Faro di Formentor – Il faro sulla costa settentrionale di Maiorca

Alla fine di una strada piena di curve, una torre bianca si erge sul Mediterraneo. Il Far de Formentor segna la punta più estrema della penisola di Formentor, a nord di Maiorca, ed è una di quelle mete in cui l’edificio, il viaggio per arrivarci e il paesaggio sono praticamente inseparabili. Il faro è un punto di riferimento per la navigazione, una testimonianza storica del XIX secolo e, allo stesso tempo, un punto panoramico.
Il fascino di questo posto non sta nell’architettura monumentale. La torre è piuttosto semplice; è soprattutto il palcoscenico su cui si erge a essere imponente. Le pareti rocciose scendono a picco sul mare, la costa si frastaglia in baie e promontori, e la posizione esposta spiega perché Formentor sia definito il crocevia dei venti. Quando il cielo è limpido, lo sguardo si perde lontano oltre l’orizzonte.
Il Far de Formentor è una tappa imperdibile per chi ama i paesaggi, per i fotografi e per tutti quelli a cui piace scoprire le infrastrutture storiche nel loro contesto originale. Anche il viaggio da Port de Pollença fa parte dell’escursione: la Ma-2210 si snoda lungo la penisola montuosa attraverso curve strette e punti panoramici. Chi vuole solo dare un’occhiata veloce a un singolo edificio, quindi, sottovaluta il carattere della destinazione. Formentor non è una breve tappa in città, ma un’escursione in un paesaggio costiero appartato.
La popolarità ha però delle conseguenze: lo spazio intorno al faro è limitato, mentre la strada di accesso è molto trafficata in estate. Le regole del traffico stagionali, i collegamenti in autobus e la scelta del momento giusto per la visita sono quindi parte integrante della pianificazione, proprio come la macchina fotografica e la protezione dal sole.
Storia e significato
Ancor prima che una strada moderna attraversasse la penisola, bisognava rifornire un cantiere situato proprio sulla sua punta più estrema. Tra il 1860 e il 1863 qui sorse il Far de Formentor. La posizione a picco sul mare ha permesso al futuro faro di avere una grande portata, ma ha reso il trasporto di persone e materiali da costruzione un’impresa davvero ardua. Gli operai non solo hanno costruito la torre, ma hanno anche dovuto affrontare i sentieri in un paesaggio roccioso fino ad allora difficilmente accessibile.
La costruzione dal 1860 al 1863
Come progettista viene citato l’ingegnere Emili Pou y Bonet, nato a Palma. Si dice che in quel cantiere isolato fossero impiegati circa 200 operai. Un episodio particolarmente significativo racconta il loro ritmo di lavoro: dato che si lavorava anche la domenica, era necessaria un’autorizzazione speciale della Chiesa. Per poter celebrare comunque la messa, allestirono un altare vicino al faro e fecero venire un prete. Questa storia mostra quanto il cantiere fosse lontano, all’epoca, dalla normale vita quotidiana dell’isola.
Per il trasporto dei materiali è stato realizzato un sentiero lastricato che partiva da Cala Murta. Questo antico sentiero, chiamato “antic camí”, attraversava il territorio in modo tale che gli animali da soma potessero superare le salite e le gole. Solo molto più tardi l’attuale strada ha reso il promontorio accessibile al traffico motorizzato. La costruzione del faro non è stata quindi solo l’erezione di una torre, ma ha richiesto una logistica tutta sua in un paesaggio costiero così frastagliato.
Un faro per la navigazione
Dal 1863 il faro indica la rotta alle navi lungo la costa nord di Maiorca. La posizione è stata scelta apposta: gli speroni rocciosi, le coste a picco sul mare e la posizione esposta del promontorio rendevano necessario un ausilio alla navigazione visibile da lontano. La base della torre si trova a 167 metri sul livello del mare, mentre il faro è a un’altezza di 210 metri. La sua portata nominale bianca è di 24 miglia nautiche, ovvero 44,4 chilometri. Il codice di identificazione consiste in quattro lampi nell’arco di 20 secondi, il che permette di distinguere il segnale da quello di altri fari.
All’inizio si usava l’olio d’oliva come combustibile, poi la paraffina. Nel corso del tempo, la lanterna, l’ottica e le attrezzature tecniche sono state adattate ai progressi della tecnologia dei fari. Intorno al 1960 è avvenuta l’elettrificazione; oggi l’impianto funziona con energia solare e può essere controllato a distanza. Dietro l’immagine romantica del faro solitario si nasconde quindi un sistema di navigazione costantemente modernizzato.
Dal posto di lavoro alla meta di una gita
L'automazione ha cambiato radicalmente il funzionamento del faro. Ciò che è rimasto, però, è la sua funzione nautica: il Far de Formentor non è un monumento in disuso, ma continua a essere un segnale nautico attivo.
Allo stesso tempo, la sua posizione è diventata una vera e propria attrazione per i visitatori. Il faro segna il punto finale visibile della strada di Formentor ed è un simbolo ben riconoscibile da lontano che indica la fine del promontorio. Il suo significato oggi è quindi duplice: in mare è un segnale di navigazione ben visibile, mentre a terra ricorda lo sviluppo tecnico di uno dei punti costieri più remoti di Maiorca.
Cosa c'è da vedere
Da lontano, il faro di Formentor sembra quasi piccolo. Solo una volta arrivati ci si rende conto di quanto l’edificio sia sapientemente incastonato su quello stretto altopiano roccioso. L’edificio, dipinto di bianco, spicca nettamente sulla roccia grigia e sul mare blu, senza però dominare il paesaggio. È proprio questa semplicità a renderlo affascinante: il faro non è un palazzo di rappresentanza, ma un edificio funzionale, la cui forma è stata determinata dall’esigenza di visibilità e di un funzionamento affidabile.
Il faro bianco
La torre circolare si erge dal complesso dell’edificio di base. In cima, la galleria e la sala delle lanterne completano la struttura. Di giorno, la colorazione chiara crea un netto contrasto con la costa rocciosa; di notte, è il segnale luminoso distintivo a identificarla. L’altezza del faro, pari a 210 metri, è dovuta soprattutto alla posizione naturale sul mare, non solo alla torre stessa. È proprio qui che sta il punto di forza tecnico del luogo: la topografia aumenta la portata visiva del faro.
Le parti basse e orizzontali dell'edificio fanno da contrappunto alla torre che svetta in alto, che ancora oggi fa parte di un'opera ingegneristica in funzione.
Lanterna e faro
Da vicino, l’elemento più importante non è così spettacolare come lo è dal punto di vista nautico: la lanterna con il suo sistema ottico. Il suo compito è quello di inviare un segnale chiaramente riconoscibile sul mare. Quattro lampi in 20 secondi costituiscono il segnale distintivo del Far de Formentor. Chi osserva la torre di giorno vede quindi l’involucro di un sistema che di notte si riconosce per il suo ritmo piuttosto che per la sua imponenza architettonica.
L'evoluzione tecnica si può vedere dalla storia del faro. Olio d'oliva, paraffina, elettricità e infine il funzionamento telecomandato con energia solare rappresentano diverse generazioni di tecnologia dei fari. Nonostante queste trasformazioni, lo scopo è rimasto lo stesso: la luce deve arrivare lontano e distinguersi in modo affidabile dagli altri segnali sulla costa.
L'altopiano roccioso e il panorama
L’effetto più forte si ha nelle aree aperte intorno all’edificio. Da qui lo sguardo spazia sul Mediterraneo e lungo la costa frastagliata della penisola. Le creste rocciose si incastrano l’una contro l’altra, le insenature si aprono verso il mare e la strada, in alcuni punti, si intravede come una linea sottile nel paesaggio. Il faro fa da punto fisso in primo piano, mentre il mare, le nuvole e la luce cambiano continuamente l’immagine.
Da questa altezza le barche in acqua sembrano piccole. Allo stesso tempo, la costa rimane abbastanza vicina da permetterti di notarne le stratificazioni e le scarpate a picco. In questo punto esposto, il vento fa spesso parte dell’esperienza. Può influenzare la percezione del luogo più di qualsiasi dettaglio architettonico e spiega perché il promontorio sia da tempo associato ai venti che soffiano da diverse direzioni.
Moll de Patronet e l'accesso storico
Una traccia davvero notevole è la scalinata scavata nella roccia che porta al Moll de Patronet. 272 gradini scendono attraverso la fenditura rocciosa. Quello che oggi sembra una curiosa struttura storica secondaria faceva parte delle infrastrutture del paese e non va confuso con un normale sentiero turistico. Insieme all’antic camí, questa scalinata racconta molto di più sullo sviluppo storico del paese rispetto a una semplice lista di dati tecnici.
Uno sguardo indietro verso la strada
Anche il percorso per arrivare al faro diventa parte del panorama. La Ma-2210 si snoda attraverso la penisola, scompare dietro le creste rocciose e riappare in un altro punto. Questa retrospettiva ti fa capire quanto sei lontano da Port de Pollença e ti fa vedere perché l’ultimo tratto richiede un po’ di pazienza. Curve strette, dislivelli e il paesaggio montuoso a perdita d’occhio non fanno solo parte del viaggio, ma anche dell’esperienza visiva del Far de Formentor.
Per le foto, quindi, vale la pena non immortalare la torre solo di fronte. I punti di vista laterali uniscono l’edificio bianco alle rocce e al mare; lo sguardo lungo la strada, invece, racconta l’isolamento del posto. La mattina presto, la luce calda illumina le scogliere e le curve della strada, mentre di solito ci sono meno visitatori in giro.
La visita
La prima vista della torre di solito arriva alla fine di una lunga serie di curve. Una volta arrivati, il viaggio si trasforma in una breve passeggiata: arrivi, osservi l’edificio da diverse angolazioni, segui l’andamento della costa e cerchi un posto adatto per scattare qualche foto. La luce, il tempo e il paesaggio influenzano la tua percezione del luogo.
Arrivo al Capo
Lo spazio in fondo alla strada è piuttosto ristretto. Qui si incrociano autobus, biciclette, visitatori in arrivo e veicoli che fanno inversione. È meglio scendere con calma e orientarsi piuttosto che cercare subito di raggiungere il primo punto panoramico libero. Soprattutto in caso di vento forte e grande afflusso di visitatori, tieni d’occhio il traffico stradale. Gli orari di apertura e le eventuali condizioni di accesso all’area dell’edificio possono cambiare e vanno verificati prima di partire. Lo stesso vale per la questione del biglietto d’ingresso.
Presto al mattino
La mattina presto l’atmosfera è di solito più tranquilla rispetto all’ora di punta delle gite turistiche. I fotografi adorano questo momento perché la prima luce calda mette in risalto le rocce, la torre e le curve della strada di accesso. Inoltre, il traffico è di solito meno intenso. Chi visita il posto soprattutto per il paesaggio, spesso trova in quel momento le condizioni migliori per scattare foto senza essere disturbato.
Partire presto ha un altro vantaggio pratico: nella stagione calda, il sole sul pianoro aperto diventa molto più forte più tardi. Intorno ai punti panoramici l’ombra è piuttosto scarsa. Partire presto non sostituisce però la necessità di verificare le norme di circolazione in vigore, perché l’accesso alla penisola è regolato a seconda della stagione.
Orari di grande affluenza
Nel corso della giornata il flusso di visitatori aumenta. Dato che il promontorio è raggiungibile solo tramite una strada e lo spazio vicino al faro è limitato, anche piccoli rallentamenti possono influire sul traffico. La regolamentazione del traffico è stata introdotta proprio per far fronte a questo problema: in un progetto pilota, il flusso di veicoli durante le ore di punta è sceso da 300 a 20.
Se sei flessibile, evita le ore di punta e non pianificare tutto all’ultimo minuto. Il tempo che passi alla torre è solo una parte dell’escursione; i tempi di attesa dell’autobus, il traffico lento, i ciclisti e le soste ai punti panoramici possono allungare il programma della giornata. Un appuntamento subito dopo l’escursione a Formentor non è quindi una buona combinazione.
Condizioni meteorologiche e visibilità
Il cielo sereno offre panorami mozzafiato, ma anche le nuvole trasformano la costa in modo suggestivo. Più importante di un tempo perfetto per le foto è che le condizioni meteorologiche siano sicure. Il vento non è una cosa da poco su questo promontorio esposto: può essere più forte che a Port de Pollença e trascinare via oggetti leggeri. Nelle zone aperte è quindi bene comportarsi con la dovuta cautela.
Dopo i temporali potrebbero verificarsi anche frane o limitazioni temporanee sulla strada di accesso. Vale la pena controllare le condizioni della strada, soprattutto dopo giornate di maltempo. La posizione isolata, che costituisce il fascino del faro, comporta però anche che le alternative di percorso sull’ultimo tratto siano limitate.
Come arrivare e dove parcheggiare
Fino a Port de Pollença il percorso è più semplice rispetto all’ultimo tratto verso il promontorio. Dall’aeroporto di Palma si prende la Ma-30, poi la Ma-13 e infine la Ma-2200; fino a Port de Pollença sono 64 chilometri su strada e il viaggio dura circa 54 minuti. Dal centro di Palma, passando per la Ma-13 e la Ma-2200, si percorrono in totale 61 km su strada e il viaggio dura circa 57 minuti. Entrambe le indicazioni valgono espressamente solo fino a Port de Pollença, non fino al Far de Formentor.
Ma-2210 verso il faro
A Port de Pollença parte la Ma-2210, l’unica strada che porta al faro. Da lì ci sono altri 20 chilometri di strada. In condizioni normali, quest’ultimo tratto dura circa 30-40 minuti, senza soste prolungate ai punti panoramici. La strada inizia presto a salire e attraversa la penisola con curve strette. Gli autobus e tanti ciclisti condividono il percorso con il resto del traffico.
La strada fa parte dell'esperienza, ma richiede concentrazione. Se le strade di montagna ti stressano, ti conviene prendere l'autobus. I tempi indicati non vanno comunque presi come garantiti: il traffico in senso opposto, le bici lente, le soste per scattare foto e l'afflusso stagionale possono allungare il viaggio.
Regolamento stagionale per l'accesso
Per la stagione 2026, la Ma-2210 tra Port de Pollença e il faro sarà chiusa al traffico privato tutti i giorni dalle 10 alle 22, dal 15 maggio al 18 ottobre. Rimangono ammessi, tra gli altri, i mezzi pubblici, i ciclisti e gli escursionisti; sono previste eccezioni per determinati veicoli autorizzati. Questa misura serve a proteggere il delicato paesaggio e a evitare che si accumuli un numero eccessivo di veicoli alla stretta estremità della strada.
Visto che le norme di accesso possono cambiare di stagione in stagione, quando pianifichi un viaggio devi sempre controllare le informazioni ufficiali sul traffico. Una regola riportata in un vecchio diario di viaggio non è una fonte affidabile. I posti di controllo e la segnaletica stradale sulla Ma-2210 sono vincolanti, anche se il navigatore continua a suggerire quel percorso.
Autobus fino a Far de Formentor
La fermata dell'autobus Far de Formentor ha il numero 42052 e si trova proprio a destinazione. Durante la stagione turistica, il bus navetta è il collegamento principale per tutta la penisola. La linea collega il faro, tra le altre località, con Port de Pollença, dove ci sono altri collegamenti con la rete di autobus regionale.
Se vai in auto solo fino a Port de Pollença, lì puoi prendere l’autobus. Le fermate per andare verso Formentor sono Estació, Bóquer e Can Singala. Prima di partire, ti consiglio di controllare l’orario aggiornato e il percorso stagionale, perché l’offerta e la regolamentazione del traffico vanno di pari passo.
Parcheggio
Al faro c'è pochissimo spazio per parcheggiare e fare inversione. Proprio questa limitazione è uno dei motivi della restrizione stagionale. Fuori dagli orari regolamentati, quindi, il fatto che l'accesso sia libero non significa automaticamente che ci sia un posto libero. Se vieni in auto, non dare per scontato di poter parcheggiare comodamente proprio vicino al faro.
Durante gli orari di chiusura, cambiare mezzo già a Port de Pollença è la soluzione più affidabile. Lungo la tangenziale ci sono parcheggi e diverse fermate dell’autobus per proseguire il viaggio. Anche lì vale la regola: metti in conto il tempo per trovare parcheggio e cambiare mezzo, invece di cercare di conciliare la coincidenza dell’autobus con un tragitto in auto troppo breve.
Le linee di autobus per Far de Formentor in sintesi
| Linea | Percorso | Corse al giorno | Prima corsa | Ultima corsa |
|---|---|---|---|---|
| 334 | Alcúdia - Formentor | 69 | 10:35 | 21:40 |
Dati ufficiali degli orari GTFS (TIB/SFM), senza informazioni in tempo reale. I numeri si riferiscono a tutte le fermate nel paese; le corse nei fine settimana e nei giorni festivi possono variare — controlla con l'operatore prima di partire.
Come arrivare in autobus
Far de Formentor (42052) · 0,2 km In linea d'aria
- 334Alcúdia - Formentor · Tutti i giorni
Dati sugli orari: dati GTFS ufficiali (TIB/EMT), senza informazioni in tempo reale — controlla gli orari con l'operatore prima di partire.
Nei dintorni
Port de Pollença è il punto di partenza e il contrappunto dell’escursione. Dopo la punta rocciosa esposta al vento, la baia riparata con il lungomare, il porto e gli edifici più fitti sembra quasi un altro paesaggio. Il posto è perfetto per una pausa prima di ripartire o per concludere la giornata in tranquillità, senza dover fare un lungo tragitto in più per arrivarci.
Port de Pollença
Per organizzare al meglio il viaggio, Port de Pollença è il punto di snodo più importante. È qui che parte la Ma-2210, qui puoi prendere l’autobus e qui trovi i collegamenti con le altre località del nord dell’isola. Se non vuoi affrontare il viaggio verso il Far de Formentor di fretta, ti conviene occuparti delle provviste, della ricerca di un parcheggio e di orientarti già in paese.
Anche dal punto di vista visivo, il porto offre un contrasto affascinante. In basso, nella baia, ci sono le barche; dal faro, invece, il traffico marittimo si vede dall’alto. Così il ruolo storico del Far de Formentor diventa particolarmente chiaro: non fa solo da sfondo al promontorio, ma a un’area costiera che ancora oggi è caratterizzata dal traffico marittimo.
Belvedere Es Colomer
Il Mirador Es Colomer si trova lungo la Route di Formentor e offre una prospettiva diversa sulla scogliera. Mentre dal faro dominano il mare aperto e la fine della strada, dal belvedere lo sguardo si concentra maggiormente sulle spettacolari pareti rocciose e sulle formazioni costiere antistanti. Entrambe le tappe si possono facilmente combinare in un’unica gita, a patto che il traffico e gli orari lo consentano.
Il belvedere è molto frequentato. Per questo, non dovresti considerare questa sosta come una breve fermata lungo il percorso. Se c’è molta gente, anche trovare parcheggio potrebbe farti perdere un po’ di tempo. Se viaggi con l’autobus stagionale, organizza il tuo itinerario in base alle fermate e alle partenze aggiornate.
Spiaggia di Formentor
La Platja de Formentor offre un paesaggio che passa da un alto promontorio roccioso a una baia riparata. La spiaggia, lunga e stretta, è fiancheggiata da pini e digrada dolcemente verso il mare. È perfetta se vuoi trasformare la gita al faro in una giornata intera sulla penisola.
In estate anche l'accesso alla spiaggia è soggetto a limitazioni al traffico e i posti auto sono pochi. Combinare il viaggio con l’autobus può quindi essere più comodo che cercare diversi parcheggi in un solo giorno. Il faro e la spiaggia vanno comunque considerati come tappe a sé stanti: al Far de Formentor l’attenzione è tutta sul panorama e sulla storia della tecnologia, mentre nella baia ci si concentra sul bagno e sul relax in riva al mare.
Cala Murta
Cala Murta è strettamente legata alla storia della costruzione del faro. Proprio da lì partiva l’antica via di rifornimento fortificata, lungo la quale gli animali da soma potevano trasportare i materiali attraverso quel terreno impervio. Chi include la baia in una gita non si imbatte quindi solo in una meta naturalistica, ma anche in un punto di partenza dello sviluppo storico del Far de Formentor.
Quando pianifichi un itinerario combinato, valuta in modo realistico la tua forma fisica, il caldo e il tempo necessario. Il tragitto fino a una baia non è un’alternativa veloce alla sosta al faro. Soprattutto nella stagione calda, non programmare il ritorno troppo tardi, altrimenti gli orari degli autobus o le regole del traffico potrebbero diventare un problema.
Il posto giusto per farlo
Port de Pollença nella descrizione della localitàInformazioni utili per la visita
Al Far de Formentor è il paesaggio a dettare le regole. Il posto è aperto, esposto al vento e fortemente caratterizzato dal sole. I servizi, i trasporti e lo spazio per muoversi sono più limitati rispetto a Port de Pollença. Se tieni conto di queste condizioni, non vedrai il faro come una tappa turistica affollata, ma come un luogo di lavoro storico su una costa straordinaria.
Scarpe e abbigliamento
Per i tratti irregolari intorno alle rocce e ai belvedere, è meglio indossare scarpe robuste e antiscivolo piuttosto che suole lisce. Anche se c’è il sole, metti in valigia un capo leggero che ti protegga dal vento. La posizione esposta può essere molto più ventosa rispetto alla baia riparata di Port de Pollença.
Quando c'è vento forte, è meglio fissare bene i copricapi e gli oggetti che potrebbero volare via. Per percorsi più lunghi che includono punti panoramici o calette, le scarpe sono ancora più importanti, perché lì si aggiungono sentieri e dislivelli. La scalinata storica che porta al Moll de Patronet non è una semplice passeggiata e non va considerata come un percorso da fare con calma.
Sole, ombra e acqua
Sull’altopiano e nei punti panoramici l’ombra è scarsa. È quindi fondamentale avere una protezione solare e acqua potabile a sufficienza, soprattutto nella stagione calda. Se arrivi in autobus, non dovresti basare la durata della tua permanenza sulla possibilità di tornare in qualsiasi momento al punto di rifornimento più vicino.
La mattina presto di solito è meno affollata e la luce è più morbida. Più tardi, il sole e la folla diventano più intensi. Un cielo nuvoloso può sembrare più piacevole, ma non protegge in modo affidabile dai raggi UV; inoltre, il vento ti fa sottovalutare facilmente l’intensità del sole.
Visita con i bambini
Per i bambini, il percorso con tutte le sue curve può essere tanto suggestivo quanto faticoso. Fare delle pause e non riempire troppo il programma della giornata è più utile che visitare una lunga serie di punti panoramici uno dopo l’altro. Allo stesso tempo, il faro può essere interessante come opera ingegneristica storica immersa nel paesaggio costiero.
Nelle zone costiere aperte, nel traffico stradale e in caso di vento forte è necessaria una stretta sorveglianza. I bambini non dovrebbero stare senza supervisione né sulla carreggiata né nelle aree di svolta, né nelle vicinanze di zone rocciose ripide. Per le famiglie, la possibilità di raggiungere la Platja de Formentor, più riparata, può essere un buon compromesso, a patto che la mobilità stagionale sia stata chiarita in anticipo.
Cosa non c'è da aspettarsi
Il Faro di Formentor è soprattutto un faro ancora in funzione in una posizione spettacolare. Il suo fascino sta nel mix tra storia della tecnologia, la semplicità della struttura del faro, la vista panoramica e l’esperienza del lungo percorso fino alla punta della penisola.
Non dare per scontato che la natura selvaggia sia deserta nelle ore di punta. Il posto è famoso, lo spazio è limitato e l’afflusso di visitatori può essere elevato. Se cerchi la tranquillità, parti presto, controlla attentamente le regole del traffico e calcola tempo a sufficienza, così che un punto fotografico perso o un autobus pieno non rovinino l’intera gita.
Consigli da chi vive sul posto
L'alba al posto dell'ondata di escursionisti
Di prima mattina, la luce calda si unisce a un’affluenza per lo più ridotta. Particolarmente suggestivi sono i punti di osservazione che inquadrano non solo la torre, ma anche i versanti rocciosi e le curve della Ma-2210.
Conoscere il codice del fulmine
Il faro emette quattro lampi nell'arco di 20 secondi. Questo dettaglio tecnico, a prima vista insignificante, spiega come i naviganti riescano a distinguere chiaramente il Far de Formentor dagli altri fari durante la notte.
Fai attenzione al vecchio percorso di trasporto
L’antic camí e i 272 gradini che portano al Moll de Patronet ci ricordano che un tempo il materiale doveva essere trasportato al cantiere e alla stazione senza una strada moderna.
Cambiare a Port de Pollença
Durante il periodo in cui vige la regolamentazione stagionale degli accessi, l'autobus è di solito l'opzione più comoda. La fermata Far de Formentor si trova proprio a destinazione; a Port de Pollença ci sono diverse fermate da cui salire.
Non limitarti a scattare foto frontali
Le prospettive laterali fanno capire meglio perché il faro fa la sua figura proprio qui: il complesso bianco è incorniciato dalla roccia e dal mare, mentre lo sguardo alle spalle rivela la tortuosa strada di accesso come parte integrante della storia.