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Vino Binissalem

Responsabile del contenuto: Frank Menze

A Maiorca si produce vino da oltre 2 millenni. Negli ultimi anni, però, l'isola si è affermata come un indirizzo davvero interessante per gli amanti del vino. I viticoltori maiorchini puntano infatti sulla qualità e prediligono le varietà autoctone: un connubio promettente. Sono proprio queste uve autoctone a regalare al vino quell'inconfondibile sapore di Maiorca. Sull'isola ci sono ormai oltre 100 bodegas, tra cui numerose aziende vinicole che lavorano con metodi biologici. E il settore continua a crescere: vengono aperte regolarmente nuove cantine.

La prima denominazione di origine vinicola di Maiorca: D.O. Binissalem

una bottiglia di vino accanto a un mucchio di bananeOggi Maiorca vanta diverse denominazioni di origine per il vino. La pioniera in fatto di “denominazione di origine protetta” è stata la Denominación de Origen (D.O.) Binissalem, nel cuore dell'isola. Nel 1988 i viticoltori di Binissalem e dintorni si unirono. Binissalem, Santa Maria del Camí, Sencelles, Consell, Santa Eugènia: una regione dalla grande tradizione vinicola.

Condizioni ideali per la viticoltura

E non a caso: qui le condizioni per coltivare la vite sono ideali. Il clima è mediterraneo, con estati calde e secche e inverni brevi e miti. I monti della Tramuntana proteggono dai freddi venti del nord. Le viti crescono a un'altitudine compresa tra 75 e 200 metri sul livello del mare. Il terreno è ricco di calcio, uno dei nutrienti più importanti per la crescita della vite.

Un riconoscimento prestigioso per i vini maiorchini

In breve, questa zona è ideale per produrre ottimi vini. I viticoltori lo hanno dimostrato in modo convincente. Critici enologici come il celebre statunitense Robert Parker o il suo omologo spagnolo José Peñin assegnano infatti ai vini della regione anche ben oltre 90 punti su 100. Un riconoscimento di grande prestigio.

75 percento di Tintos

Attualmente 12 aziende vinicole fanno parte della D.O. Binissalem. Insieme coltivano una superficie di quasi 240 ettari e producono complessivamente circa 800.000 litri di vino all'anno. Si tratta di oltre 1 milione di bottiglie all'anno, di cui circa il 75 percento è costituito da vini rossi.

Da Mantonegro a Syrah

un bicchiere di vinoLe regole di una D.O. sono piuttosto rigide. Da un lato, infatti, si possono coltivare solo determinate varietà di uva; dall’altro, la quantità raccolta per ettaro è limitata. Per i vini rossi sono ammesse le seguenti varietà: Mantonegro, Callet, Tempranillo, Monastrell, Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot e Gorgollassa. Per i vini bianchi, invece, si possono utilizzare esclusivamente Prensal Blanc (chiamata anche Moll), Parellada, Macabeo, Moscatel de Alejandria, Moscatel de grano menudo, Chardonnay e, da poco, anche Giró Ros.

Le bollicine di Maiorca

Va da sé che anche per i rosati e gli spumanti frizzanti si possano usare esclusivamente le varietà di uva menzionate. A Maiorca sono diversi i produttori che realizzano spumanti con successo. I maiorchini chiamano queste fresche bollicine "Ví escumós" o anche "Ancestral".

Vini dal carattere regionale

Le disposizioni non finiscono qui: per conferire ai vini un carattere regionale tutto loro, devono contenere per il 30 percento la varietà autoctona Mantonegro. Da Mantonegro i viticoltori ottengono vini eleganti e non troppo corposi. Spesso, naturalmente, questa uva fa anche parte di cuvée made in Mallorca.

Delicate note fruttate e leggere sfumature speziate

Pur non distinguendosi per un colore rosso intenso e profondo, questa varietà offre seducenti note fruttate, leggere sfumature speziate e sentori di caramello.

Mele verdi, albicocche e una delicata nota di mandorla amara

I Blancos, invece, devono contenere per metà Moscatel (Moscato) oppure essere ottenuti per il 50 percento dalla varietà locale Prensal Blanc. Il tipico Prensal Blanc maiorchino presenta note di mele verdi, albicocche e frutta secca, senza rinunciare a un delicato e interessantissimo tocco di mandorla amara. Il vino di Maiorca è semplicemente un piacere.