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Ristoranti Michelin

Undici stelle della rinomata guida gastronomica francese Michelin brillano su dieci ristoranti di Maiorca: i ristoranti dell’isola ricevono ripetutamente una vera pioggia di stelle dagli ispettori. Così Maiorca si colloca ai massimi livelli anche dal punto di vista gastronomico.

Il ristorante Voro, nel lussuoso Cap Vermell Grand Hotel di Canyamel, con lo chef Álvaro Salazar ai fornelli, è l’unico ristorante due stelle di Maiorca. E quindi, almeno secondo la Guida Michelin, il miglior ristorante dell’isola.

Álvaro Salazar entra così nell’esclusiva cerchia degli attuali poco più di 30 chef due stelle di tutta la Spagna.

Il più giovane chef stellato di Maiorca

Tra gli chef stellati di Maiorca c’è ora anche Javier Hoebeeck del Fusión19 alla Playa de Muro. Lo chef, figlio di un belga e di una maiorchina, aveva lavorato in precedenza al ristorante Zaranda accanto allo chef di fama Fernando P. Arellano.

Con la sua cucina dalle influenze mediterranee, asiatiche e orientali, dopo appena due anni al Fusión19 ha ottenuto subito una stella nella Guida Michelin 2023 per Spagna e Portogallo, il prestigioso riconoscimento tanto ambito.

Panoramica dei ristoranti stellati di Maiorca

Un ristorante due stelle e nove ristoranti una stella: ecco i templi della gastronomia che gli ispettori della guida gastronomica rossa hanno premiato per la loro arte culinaria:

• [fa="star" /][fa="star" /]- Ristorante due stelle Voro, Canyamel, con lo chef Álvaro Salazar

• [fa="star" /]- Ristorante una stella Adrián Quetglas, Palma, con lo chef Adrián Quetglas

• [fa="star" /]Ristorante Andreu Genestra, Capdepera, insignito di - stelle, con lo chef Andreu Genestra

• [fa="star" /]Ristorante Béns d'Avall, Sóller, insignito di - stelle, con gli chef Benet e Jaume Vicens

• [fa="star" /]Ristorante Dins Santi Taura, Palma, insignito di - stelle, con lo chef Santi Taura

• [fa="star" /]Ristorante Es Fum, Costa d'en Blanes, insignito di - stelle, con lo chef Miguel Navarro

• [fa="star" /]Ristorante Fusion19, Playa de Muro, insignito di - stelle, con lo chef Javier Hoebeeck

• [fa="star" /]Ristorante Maca de Castro, Port d’Alcúdia, insignito di - stelle, con la chef Macarena de Castro

• [fa="star" /]Ristorante Marc Fosh, Palma, insignito di - stelle, con lo chef Marc Fosh

• [fa="star" /]Ristorante Zaranda, Palma, insignito di - stelle, con lo chef Fernando P. Arellano.

Mangiare sostenibile

un piatto di ciboAnche Michelin tiene conto della sostenibilità. Assegna infatti le “stelle verdi” ai ristoranti particolarmente impegnati nella ristorazione sostenibile e nella tutela delle risorse.

La stella verde per la sostenibilità viene assegnata dal 2020. Maca de Castro e Andreu Genestra di Maiorca possono fregiarsi di questo riconoscimento.

Tendenze nell'alta cucina

Gli hotel di lusso continuano a puntare sull'alta cucina e accolgono nei propri ristoranti chef appassionati, come Miguel Navarro all'Es Fum del cinque stelle Mardavall a Costa d’en Blanes, Santi Taura nel cinque stelle El Llorenç Parc de la Mar a Palma o Fernando P. Arellano nel cinque stelle Es Príncep, anch'esso nel capoluogo di Maiorca.

• L'alta ristorazione ha un futuro: non sono più soltanto i maestri di lunga esperienza, ma anche molti giovani chef a conquistare una stella. Javier Hoebeeck, del nord di Maiorca, ne è il migliore esempio.

• Gli chef puntano sempre più sulla sostenibilità e propongono ormai naturalmente ai loro ospiti anche piatti vegetariani o vegani. Alcuni offrono persino interi menu degustazione senza carne né pesce.

Che cos’è il Guide Michelin?

Il Guide Michelin dell’omonimo produttore francese di pneumatici rende omaggio all’alta cucina. Esce ogni anno, e lo fa dal 1900!

All’epoca, appena due anni dopo l’inizio della produzione di pneumatici per automobili, venne pubblicata per la prima volta quella che oggi è la celebre guida ai ristoranti. Fu l’inizio di una lunga storia di successo.

Già allora il Guide Michelin aveva la copertina rossa. Da qui deriva anche il suo soprannome: la «Bibbia rossa» dei gourmet.

Consigli preziosi per il viaggio

I fratelli André e Édouard Michelin credevano già allora nel viaggio. Volevano offrire ai clienti dei loro pneumatici un servizio aggiuntivo, fornendo loro una guida speciale, ricca di consigli utili per il tragitto.

Le indicazioni spaziavano dai depositi di carburante e dalle officine fino agli alloggi consigliati e, naturalmente, ai ristoranti. Questa sì che era lungimiranza!

«Quest’opera esce con il nuovo secolo e durerà quanto esso», scrissero i due visionari nella prefazione del primissimo Guide Michelin nel 1900. E continua a esistere anche nel nuovo millennio. Naturalmente nel suo tradizionale colore rosso. E premia anche a Maiorca i migliori tra i migliori.