 chilometri su strada. Il viaggio dura circa 37 minuti e passa per la Ma-20 e la Ma-11.
Dal centro di Palma
Dal centro di Palma a Biniaraix ci sono 25 chilometri su strada lungo la MA-11; il viaggio dura circa 41 minuti. Una volta lì, la strada porta a un parcheggio; da lì ti avvicini alla tenuta percorrendo l’ampio viale fiancheggiato da platani.
Trasporti pubblici
Nelle immediate vicinanze non c'è nessuna fermata dell'autobus ufficiale. Una particolarità è però la storica linea ferroviaria tra Palma e Sóller: secondo quanto indicato dal gestore, c'è una fermata vicino ai giardini. Se vuoi usare questo collegamento, ti consiglio di controllare l'orario aggiornato e la fermata effettivamente servita prima di partire.
Nei dintorni
Dopo il rumore dell’acqua di Alfàbia, Biniaraix sembra proprio la seconda tappa perfetta dell’escursione. Questo piccolo paesino si trova sopra Sóller, ai margini della Tramuntana, e con i suoi vicoli stretti ti offre un altro scorcio dello stesso paesaggio culturale. I chilometri indicati nelle indicazioni stradali ti portano proprio lì.
Biniaraix e Sóller
Puoi abbinare la visita a Biniaraix a una passeggiata per il paese, senza che la giornata diventi troppo piena. Se vuoi restare più a lungo, nei dintorni troverai diversi accessi al tradizionale paesaggio terrazzato della Tramuntana. Sóller, che è un punto di partenza più grande, è abbastanza vicino da permetterti di combinare una visita ai giardini, una passeggiata per il paese e una pausa.
La storica ferrovia tra Palma e Sóller non è solo un mezzo per arrivare a destinazione, ma fa parte a tutti gli effetti della storia dei trasporti regionali. Il suo percorso segue l’antico collegamento dall’interno dell’isola alla valle di Sóller. Se la abbini alla visita ad Alfàbia, però, dovrai adattare il programma della giornata agli orari attuali delle fermate.
Bunyola e la Ma-11
Verso Palma si trova Bunyola, i cui dintorni sono caratterizzati da grandi tenute, uliveti e dalle propaggini meridionali della Tramuntana. Alfàbia fa parte di questa zona sia dal punto di vista storico che paesaggistico. La visita si inserisce quindi bene in un giro lungo la Ma-11, invece di essere pianificata come una deviazione verso una meta isolata.
Più a sud-ovest, lungo la strada per Palma, si trova la tenuta di Raixa. Entrambe le proprietà mostrano aspetti diversi della cultura mallorchina dei giardini e delle tenute. Se vuoi passare una giornata all’insegna della cultura e della storia, questa combinazione è l’ideale; chi invece preferisce prendersela comoda, dovrebbe limitarsi ad Alfàbia e a uno dei paesi vicini.
Serra de Tramuntana
Ad Alfàbia le montagne non sono solo uno sfondo. Forniscono acqua, proteggono il giardino dai freddi venti del nord e hanno creato quelle condizioni topografiche su cui si basavano mulini, canali e coltivazioni a terrazze. Una breve deviazione nella Tramuntana ti aiuta quindi a capire meglio il giardino: ciò che nella tenuta sembra disposto con grande maestria, in realtà ha origine più in alto, tra sorgenti, pendii e paesaggi coltivati.
Il posto giusto per farlo
Biniaraix nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Il leggero gorgoglio dell’acqua potrebbe farti pensare che Alfàbia sia un’area pianeggiante, ma in realtà si tratta di un percorso storico con diversi livelli. Le superfici in pietra liscia, le scale e le zone vicino alle fontane potrebbero essere bagnate. È quindi meglio indossare scarpe comode con suola antiscivolo piuttosto che sandali delicati. Dopo la pioggia o nelle immediate vicinanze delle fontane, è bene prestare particolare attenzione.
Sole e ombra
Platani, palme, pergolati e angoli del giardino ricoperti da una fitta vegetazione offrono molta ombra. Tra questi, però, ci sono sentieri aperti e zone soleggiate. Per questo è sempre meglio proteggersi dal sole, anche se Alfàbia è considerata una meta piacevole per le giornate calde. L’acqua dona una sensazione di freschezza sia alla vista che all’udito, ma non sostituisce né l’acqua potabile né un approccio prudente al caldo di mezzogiorno.
Le condizioni di luce cambiano molto. Per le foto, vale la pena non limitarsi a immortalare solo le zone luminose del giardino, ma provare a scattare anche dall’ombra del pergolato o di un passaggio. Soprattutto la facciata principale, la scalinata in pietra e il laghetto delle ninfee risaltano grazie al contrasto tra la pietra, la vegetazione e l’acqua riflettente.
Con i bambini
Per i bambini, i getti d’acqua che si incrociano sotto il pergolato sono spesso l’esperienza più memorabile. I giochi d’acqua storici non vanno però confusi con un parco acquatico ad accesso libero. Le vasche, i canali e le scale richiedono la supervisione di un adulto, e i vestiti delicati potrebbero bagnarsi vicino alle fontane.
Dato che i sentieri non formano un percorso di un chilometro intorno al parco, il complesso è perfetto anche per le famiglie che non hanno in programma una passeggiata troppo lunga. La varietà è garantita dal cortile, dalla casa, dalle scale, dallo stagno e dal pergolato. È utile concepire il percorso come una ricerca dei diversi percorsi dell’acqua: dalla sorgente, passando per i canali e la cisterna, fino alle fontane e allo stagno.
Animali domestici e rispetto degli altri
Il gestore dichiara che la struttura è adatta agli animali domestici. Prima di andarci, però, ti consiglio di controllare le condizioni attuali, soprattutto per gli spazi interni e in occasione di eventi. In ogni caso, vicino alle vasche d’acqua, nelle sale storiche e sui sentieri stretti, tieni gli animali al guinzaglio.
Alfàbia continuerà a essere preservata come patrimonio culturale privato e, allo stesso tempo, verrà utilizzata per eventi. Il giardino, poi, non è né un parco divertimenti né una zona selvaggia e incontaminata: quello che vedrai è una tenuta plasmata nel corso dei secoli, i cui dettagli nascosti sono importanti almeno quanto i famosi soggetti fotografici.
Consigli da chi vive sul posto
Pergola a sorpresa
Gli ugelli d'acqua si snodano a croce lungo la lunga pergola. All'inizio del pergolato si apre tutta la vista sul verde; allo stesso tempo c'è abbastanza spazio per osservare il gioco d'acqua senza ritrovarti subito in mezzo alle fontane.
Fai attenzione ai Colcador
Le due panche di pietra sulla facciata principale non sono solo una semplice decorazione. I “colcadors” maiorchini servivano come sedili e come aiuto per salire a cavallo: un piccolo dettaglio che ti fa capire com’era la vita di un tempo nella tenuta.
Vista attraverso il pergolato
Per una vista chiara della famosa pergola, ti consiglio di posizionarti proprio all’inizio. Da lì, la struttura, la chioma degli alberi, la fontana e i getti d’acqua concentrano lo sguardo su un unico asse, invece di perdersi nei singoli dettagli del giardino.
Segui il corso d'acqua
Le fontane sono solo il culmine visibile. Se presti attenzione ai canali paralleli lungo la scalinata in pietra, alla cisterna, alle vasche e ai resti dei mulini, dietro l’arte del giardino potrai riconoscere l’antico sistema di approvvigionamento dell’intera tenuta.
Non tralasciare la casa
Molti visitatori si concentrano sulla pergola e sul laghetto. Ma sono proprio la Clastra, il portale barocco, gli ambienti abitativi storici e l’antico soffitto a cassettoni a dimostrare perché Alfàbia è molto più di un semplice giardino.