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Pubblicità sessista nel settore alimentare: l'Istituto lancia l'allarme

Responsabile del contenuto: Frank Menze

Il 22 agosto 2026, a Madrid, l'Instituto de las Mujeres ha messo in guardia dai modelli sessisti nella pubblicità di prodotti alimentari e della ristorazione. Secondo l'ente, che fa capo al Ministero per l'Uguaglianza, il corpo femminile viene ripetutamente usato come richiamo commerciale.

Archivio - La direttrice dell’Instituto de las Mujeres, Cristina Hernández Martín, in una foto d’archivio
Europa Press

L'analisi si basa su un rapporto dell'Osservatorio sull'immagine delle donne, che ha esaminato le segnalazioni relative a campagne diffuse, tra l'altro, su elementi di arredo urbano, social network, confezioni, manifesti e spot pubblicitari.

Segnalazioni per rappresentazioni sessualizzate

Secondo il rapporto, tra il 2025 e il 2026 il 6,58% delle segnalazioni ricevute dall'Osservatorio riguardava pubblicità del settore alimentare. Il 31% di questi casi faceva esplicito riferimento alla sessualizzazione del corpo femminile.

Un ulteriore 11% riguardava l'uso del corpo femminile come richiamo visivo, non necessariamente sessualizzato. Nel 10% delle segnalazioni si denunciava invece la riproposizione di stereotipi tradizionali di genere.

Modelli ricorrenti nella pubblicità della ristorazione e dei prodotti alimentari

Il rapporto rileva modelli ricorrenti nelle pubblicità di hamburgerie, marchi di gelati, pizzerie, catene di ristoranti fast food e asiatici, panetterie, supermercati, nonché marchi di acqua e vino. Tra questi figurano modelle sessualizzate, inquadrature concentrate sulla bocca o sul décolleté e slogan dai doppi sensi sessuali.

L'Osservatorio critica inoltre il fatto che il consumo di un prodotto venga associato intenzionalmente a una presunta disponibilità sessuale delle donne. Contenuti di questo tipo possono rafforzare concezioni sociali diseguali e rappresentare le donne come oggetti di consumo o conferme estetiche.

Richiamo alla normativa pubblicitaria vigente

Secondo l'Instituto de las Mujeres, la pubblicità influenza anche i valori sociali e i modelli di riferimento. L'ente invita quindi i marchi alimentari a rinunciare a rappresentazioni che umiliano o subordinano le donne.

La legge generale sulla pubblicità considera inammissibili gli annunci che ritraggono le donne in modo degradante e utilizzano il loro corpo o parti di esso come oggetto avulso dal prodotto pubblicizzato. Lo stesso vale per l’associazione della loro immagine a comportamenti stereotipati.

Argomenti: Politica

Fonte: Europa Press / Mallorca.com

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