Vino Binissalem
A Maiorca si produce vino da oltre due millenni. Negli ultimi anni, però, l’isola è diventata un punto di riferimento per gli amanti del vino. I viticoltori maiorchini puntano infatti sulla qualità e prediligono le varietà autoctone: un connubio promettente. Sono proprio queste uve locali a regalare al vino quel gusto inconfondibile di Maiorca. Sull’isola ci sono ormai oltre 100 bodegas, tra cui numerose cantine che lavorano secondo i principi dell’agricoltura biologica. E il settore continua a crescere: aprono regolarmente nuove cantine.
La prima denominazione d’origine del vino di Maiorca: D.O. Binissalem
Maiorca vanta oggi diverse denominazioni d’origine del vino. La pioniera tra le „denominazioni di origine protetta“ è stata la Denominación de Origen (D.O.) Binissalem, nel cuore dell’isola. Nel 1988 i viticoltori di Binissalem e dei dintorni si sono uniti. Binissalem, Santa Maria del Camí, Sencelles, Consell, Santa Eugènia: una regione dalla lunga tradizione vitivinicola.
Condizioni ideali per la viticoltura
E a buon ragione: qui le condizioni per coltivare la vite sono ideali. Il clima è mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni brevi e miti. I monti della Tramuntana proteggono dai freddi venti del nord. Le viti crescono a un’altitudine compresa tra 75 e 200 metri sul livello del mare. Il terreno è ricco di calcio, uno dei nutrienti più importanti per la crescita della vite.
Un riconoscimento prestigioso per i vini di Maiorca
In breve, questa zona è ideale per produrre ottimo vino. I viticoltori lo hanno dimostrato in modo convincente. Esperti del calibro del celebre critico enologico statunitense Robert Parker o del suo omologo spagnolo José Peñin assegnano talvolta ai vini della regione ben oltre 90 punti su 100. Un riconoscimento di grande prestigio.
Il 75 per cento di Tintos
Attualmente dodici cantine fanno parte della D.O. Binissalem. Coltivano complessivamente una superficie di poco meno di 240 ettari e producono in totale circa 800.000 litri di vino all’anno. Si tratta di oltre 1 milione di bottiglie annue, di cui circa il 75 per cento è costituito da vini rossi.
Dal Mantonegro al Syrah
Le regole previste da una D.O. sono piuttosto severe. Da un lato, infatti, è consentito coltivare solo determinate varietà di uva; dall’altro, la resa per ettaro è limitata. Per i vini rossi sono ammesse le varietà Mantonegro, Callet, Tempranillo, Monastrell, Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot e Gorgollassa. Per i vini bianchi, invece, si possono utilizzare esclusivamente Prensal Blanc (detto anche Moll), Parellada, Macabeo, Moscatel de Alejandria, Moscatel de grano menudo, Chardonnay e, da poco, anche Giró Ros.
Bollicine a Maiorca
Naturalmente, anche per i rosati e gli spumanti frizzanti si possono utilizzare soltanto le varietà già menzionate. A Maiorca sono diversi i produttori che realizzano con successo vini spumanti. I maiorchini chiamano queste bollicine rinfrescanti "Ví escumós" oppure "Ancestral".
Vini dal carattere regionale
Le prescrizioni non finiscono qui: per conferire ai vini un carattere autenticamente regionale, devono contenere per il 30% la varietà autoctona Mantonegro. Da questa uva i viticoltori ottengono vini eleganti e non troppo corposi. Spesso, naturalmente, il Mantonegro è anche presente nelle cuvée made in Mallorca.
Splendide note fruttate e lievi sentori speziati
Pur non distinguendosi per un colore rosso intenso e profondo, questa varietà regala affascinanti note fruttate, delicati sentori speziati e sfumature di caramello.
Mele verdi, albicocche e una delicata nota di mandorla amara
I bianchi, invece, devono contenere per metà Moscatel (Moscato) oppure essere ottenuti per il 50% dalla varietà locale Prensal Blanc. Il tipico Prensal Blanc maiorchino sprigiona note di mele verdi, albicocche e frutta secca, accompagnate da un delicato e interessantissimo sentore di mandorla amara. Il vino di Maiorca è semplicemente un piacere.