CERMI chiede un'introduzione più rapida della Carta europea della disabilità
Secondo il Comitato spagnolo dei rappresentanti delle persone con disabilità (CERMI), la Carta europea della disabilità dovrebbe essere introdotta più rapidamente in Spagna, a Madrid. Il 23 agosto 2026, l'associazione ha chiesto al Ministero dei Diritti sociali, del Consumo e dell'Agenda 2030 di approvare senza indugi il Regio Decreto relativo alla carta e al contrassegno europeo di parcheggio per le persone a mobilità ridotta.
Secondo CERMI, il provvedimento è in fase di elaborazione da molti mesi, senza che si intraveda una data ravvicinata per la sua promulgazione e la sua entrata in vigore. La normativa nazionale deriva da una direttiva europea approvata nel 2024.
Per CERMI è a rischio l'obiettivo di un'attuazione tempestiva
Su richiesta del settore della disabilità, la Spagna si era posta l'obiettivo di essere il primo Paese a recepire la normativa europea nel proprio ordinamento. Secondo CERMI, tuttavia, i ritardi causati dal Ministero mettono in dubbio questo obiettivo.
Oltre a una procedura accelerata, l'associazione chiede una reale volontà di raggiungere un accordo con il settore sociale della disabilità sui punti essenziali del Regio Decreto. Secondo CERMI, le bozze note contengono disposizioni inaccettabili, perché attenuano le prescrizioni della direttiva o peggiorano l'attuale normativa spagnola.
Richieste sull'ambito di validità e sulle tariffe di parcheggio
Secondo CERMI, il Regio Decreto ancora in sospeso dovrebbe stabilire in modo dettagliato e chiaro in quali ambiti sia valida la Carta europea della disabilità. L'associazione chiede inoltre che la carta venga estesa a tutte le situazioni di disabilità riconosciute dalla legge, comprese le equiparazioni previste dalla previdenza sociale e dalla normativa sul diritto all'autonomia personale e alla non autosufficienza.
CERMI chiede inoltre che i titolari del contrassegno europeo di parcheggio possano parcheggiare gratuitamente, in linea generale, nelle zone ORA regolamentate di tutti i comuni spagnoli. La misura dovrebbe applicarsi qualora i rispettivi consigli comunali non abbiano già riconosciuto direttamente tale esenzione.
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Fonte: Europa Press / Mallorca.com